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Alson Charme 43 Open

29 aprile 2009
Alson Charme 43 Open
Maxibattello sportivo con un’ottima carena. Con due Suzuki da 300 CV si naviga a 42 nodi. Sottocoperta due matrimoniali e un bagno. di Tommasino Gazo Un gommone dall’animo corsaiolo. Non si può che definire altrimenti il 43 Charme Open, l’ultima creatura del cantiere Alson, azienda che ha creduto nei gommoni a carena rigida. La stessa carena del suo quasi gemello 43 cabinato, senza sovrastrutture che ne appesantiscono la linea, è ancora più aggressiva. Osser...

Alson charme 43 open

Maxibattello sportivo con un’ottima carena. Con due Suzuki da 300 CV si naviga a 42 nodi. Sottocoperta due matrimoniali e un bagno. di Tommasino Gazo Un gommone dall’animo corsaiolo. Non si può che definire altrimenti il 43 Charme Open, l’ultima creatura del cantiere Alson, azienda che ha creduto nei gommoni a carena rigida. La stessa carena del suo quasi gemello 43 cabinato, senza sovrastrutture che ne appesantiscono la linea, è ancora più aggressiva. Osservando il 43 da prua, infatti, si intuisce immediatamente la sua natura, votata alla velocità e alla sportività, due caratteristiche che, nel mondo della nautica, non sempre vanno d’accordo. Per questo open, invece, la prima impressione visiva viene confermata anche in mare in condizioni molto buone che non hanno offerto onde in grado di metterlo a dura prova, ma ne hanno fatto capire tutte le valenze. Non solo in termini di velocità. Forse l’abitabilità non è giusta per chi non ha un po’ di spirito di adattamento – e in questo cas ovale la crociera a corto-medio raggio – altrimenti, con le prestazioni velocistiche che può offrire, qualsiasi meta mediterranea è a portata di mano. Prova I due fuoribordo Suzuki 4 tempi da 300 cavalli ciascuno “non hanno le eliche adeguate” – avvisano i tecnici del cantiere – ma le prestazioni non sembrano risentirne granché. Rombo contenuto, timoneria abbastanza riparata da un parabrezza che si presta bene ad assolvere anche la funzione di deflettore, e via alle manette. Siplana a 12 nodi in pochi secondi e, da quel momento in poi, è l’assoluto signore del mare. Ottimo l’assetto, orizzontale sull’acqua e senza incertezze o beccheggi. Le virate ci hanno impressionato: non il minimo accenno di scarroccio, lo scafo viaggia come su un binario ferroviario anche nelle virate più strette. Sarà merito della carena disegnata su una base corsaiola che, stretta per scelta naturale e obbligata, influisce in modo negativo sull’ abitabilità, ma è il prezzo da pagare al dio-velocità. D’altronde 42 nodi non sono alla portata di tutti e tanto meno con quella nonchalance tipica dei levrieri di razza.

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