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Amer 116

Tre ponti, 33 metri di lunghezza, carena performante. Gli Interni con tre cabine e uno scenografico ascensore riflettono la grande capacità del cantiere nella personalizzazione del layout

Amer 116

Tre ponti, 33 metri di lunghezza, carena performante. Gli Interni con tre cabine e uno scenografico ascensore riflettono la grande capacità del cantiere nella personalizzazione del layout.

 

Mai come quest’anno il lavoro della Giuria per la selezione del superyacht è stato impegnativo: tante erano le candidature prestigiose inserite nella long list iniziale, nonostante la crisi. Quella crisi economica che ha coinvolto in una sorta di crudele e drammatico domino anche i produttori di grandi yacht, un settore in cui l’Italia è leader nel mondo.
Tuttavia i costruttori non si sono arresi e la tendenza, in forme e modalità diverse, è stata di sottolineare la riduzione dei consumi e l’aumentata efficienza dello yacht anche grazie a innovazioni tecnologiche relative alla gestione.

 

E’ importante fare un inciso: a livello normativo internazionale non si parla mai di maxi, super, mega o giga yacht, ma solo, genericamente di large yacht, ovvero di imbarcazioni da diporto oltre i 24 metri di lunghezza secondo la normativa Iso 8666. A confermare quanto già espresso in merito al premio barca a vela e a motore, quest’anno il riconoscimento Superyacht è andato a un relativamente piccolo "large yacht" di 35 metri di lunghezza, ricco di contenuti innovativi e di originalità. Lo scafo e le sovrastrutture di questa nave da diporto sono in vetroresina. La costruzione è realizzata in conformità al progetto classificato Rina 100 A1.1 Y. Il nuovo 116 piedi, presentato al Salone di Genova, è la settima barca per uno storico cliente del cantiere. Un armatore francese che ha chiesto un tre ponti di 35 metri di lunghezza per sole tre cabine, un’armatoriale e due ospiti.

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