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Come funziona il GPS

Dgps I cosiddetti DGPS, sono ricevitori differenziali che, oltre al segnale dei satelliti elaborano un segnale da una postazione di terra. Tramite questo dato certo, posizione e distanza dalla stazione di terra sono in grado di ricalcolare e correggere il dato dei satelliti facendo arrivare al precisione a pochi metri. Il sistema DGPS non è disponibile ovunque, poiché per garantire precisione richiede di trovarsi entro un raggio di circa 200 km dalle poche staz...

Come funziona il GPS
Dgps I cosiddetti DGPS, sono ricevitori differenziali che, oltre al segnale dei satelliti elaborano un segnale da una postazione di terra. Tramite questo dato certo, posizione e distanza dalla stazione di terra sono in grado di ricalcolare e correggere il dato dei satelliti facendo arrivare al precisione a pochi metri. Il sistema DGPS non è disponibile ovunque, poiché per garantire precisione richiede di trovarsi entro un raggio di circa 200 km dalle poche stazioni che irradiano il segnale correttivo in onde corte. E necessario che nell’apparecchio siano presenti 2 sezioni riceventi distinte una per il segnale gps e una per la correzione in quanto le frequenze utilizzate sono molto distanti fra loro. Waas/Egnos Sono ormai disponibili sul mercato una serie di apparecchiature GPS, portatili e non che si dichiarano in grado di aumentare fino alla strabiliante precisione di tre metri le performance dei comuni ricevitori satellitari. Il tutto grazie ad un segnale di correzione che, al contrario di quello dei GPS differenziali (DGPS) che proviene da stazioni di terra, proviene da satelliti geostazionari. Questo servizio, del tutto gratuito viene trasmesso sulla stessa frequenza del segnale Gps (attorno ai 1500 MHz). Per il Nordamerica il servizio è fornito da due satelliti che costituiscono il sistema WAAS (Wide Area Argumentation Service): Inmarsat III POR (Pacific Ocean Region) e AOR-W (Atlantic Ocean Region-West). Per l’Europa sono attivi altri due Inmarsat (AOR-E e IOR) e anche il satellite dell’Agenzia spaziale europea Artemis. L’Agenzia Europea ha anche previsto di incorporare nel messaggio EGNOS il segnale di correzione predisposto dagli otto satelliti russi GLONASS, la vecchia rete di posizionamento satellitare sovietica. Anche il Giappone avrà in futuro un suo sistema di correzione satellitare (MSAS). Il sistema si avvarrà di un’ampia rete di stazioni di terra (una quarantina solo in Europa) che sono il vero cuore del sistema nel senso che elaborano l’enorme massa di dati necessaria ad approntare il segnale di correzione. Questo sistema di correzione aumenta effettivamente il grado di precisione dei gps con scarti di pochi metri, ma vi sono alcune considerazioni che inducono una certa cautela nell’ utilizzo della correzione. Il sistema WAAS/EGNOS non è nato per l’utilizzo terrestre o marino, ma aeronautico. È stato progettato infatti per costituire un sistema di navigazione integrata molto preciso (GNSS- Global Navigation Satellite System) che in un futuro andrà a sostituire l’obsoleta, anche se affidabilissima, tecnologia dei transponder e radiofari che oggi guidano le fasi più delicate della navigazione aerea commerciale e non, come l’avvicinamento agli aeroporti, il decollo e l’atterraggio. È quindi chiaro che fino a che non sarà perfettamente collaudato e affidabile, e quindi sfruttabile al cento per cento ai fini della sicurezza, non sarà reso completamente operativo. I comuni gps sono in grado, con pochissime modifiche strutturali, utilizzando uno o due dei 12 canali disponibili per monitorare il satellite geostazionario, di acquisire il segnale di correzione proveniente dai satelliti anche se in molti casi non c’ è un vero e proprio miglioramento della qualità del posizionamento proprio perché il sistema è in fase di non piena operatività. Come abbiamo detto la correzione, per essere efficace, deve poter agire sui fattori di disturbo elencati in precedenza. Servono quindi dei centri di controllo a terra che acquisiscano una gran mole di informazioni che vanno dai dati sulla rotta dei satelliti e sulle previsioni del tempo a quelli sull’ attività solare sulla ionosfera, sulla funzionalità degli orologi dei satelliti e sull’integrità del segnale. Una volta elaborati i dati devono poi essere ritrasmessi al satellite geostazionario che li irradia nella propria area di copertura. Per essere usato proficuamente il segnale deve quindi essere ricevuto in continuo e con un’ottima qualità poiché è grande la massa di dati che vengono trasmessi e continuamente aggiornati, la cui acquisizione parziale non è in grado di apportare sostanziali incrementi nella precisione. Non è quindi utilizzabile un apparecchio nella modalità di battery saving, molto comune tra i