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Fuga dai ghiacci

Navigando lungo questa rotta, abbiamo potuto osservare una grande instabilità meteo. Le depressioni si muovono rapidamente, le calme piatte non durano mai troppo. Vagabond ha spesso navigato a vele spiegate, orgogliosa di possedere un genoa pesante in grado di sopportare ogni tipo di vento, comprese frequenti raffiche violente. In queste condizioni, impossibile affidarsi al pilota automatico che non riesce ad assorbire le brusche accelerazioni di una quindicina di nod...

Fuga dai ghiacci
Navigando lungo questa rotta, abbiamo potuto osservare una grande instabilità meteo. Le depressioni si muovono rapidamente, le calme piatte non durano mai troppo. Vagabond ha spesso navigato a vele spiegate, orgogliosa di possedere un genoa pesante in grado di sopportare ogni tipo di vento, comprese frequenti raffiche violente. In queste condizioni, impossibile affidarsi al pilota automatico che non riesce ad assorbire le brusche accelerazioni di una quindicina di nodi in pochi secondi. Con la nostra carena rotonda a fondo piatto senza grande deriva, l’opzione vele più motori al minimo è la migliore per smorzare questi salti di vento. Altro elemento importante è che abbiamo visto giusto percorrendo questa rotta da ovest a est con venti e correnti portanti. Guadagnare un nodo di corrente nel senso giusto era frequente, e eravamo abbastanza soddisfatti quando la corrente ne raggiungeva 3. La sorpresa, anche se ricevevamo regolarmente informazioni, è stata di trovare così poco ghiaccio davanti a noi. Certo l’ estate è stata favorevole, ma abbiamo anche giocato d’astuzia. In effetti, in questo periodo i banchi spinti dai venti alla deriva si spostavano rapidamente. Qualche ora di vento da nord può bastare a spingerli verso la costa e a sbarrare la strada per chilometri. Ci è successo, per sfuggire a una situazione simile, di dovere superare dei fondali poco profondi e navigare con un occhio inchiodato sul profondimetro e il sonar (record: 1,5 m per qualche ora). Non si può fare un discorso generale sulle difficoltà della navigazione di questa zona. Ogni anno la situazione è diversa, uno degli ingegneri idrografici di Provideniya, responsabile delle carte e dei segnali marittimi del Passaggio a Nord Est russo, ci ha spiegato che le condizioni come queste si ripetono ormai da cinque anni. Al contrario, ghiacci spessi e abbondanti (ne abbiamo incrociati alcuni di 10 metri di spessore) possono rendere la rotta impraticabile durante tutta l’estate. Per una barca a vela, far parte di un convoglio e seguire un rompighiaccio sarebbe un suicidio: i risucchi provocati dai motori del rompighiaccio provocano dei violenti proiettili di ghiaccio. In più queste enormi navi hanno una velocità minima di 12 nodi. Il buon senso, quando ci si impegna in una navigazione così lunga, senza possibilità di fare rotta verso sud per sfuggire ai ghiacci, è di prevedere una sosta forzata per l’inverno e avere la massima autonomia. Altra difficoltà nella navigazione polare è rappresentata dalla notte. Il miglior periodo per affrontare questo passaggio è l’inizio del mese di agosto, ma il buio ritorna verso metà mese. Attenzione ai growler invisibili ai radar… France Pinczon du Sel

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