L’altra faccia dell’isola
I nostri vagabondi dei mari sbarcano ad Haiti.
La terra "dannata" che nasconde e regala a chi sa cercare, luoghi sorprendenti
all’altezza del paradiso tropicale.
Il console italiano che avevamo incontrato durante la nostra sosta nella
“italianissima” Repubblica Doninicana, ci spiegò che il territorio di
competenza dell’Ambasciata d’Italia che aveva sede nella città di Santo
Domingo, aveva anche potere su varie piccole isole caraibiche come ad esempio
la bella Antigua, e la famigerata Haiti.
Quest’ultima sarebbe stata la nostra tappa successiva, così approfittammo del
console per chiedere dal punto di vista sicurezza come fosse quel Paese.
Nicoletta e io eravamo “affamati” di notizie di prima mano su quel Paese che
godeva di pessima reputazione riguardo a democrazia e rispetto dei diritti
umani. Il console, sorridendo sotto i baffi ben curati striati di grigio, ci
disse che negli ultimi tempi le cose erano migliorate, “le guardie del
Presidente sono tutte russe e questo ha portato a un miglioramento”, disse,
“pensate che adesso ci muoviamo nella capitale Port au Prince, senza indossare
il giubbotto antiproiettile…”. Il console continuava a sorridere, mentre il
volto di Nicoletta, seppur abbronzato, sbiancò di colpo e voltandosi a
guardarmi, mi lanciò un’occhiata di terrore.
Evitando di ricambiare lo sguardo mi affrettai a gettare acqua sul fuoco
interrompendo educatamente il funzionario che nel frattempo continuava a
raccontare alcune terribili avventure di quella terra, domandandogli se nelle
zone più lontane e meno popolate della capitale la vita scorresse più
tranquilla. Con un solenne cenno del capo confermò che lontano dalla capitale
vi erano piccoli villaggi dove regnava la calma e la pace da decenni. Anche lui
ci confermò che lungo la costa sud occidentale aveva sentito parlare di un’
isola incontaminata, di una bellezza struggente popolata da gente mite e
cordiale…
L'articolo completo nel numero di Vela e Motore di settembre 2007
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