portatili, la quale rende attivo il ricevitore ad intervalli prestabiliti , mentre per la maggior parte del tempo lascia l’apparecchio in stand-by. Inoltre allontanandosi molto dalle stazioni di correzione di terra (si parla di circa 800 km) il segnale perde di efficacia. Questo significa ad esempio che il segnale WAAS (valido per il continente americano), pur essendo ricevibile anche in parte dell’ Europa o in Africa o comunque ad una distanza dalle coste nordamericane di 4-500 miglia non deve essere utilizzato in quelle zone poiché di fatto riduce, invece di aumentare la precisione del Gps. Tra le funzioni del ricevitore gps sarebbe importante avere un controllo, da parte sull’operatività o meno del sistema in ogni momento. Non essendo fatto per i comuni gps commerciali il sistema non supporta questa funzione per cui non è in grado di segnalarci se c’è o meno un miglioramento della precisione rispetto alla posizione rilevata in assenza di correzione. Il sistema EGNOS che come detto è attivo a livello sperimentale, trasmette un segnale che mette in guardia dall’utilizzo a scopo di navigazione. Vi è da dire che la precisione ottenuta sulla base dei test effettuati è davvero strabiliante. EGNOS, per il quale è stata approntata una serie di verifiche a livello professionale, ha dimostrato un’accuratezza, a patto di avere disponibili tutti i dati e le mappe ionosferiche, che arriva ai 3-4 metri in orizzontale e 6 in verticale nel 95% delle misurazioni. Senza la disponibilità di correzione ionosferica la precisione scende a 7 metri in orizzontale e 18 in verticale sempre nel 95% dei casi. I test condotti anche su WAAS indicano che il segnale è nettamente più preciso di notte rispetto al giorno per la presenza di minore attività elettrica nella ionosfera, raggiungendo una precisione migliore di 2 metri. Sono già molti gli apparecchi presenti sul mercato in grado di acquisire il segnale di correzione WWAS/ EGNOS (o solo WAAS). E’ giusto che chi li acquista sia ben consapevole del fatto che non aumentano sempre e comunque la precisione del posizionamento, ma possono addirittura diminuirla. Tutto dipende dalle zone di utilizzo, dalla disponibilità in quel momento e in quell’area di tutti i dati necessari alla correzione (mappe ionosferiche in prima istanza), dalla distanza dalla zona per la quale sono predisposti i dati, dalla qualità e continuità della ricezione da parte del proprio gps. L’importante è non riporre eccessiva fiducia nei dati strumentali in vicinanza di scogli, boe, secche e zone portuali strette e trafficate. Galileo È già stato lanciato il primo satellite per la costituzione della nuova rete di posizionamento globale satellitare europea che si chiamerà Galileo e sarà alternativa al sistema GPS. Se in una prima fase l’operatività del sistema era prevista per il 2008, ora si parla del 2010. Galileo è stato progettato esclusivamente per utilizzi civili che nelle ambizioni della UE dovrebbe soppiantare o per lo meno affiancare il sistema Gps di proprietà del Ministero della Difesa americano. Il passo politico è importante poiché consentirebbe all’ Europa, e in particolare alle industrie automobilistiche e ai produttori di car navigator così come dai gestori del traffico aereo, di affrancarsi della possibilità remota, ma non escludibile a priori, di una indisponibilità del sistema operata dagli Stati Uniti. È inoltre un sistema che nasce e si sviluppa per gli utenti civili e non militari garantendo notevole flessibilità e sfruttabilità commerciale. Si tratta di una sfida importante dal punto di vista strategico poiché rappresenterebbe un segnale di forza economica, industriale e tecnologica di cui l’Europa potrà giovarsi, acquisendo una capacità di influenza politica e commerciale che fino a oggi non ha avuto. Il progetto Galileo promosso dalla UE ha visto il pesante coinvolgimento di investitori privati, a fianco di quelli pubblici, un sistema misto che ha consentito di finanziare adeguatamente il grande investimento economico necessario per renderlo operativo. Gran parte dell’investimento è sostenuto dall’Unione Europea, ma i privati consorziati o meno o Enti pubblici dei singoli stati possono partecipare con un contributo minimo di 20 milioni di euro. I responsabili del progetto dicono che il sistema sarà compatibile e ridondante rispetto al Gps. Questo può voler dire che quando Galileo sarà operativo, non dovremo buttare i nostri ricevitori Gps, ma che potremo usare alternativamente i due sistemi potendo scegliere di volta in volta il più affidabile. E più probabile che siano immessi sul mercato degli strumenti nuovi in grado di ricevere contemporaneamente il segnale dei due sistemi. I razzi vettori che porteranno in orbita i satelliti saranno gli Ariane.

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