Le isole dei Cavalieri
Dal primo Medioevo, di ritorno dalle Crociate, i Cavalieri Gerosolimitani, poi
Cavalieri di San Giovanni, si stabilirono, dopo una breve permanenza a Cipro,
sull’isola di Rodi, che dichiararono stato sovrano nel 1308 e da cui presero il
nome (Ordine dei Cavalieri di Rodi). Da qui dominarono sul Dodecaneso fino a
quando, nel 1522, si arresero alla potenza turca, che a sua volta mantenne il
dominio dell’ arcipelago fino al 1912. Fu in quell’anno che al termine del
conflitto italo turco, le isole passarono all’Italia, che promise che ben
presto sarebbero state riconsegnate alla Grecia. Questo “ben presto” però fu
interpretato in modi discordanti, infatti l’Italia mantenne il dominio fino al
1947, quando le isole furono restituite alla Grecia.
Il Colosso di Rodi... e altre storie
L’origine di Mandraki, questo centro portuale, commerciale, economico e
politico, è singolare. Nel 408 a.C. le tre città principali dell’isola, Lindos,
Ialisos e Kamiros, unirono le proprie risorse per fondare uno scalo portuale
moderno. Ippodamo da Mileto progettò una città magnifica e una serie di porti
così all’avanguardia che in pochi anni la nuova città soppiantò le altre tre e
divenne il centro commerciale di tutto l’Egeo. La sua ricchezza faceva
ovviamente gola a molti ed è per questo che Demetrio Poliocrete inventò una
eccezionale macchina da guerra con la quale cinse d’assedio la città per un
anno. I Rodioti resistettero, costringendo quindi l’aggressore a desistere.
Questi vendette la sua macchina da guerra affinché con il ricavato venisse
eretta una statua grandiosa in memoria dell’assedio. Nacque così, tra il 302
a.C. e il 290 a C. il Colosso di Rodi: una statua del dio Elio, alta 35 metri,
che si ergeva a gambe divaricate a cavallo dell’ingresso del porto. Il Colosso
durò ben poco: crollò, per un terremoto, nel 227 a.C.
La storia fece il suo corso e Rodi ne fu protagonista: saccheggiata e distrutta
da Cassio, rapida risorse, ospitò gli studi di Cesare, Bruto, Antonio,
Cicerone, Tiberio e Plinio. Fu dominata dai Bizantini, saccheggiata dai
Saraceni, governata dai Veneziani prima e dai Genovesi poi ed infine accolse i
Cavalieri di San Giovanni, che come abbiamo visto vi si stabilirono e ne
assunsero il nome. È a questi ultimi che si deve la costruzione dell’imponente
castello.
per chi si mette in viaggio
Per chi: ama la Grecia vera. E vuole trovare mondanità, ma anche evitarla.
Frequenti le notti in rada
Periodo giusto: primavera, estate e autunno sono stagioni ottime, in inverno le
temperature possono scendere decisamente
Quanto tempo: ideale tre settimane, ma due bastano per il nostro itinerario
senza troppa fretta
Distanza: la crociera descritta copre circa 350 miglia
Collegamenti
Aereo: voli di linea dall’Italia atterrano a Atene, con volo interno a Kos o a
Rodi. D’estate i voli charter collegano l’Italia direttamente con Rodi.
Info: Olympic Airways, 06 47867334 (Roma) oppure 02 878692 (Milano)
Aegean Airlines, 0030 210 6261000 (Atene)
Via mare: da Ancona o Brindisi per Patrasso e quindi dal Pireo alle isole
principali.
Collegamenti interni tra le isole frequenti.
Formalità e indirizzi
Documenti: carta d’identità, come in tutta la Comunità Europea
Ufficio del turismo sede di Milano: via Lupetta 3, tel. 02 86.04.70, tel. 02
86.04.77, fax 02 72.02.25.89, e-mail: turgrec@tin.it
Sede di Roma: via Bissolati 78/80, tel. 06 47.44.249, tel. 06 47.44.301, fax 06
48.83.905, e-mail: enet.info@tiscalinet.it
Sul web: www.ente-turismoellenico.com
Prefisso telefonico: per la Grecia 0030
Lingua: greco
Moneta: euro
Note nautiche
Meteo: senza grossi problemi, il Meltemi soffia solo d’estate, ma se raggiunge
forte intensità meglio ridossarsi. Rari i temporali estivi. Durante l’inverno,
invece, poco vento, prevalentemente da sud, ma qualche burrasca.
Formalità nautiche: per navigare in Grecia con una barca battente bandiera
turca occorre munirsi di uno Short Pass, un permesso di pochi giorni che costa
da 1 a 20 euro da chiedere alle Capitanerie di Porto turche.
Tassa di ingresso: il log book (tassa di ingresso) richiesto qualche anno fa
non è più necessario per le barche battenti bandiera straniera. Tuttavia la
normativa ellenica sul turismo nautico è in corso di aggiornamento e conviene
consultare il sito www.egov.yen.gr
Portolani: Grecia di Rod Heykell edizioni il Frangente,
Grecia e Turchia, edizioni Zanichelli.
In Inglese Turkey and Dodecannese Cruising Pilot, di Robin Petherbridge,
edizioni Adlard Coles Limited.
Interdizioni: nessuna interdizione di navigazione rilevante. È vietata in tutta
la Grecia, salvo eccezioni, la pesca subacquea con le bombole.
Porti attrezzati
A parte il Marina di Kos e quello in costruzione di Rodi, non esistono altri
porti attrezzati. Tuttavia in tutte le isole descritte i porti sono sicuri pur
non avendo corpi morti (si deve usare l’àncora). I rifornimenti spesso sono
“alla buona”, chiedere agli addetti del porto come fare acqua e carburante, la
soluzione più comune è un’autocisterna che percorre il molo la mattina.
I nostri suggerimenti
Il porto più bello è quello di Simi, una sosta è da non mancare. La rada da non
perdere: San Paolo a Lindos, non solo per la magica tranquillità, ma anche per
la possibilità di lasciare la barca al sicuro mentre si passeggia in paese. Le
passeggiate da non perdere: ai mulini sulla dorsale di Astiphalaea, al cratere
di Nisiros e nella città vecchia di Rodi.
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