x

Sempre in contatto con la tua passione?

Iscriviti alla newsletter

Elan GT 5, la prova e le foto

22 settembre 2017
  • Salva
  • Condividi
  • 1/17
    Con questa gran turismo del mare il cantiere sloveno va in esplorazione di un mercato più lussuoso. Un’entrata a gamba tesa con una barca rapida, con finiture curate e dettagli ricercati e intelligenti

    «Ha il pedigree degli Elan serie S e il vestito da gran crociera» così Luigi Coretti di Adria Ship, importatore Elan in Italia, sintetizza la barca. È la novità 2017 del cantiere sloveno e la prima della serie GT: le granturismo del mare.
    Per Elan è un’operazione importante, con questa imbarcazione il cantiere punta a entrare in un settore di mercato più alto, più lussuoso. Lo fa sfruttando lo scafo veloce e collaudato dell’S5, a cui hanno alzato i bordi liberi di una decina di centimetri, allungato lo scafo di un piede circa, inserito una grande tuga e ripensato la coperta.Il risultato lo vedete bene: una bella barca dalle linee moderne, pulite ed equilibrate.

    Siamo andati a provarla a Portorose, in Slovenia, la giornata è stata avara di vento e ci siamo dovuti accontentare di metterla alla prova con ariette molto leggere. Spinti da non più di 4/5 nodi d’aria siamo riusciti a non cadere in tentazione e non accendere il motore. Le nostre velocità, indipendentemente dalle andature, sono sempre intorno a 3 nodi. Lo scafo è una garanzia quanto a velocità e stabilità, anche se il peso maggiore del GT5 (circa 1.000 kg), e quindi le differenti linee d’acqua date dalla maggiore immersione dello scafo, si faranno sentire quanto a performance.

    Al timone si riescono a gestire tutte le manovre che corrono sotto al piano di coperta per riemergere vicino al timoniere. Il ponte è quindi sgombro (efficace l’antisdrucciolo stampato) e il pozzetto è tutto dedicato agli ospiti.
    Comodo il doppio tavolo ad ali abbattibili: è enorme da aperto, da chiuso lascia libero il passaggio centrale. La poppa nella versione base è aperta, e può essere attrezzata con due blocchi/sedute con gavoni o che “nascondono” la cucina esterna.

    Interni

    Elan GT 5, la prova e le foto

    Sottocoperta è tangibile lo sforzo fatto per proporre una barca più ricercata e lussuosa. Lo si capisce dall’uso di legni masselli spazzolati (gradevoli anche al tatto), da dettagli come interruttori, maniglie, rubinetti, lavandini di design, dalle cerniere solidissime di porte e ante del tavolo da pranzo, dai pannelli a parete retroilluminati che insieme a strisce di led a soffitto nascoste dietro profili in legno creano un ambiente caldo e accogliente. La scelta di spostare verso prua la cucina permette di avere la dinette a centro scafo, in posizione rialzata e vicino alla scaletta per cui comunica bene con il pozzetto.

    Gli ambienti sono luminosi: allo skylight che avvolge la tuga si aggiungono finestrature a murata, passauomo e oblò a soffitto. La versione base è proposta con tre cabine e un bagno. Noi abbiamo provato quella a due cabine e un bagno, un layout azzeccato per una barca armatoriale che ha il secondo bagno optional.
    Ampio e ben insonorizzato il vano motore, ma essendo piuttosto incassato alcune operazioni, come il cambio della girante, sono complicate. Centrale la posizione del serbatoio gasolio, sotto al pavimento in dinette, a prua quello dell’acqua.
    L’operazione GT di Elan è partita bene, la barca piace, ha tenuto banco ai saloni di Parigi e di Düsseldorf e si è già portata a casa un premio al Croatian Boat of the Year 2017.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    Tags

    Sposta