? Una volta eliminato tutto il vecchio teak e la ferramenta si passa con una
spatola liscia la resina strutturale per coprire i buchi delle vecchie viti
(centinaia) per dare un tocco in più di solidità alla coperta e sigillare ogni
buco. Capita che i buchi si “bevano” la resina, in questo caso, una volta
secca, si ripassa con la spatola più piccola quei punti riempiendoli con una
soluzione di resina più ricca di microfibre e quindi più densa.
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Si individua la zona dalla quale partire con i lavori di copertura e si taglia
uno stampo con legno povero, da buttare. Noi abbiamo utilizzato dei fogli di
compensato da 3 mm di spessore, facili da tagliare e sagomare. Si posizionano
dove va il trincarino, le giunture con le curve e si crea tutta la cornice
della zona scelta.
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Una volta posati gli stampi e controllato che vadano bene si taglia il teak
copiando gli stampi.
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Si posano i trincarini tagliati sullo stampo e gli si affiancano le doghe.
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Verificato che i trincarini siano perfetti e le doghe siano state tagliate di
misura, si procede con l’incollaggio.
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Con un’aspirapolvere si pulisce l’area da coprire (che non dev’essere mai
troppo estesa) e si prepara la colla ET 17 su un recipiente a parte. Noi
utilizzavamo per il dosaggio della resina due cucchiai di plastica, uno per
ogni componente. Con 15 cucchiai per componente avevamo una resa di poco meno
di 1 mq. Con questo sistema la colla non si seccava mai prima che finissimo il
lavoro ed evitavamo ogni spreco.
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Una volta mescolata la resina si spalma con la spatola dentata sul legno e
sull’area dove verrà posato il legno.
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Una volta posato il trincarino sulla coperta ed affiancate alcune doghe, si
prendono dei pesi e li si posano sulle doghe, controllando bene che siano ben
accoppiate tra loro e che i pesi comprimano uniformemente il legno sul ponte in
tutti i punti d’incollaggio.
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Lasciare in posa per almeno 24 ore, poi togliere i pesi e con uno scalpello
eliminare le eccedenze di colla dalle canalette per i comenti. Controllare
anche che non sia sbordata colla dall’ultima doga, quella dove deve essere poi
accoppiata quella successiva.
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Una volta incollata un’area abbastanza estesa, o completata una zona, si
procede con la sigillatura dei comenti. Si prende il Sika primer 290, si
travasa una piccola dose su un recipiente pulito (una lattina tagliata a metà)
e con un pennello si bagnano i lati delle canalette delle doghe.
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Dopo circa un’ora si può iniziare a “sparare” il sigillante Sikaflex 290 nelle
canalette. Immediatamente dopo aver terminato una riga, passare con una
spatoletta liscia larga non più di 2 cm il sigillante appena iniettato lungo la
canaletta in modo da evitare la formazione di bolle. Il sigillante da comenti
deve sbordare dalle canalette. Fare questo lavoro nel pomeriggio e
possibilmente mai con gran caldo.
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Dopo una settimana si elimina l’eccesso di sigillante con uno scalpello e poi
si carteggia con una macchina pesante e robusta.
A mano a mano che il legno viene carteggiato la bellezza del legno e l’eleganza
del lavoro emerge come un bel panorama quando la nebbia si dirada.
A noi non piaceva carteggiare troppo a fondo il prezioso teak nuovo, abbiamo
quindi preferito mascherare il pregiato legno con del nastro gommato prima di
passare il primer ed il sigillante.
Appena spalmato con la spatole, armati di guanti, eliminavamo il nastro adesivo
e scoprivamo il legno bello pulito. Attendendo sempre sette giorni,
carteggiavamo poi leggermente perdendo pochissimo spessore del legno, ed
evitando il duro lavoro di scalpello e cutter. Dopo quattro settimane di lavoro
il nuovo vestito di Jancris era terminato ed il dorato colore del teak nuovo
faceva splendere ancor più la barca.
Con calma ci siamo rimontati la ferramenta ed abbiamo reso operativa per un’
altra stagione mediterranea la nostra bella barca.
Alla fine, facendo dei conti orientativi per i lettori, abbiamo speso
(materiale, legno incluso) poco più di 12.000 euro, mentre per manodopera,
escludendo il nostro tempo abbiamo circa 8.000 euro per un totale finale che si
attesta intorno ai 20.000 euro, meno della metà dei preventivi verbali di
alcuni cantieri italiani e stranieri. Con la grande soddisfazione di aver
eseguito sotto la supervisione di un professionista, un lavoro importante
quanto costoso.
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