19/07/2002
Antivegetative: prove sul campo

Volevamo fare una prova equa e imparziale, abbiamo, così, “fatto a strisce” l’
Altair, il 15 metri di Vela e Motore. 26 vernici antivegetative di 14 marchi a
confronto, fianco a fianco e l’una contro l’altra. Una prova sul campo,
iniziata a marzo.
Abbiamo voluto comprare noi direttamente nei negozi, così come avrebbe fatto un
normale diportista (molto più semplice sarebbe stato farsele mandare in
redazione dalle case produttrici, ma questo implicava la possibilità di
ricevere prodotti non esattamente uguali a quelli in commercio), operazione che
si è rivelata molto meno facile del previsto. Abbiamo infatti scoperto che: per
chi intende procurarsi le vernici direttamente nella propria città (per quanto
grande, nel caso specifico Milano) la cosa è praticamente impossibile, le
marche disponibili sono poche e spesso si corre il rischio di trovarsi tra le
mani barattoli “d’epoca”. Meglio quindi acquistare direttamente al mare, ma
anche qui le cose non sono state così semplici. Abbiamo infatti verificato che
i vari marchi (tranne tre) hanno una reperibilità decisamente zonale, quelli
che a esempio si trovano in Liguria sono quasi introvabili in Veneto, e
viceversa. Per procurarci le nostre vernici abbiamo quindi attivato i nostri
collaboratori distribuiti lungo le coste italiane.
La verniciatura è poi stata fatta a Marina di Ravenna, presso il Cantiere Pier
12 di Dondo Ballanti. Qui due verniciatori professionisti hanno provveduto alla
pitturazione “a strisce” secondo le indicazioni presenti sulle etichette dei
barattoli, dopo aver prima perfettamente ripulito la carena dalle vecchie
incrostazioni per poi ricoprirla con una prima mano di “primer”, base
impregnante universale.
Delle 26 vernici, 13 sono del tipo “autolevigante”, 13 a “matrice dura” tutte
applicate lungo la linea di galleggiamento, il punto dove è più facile la
formazione di alghe e incrostazioni. Le strisce sono state disposte a centro
barca, in modo da non risentire dal diverso flusso d’acqua che viene a formarsi
a prua (più rapido e più “levigante”) e a poppa (più turbolento e meno
incisivo). Proprio per verificare questo fenomeno una delle vernici è stata
applicata in due strisce campione proprio alle estremità dello scafo.
La barca nel corso degli otto mesi del test è stata (e verrà) usata come una
normale barca per il diporto, con circa 40 giorni di navigazione in estate più
alcuni week-end in primavera e in settembre. In più, quando ferma all’ormeggio
del Circolo Velico Ravennate, l’Altair è stata ruotata (con ormeggio prima di
prua e poi di poppa) per evitare che fosse sempre la stessa murata ad venir
colpita direttamente dal sole (il calore è un elemento fondamentale per la
formazione delle alghe e delle incrostazioni).
La scelta di Marina di Ravenna come base principale per il nostro test è stata
dettata anche dall’esigenza di mettere le vernici in un mare particolarmente
“aggressivo” dal punto di vista della vegetazioni che solitamente attaccano le
carene. La barca, oltre alla verifica finale di ottobre, verrà tirata fuori
dall’acqua altre due volte per controllare (e fotografare) lo stato di
“degenerazione” delle varie vernici. Abbiamo verniciato anche altrettante
tavolette in vetroresina (fornite dai Cantieri Carnevali di Ravenna), metà
delle quali sono state appese ai pontili di Pier 12, e metà al Marina di Porto
Antico a Genova. Per verificare, ad armi pari, le rese in mari diversi.
Oltre ai 14 marchi ben noti ai diportisti, abbiamo testato anche una vernice
per uso industriale/commerciale, del tipo generalmente utilizzato dai
pescherecci.
Appuntamento quindi a ottobre, per i “voti” finali.