NYLON
Leggero, non poroso, si allunga un po’ di più del poliestere, ormai in disuso.
È utilizzato per fare gli spinnaker triradiali, asimmetrici (MPS, Gennaker,
RHD). Tende ad assorbire umidità. Le grammature più diffuse sono lo 0.75us OZ,
o 1.5 us OZ, cioè leggero fino a 10 nodi di vento apparente o per barche sotto
i 9 m, o medio 1.5us OZ, che si può portare in genere fino a 20 nodi di
apparente. Esistono anche tessuti più pensati o intermedi, in genere più cari
in quanto c’è poca richiesta,o anche spinnaker studiati per vento forte con
doppia pannellatura lungo i bordi della balumina e della base. Alcuni velai
tendono a incollare i vari ferzi e cucire i bordi e i punti di rinforzo. Altri
a cucire tutto. Il primo è più soggetto a rottura se usato con un po’ di moto
ondoso o quando si fa sbattere, consigliato per chi fa regata e vuole
risparmiare qualche grammo con il filo, o su barche fino a 8 m. L’incollaggio è
da alcuni considerato un fattore di robustezza, poiché senza i buchi delle
cuciture si eliminano tanti punti di indebolimento e di possibile inizio di
strappi nel tessuto.
DACRON
La storia del Dacron comincia lontano, durante la seconda guerra mondiale. Nato
per capi “lava e indossa” è stato applicato in una miriade di casi. Anche nelle
vele, cominciando negli anni 50. Il primo successo eclatante quello di Agostino
Straulino alle Olimpiadi di Helsinki. Regge ancora bene per molti impieghi di
crociera e regata su barche non grandi, monotipi dove peraltro è spesso l’unico
consentito dal regolamento. E’ ancora il materiale più duraturo, semplice nella
sua costruzione ed economico. Il suo vantaggio più grande sono la resistenza
nel tempo e la durata contro il sole. Alla base di questo materiale ci sono un’
infinità di prodotti con differenti caratteristiche meccaniche secondo la
lavorazione. Si presta a tutti i tagli a seconda del laminato scelto. Per
esempio con una lavorazione asimmetrica che premia il materiale sull’ordito
sulla trama, che diventa solo un legante,e poi abbinato a Mylar per sostenere
la forma viene lavorato anche in vele di taglio complesso da crociera, come
rande full battened. Un tessuto meno si allunga meglio è, perlomeno è un
risultato positivo che dopo un primo allungamento la vela si stabilizzi. I
programmi dei velai, a questo punto, sanno prevedere l’invecchiamento. Con il
Dacron basta fare un confronto tra le grammature offerte, per capire subito,
che chi vi offrirà un tessuto più pesante, vi sta offrendo maggiori garanzie di
durata e resistenza a discapito di performance con poco vento. La durata media
è di 15 anni. (Per durata media si intende un uso di tre mesi all’anno).
PENTEX
Fibra simile al mylar ma con carichi di rottura superiori. È un buon
compromesso per la costruzione di vele Club Race, il costo è leggermente
maggiore delle vele in Mylar tradizionali, ma la maggiore durata
compensa ampiamente la differenza di costo. Costruito film on film o film su
taffetà, il film di Mylar di colore grigio lo protegge meglio dai raggi UV.
KEVLAR
È una fibra aramidica con un modulo cinque volte superiore a quello del
poliestere: quindi si allunga di meno con minor peso di materiale. Si usa in
molte parti della barca, anche per la costruzione dello scafo o per le drizze e
manovre correnti. È il materiale per laminati più utilizzato. Malgrado le sue
ottime caratteristiche meccaniche si deteriora se esposto ai raggi Uv ed è
molto indebolito nella piega. E’ corretto impiegarlo in vele a taglio
triradiale o 3DL, in applicazioni dove si può orientare la fibra secondo la
mappa degli sforzi. È purtroppo molto caro. Talvolta il Kevlar viene anche
offerto sotto il nome di Twaron.
MYLAR
Il Mylar è un film di poliestere che in generale serve da supporto per
sostenere e contenere altre fibre più nobili, come Kevlar, Spectra, Carbonio.
Tuttavia, per la sua stabilità migliore di un tessuto tradizionale di Dacron, è
possibile che su barche non molto grandi si usino vele di Mylar e filato di
Dacron con buoni risultati e costi abbordabili. Pannelli di Mylar, per fare un
esempio, vengono anche usati per trasferire i disegni delle barche al vero e
realizzare dime per la costruzione. La prima volta è apparso nel 1964 sugli
spinnaker di Constellation e American Eagle. Nel 77 Lowell North lo provò per i
genoa di Enterprise.
TECHNORA
Realizzato dalla giapponese Teijin, è una fibra aramidica (generalizzando è la
famiglia del Kevlar) prodotta per cinture di trasmissione. Usata nei laminati,
è colorata in nero per migliorarne la resistenza ai raggi Uv.
SPECTRA
Ha il modulo di resistenza più alto di tutte le fibre ad eccezione del
carbonio, a pari peso tiene una decina di volte più dell’acciaio. Non ha avuto
grande fortuna nella costruzione di vele da regata perché ha la caratteristica
di allungarsi plasticamente se sottoposto a sollecitazioni costanti nel tempo.
Dopo un primo stretch si assesta, ma questo cambia la forma della vela, anche
se di poco, così ha trovato un ruolo fondamentale nella crociera dove questo
problema è meno sentito e nelle regate oceaniche. In generale si sceglie per
vele che devono durare e sopportare fatica. La sua buona resistenza ai raggi Uv
e l’ottima resistenza alla piegatura lo rendono ideale per la costruzione di
vele inshore e offshore, è più caro del kevlar che invece soffre di più la
piegatura e cristallizza più facilmente nel tempo e sotto il sole.
VECTRAN
Prodotto da Hoechst-Celanese, il filato ultimo arrivato nel settore delle vele
è una fibra a cristalli liquidi basata sul poliestere, ha un modulo simile a
quello del kevlar ma, grazie alla sua catena molecolare risulta meno sensibile
alla piegatura e all’abrasione. Non si allunga. Anche se più cara del Kevlar è
una fibra molto interessante per essere usata nelle vele di grandi dimensioni.
Nato per impieghi aeronautici ha una molecola simile a quella della Cuben Fiber
divenuta famosa con le sfide di Coppa America di America Cubed.
CARBONIO
Ha un modulo molto elevato e si considera molto fragile. Dai primi esperimenti
fatti nel 1992 la fibra per le vele è molto migliorata, ma esprime le sue
caratteristiche migliori in applicazioni “fisse” o semifisse dove non è
sottoposto a piegatura e a lavoro diverso dalla trazione, che è il suo punto
forte. Nelle ultime edizioni della Coppa America è stato comunque fondamentale
nella realizzazione delle vele e tutti i diversi sindacati, pur facendo
riferimento sostanzialmente alla stessa veleria North per la produzione, si
sono sbizzarriti nella ricerca della distribuzione ideale dei fili di materiale
per la miglior resa. Per curiosità un genoa per la Coppa si considera vecchio
dopo una cinquantina di virate, lo sbattimento gli fa perdere le sue
caratteristiche. Ci sono tuttavia interessanti applicazioni anche per la
crociera, per esempio un genoa per maxi yacht avvolgibili. Inutile dire che
occorrerà un certo investimento.
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