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E' in edicola Vela e Motore di settembre

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Con il mare di prua

 

Ai prossimi Saloni vedremo tante novità, conferma della voglia di reagire  e continuare a competere. Nonostante le difficoltà dei mercati e la latitanza dei politici, già immemori delle promesse fatte meno di un anno fa.

 

Sfilarono tre ministri, due vice ministri, tre sottosegretari, un numero imprecisato di parlamentari, di ammiragli e dirigenti confindustriali (presidente Marcegaglia in testa) l’anno scorso al Salone di Genova. E quest’anno in quanti faranno passerella? Dopo le promesse tradite della passata stagione, avranno la faccia di bronzo di assumere nuovi impegni, di prospettare nuove strategie anticrisi? I 1.400 espositori di Genova annunciano oltre 500 novità,  soprattutto italiane: e dai nostri politici che cosa dobbiamo aspettarci?

Come si fa a parlare di strategie a favore della nautica quando continuano a restare incagliate anche le cose più semplici, gli adempimenti più ovvii, vedi il parere della conferenza stato-Regioni sulla legge 84/94 sui porti o la ridefinizione dei canoni demaniali? Per non parlare del noleggio con il suo ingarbugliato carico di norme e disquisizioni fiscali e la relativa zavorra di pregiudizi che, mentre impedisce da noi qualunque serena trattazione, continua a fare la fortuna di paesi vicini, Francia in testa, che esercitano un irresistibile potere di attrazione verso broker e armatori (non necessariamente votati all’evasione).

Dal mare di promesse di Genova 2009, ha opportunamente ricordato il presidente di Ucina Anton Francesco Albertoni, sono passati dieci mesi e non è successo nulla, non un refolo di buona volontà ha dato un minimo di spinta alle fatiche dei nostri cantieri, dell’indotto, delle aziende di servizi. La nautica continua ad essere la quinta voce del made in Italy più apprezzato all’estero, siamo al primo posto nella classifica dei primi venti paesi mondiali esportatori di yacht, eppure di nautica si continua a parlare soprattutto non per la ricchezza (certa) che produce ma per quella che l’Agenzia delle Entrate sospetta venga sottratta all’erario da chi  va per mare. Mai come oggi gli 007 del fisco sono in grado, grazie anche alla diretta collaborazione di Ucina, di sapere quanto costa usare e mantenere una barca, dal gommone al megayacht. Mai come oggi lo Stato possiede tutte le informazioni tecniche per conoscere il settore. E nessuno griderà allo scandalo se i suoi funzionari andranno a chiedere al contribuente che dichiara ventimila euro l’anno come riesca a pagare un leasing da quaranta. Ma verrà mai il giorno in cui la doverosa caccia agli evasori cesserà di essere un ridicolo alibi per non aiutare davvero la nautica, chi ci lavora e chi la ama? Ci vediamo ai Saloni.

 

Marta Gasparini

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