I risultati
Nella media di tutte e 26 le vernici stese sulla carena dell’Altair i risultati
sono stati buoni, migliori di quanto ci aspettassimo soprattutto perché avevano
a che fare con una mare veramente aggressivo come quello dell’alto Adriatico (e
molte delle vernici erano pulibili semplicemente con l’energico passaggio di
una spugna ruvida). I nove mesi del nostro test che si sono dimostrati solo un
primo passaggio di verifica con i prodotti di qualche anno fa sarebbero stati
più che sufficienti a mettere in mostra “incrostazioni” ben maggiori.
Nella “grande battaglia” tra autoleviganti e matrici dure, al termine della
nostra prova escono vittoriose le prime, con risultati mediamente migliori sia
sulla parte interamente immersa della carena dell’Altair, e soprattutto sulla
sua linea di galleggiamento. Le “selfpolishing” sono in effetti le vernici di
concezione più moderna, dove è stato maggiormente concentrato lo sforzo in
termini di ricerca da parte di quasi tutte le case (tra gli svantaggi delle
matrici dure c’è anche una maggiore difficoltà di pulizia a fine ciclo, con lo
strato di legante che rimane comunque attaccato allo scafo).
Tra le autoleviganti in particolare siamo stati colpiti dalle prestazioni della
International Micron Optima e la Boero Mistral. La prima si era dimostrata al
momento dell’applicazione particolarmente difficile da stendere (rimanevano i
segni del rullo molto evidenti) e dal colore molto chiaro (e non
particolarmente piacevole). In realtà la tinta ha variato molto del tempo e
dopo 9 mesi era diventata tra le più brillanti. Boero ci ha invece colpito,
oltre che per la resa, per la compattezza della mescola (e anche lei cambia di
molto il colore iniziale).
Tra le matrici dure le migliori sono state la Cecchi e l’International
Interspeed Ultra, che hanno tenuto bene il passo con le selfpolishing (delle
altre ci ha colpito, nel male, come spesso la linea di galleggiamento venga
aggredita in maniera massiccia e consigliamo sempre quindi sempre l’
applicazione di un ulteriore strato “di rinforzo”, come da indicazione di molte
case).
Nella prova sulle tavolette a Marina di Ravenna (completamente immerse, e
quindi senza l’equivalente di una linea di galleggiamento) abbiamo riscontrato
come l’aggressione del fouling sia stata decisamente maggiore rispetto a quanto
visto sulla carena dell’Altair. In particolare si vedevano spesso i segnali
dell’arrivo di serpulidi e a volte anche di denti di cane.
Decisamente meglio invece i risultati a Genova, dove un mare più freddo e meno
aggressivo a “sporcato” decisamente meno le 12 tavolette. Da segnalare in
particolare la Marlin Super 505 e la Attiva Shipguard che in Liguria hanno dato
risultati decisamente migliori che non in Romagna.
Per quanto riguarda invece il nostro test alle “estremità” dell’Altair, con due
fasce di vernice (autolevigante) applicate vicine alla prua e alla poppa, per
vedere se ci sono differenza di resa a seconda della velocità del flusso
(maggiore a prua), il risultato è stato quasi neutro. Tra le due fasce non
abbiamo visto differenze significative, a dimostrazione del fatto che anche le
autoleviganti lavorano su meccanismi prettamente chimici e non meccanici.
E i costi? Per applicare la International Micron Optima (la più cara tra le 26
vernici del test) sulla carena dell’Altair (15 metri a vela) si spendono in
vernici 768 euro, contro i 714 della Boero Mistral, i 405 della Cecchi e
addirittura 196 euro della Brignola Riviera (la più economica del lotto). Tutti
questi sono prezzi base, consigliati e non imposti dai produttori ai singoli
venditori, e quindi suscettibili di sconti al momento dell’acquisto (nel nostro
caso siamo in media riusciti a strappare un 5/10%).
Questione di termini
Autolevigante, autoerodente, ablativa e selfpolishing: sono sinonimi che
servono a definire le antivegetative dove biocida e legante sono solidali e il
rilascio avviene contemporaneamente (e la vernice si consuma nel tempo). Le
prime autoleviganti (questo era il nome originario) nascono negli anni ’70 con
l’utilizzo dei biocidi a base stagno.
Matrice dura. Sono le antivegetative “classiche”, il rilascio del biocida
avviene separatamente dal legante (la matrice). Quando si esaurisce l’effetto
dei veleni lo strato del legante rimane comunque sullo scafo. Long life o a
“matrice mista”, sono la soluzione intermedia tra autolevigante e matrice dura.
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