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I geni diversi

Volvo L’azienda svedese controlla il mercato a cavallo degli 80 cavalli con due modelli: il D2-75 e il D3-110. Il primo è un quattro cilindri turbo da 2,2 litri che eroga 75 cavalli a 3.000 giri. È un motore industriale Perkins (serie 400) realizzato in Giappone negli stabilimenti Shibaura. Un’unità particolarmente performante che negli anni si è imposta per alti contenuti tecnici e per le prestazioni specifiche di alto profilo. Il blocco e testa cilindri sono in g...

I geni diversi
Volvo L’azienda svedese controlla il mercato a cavallo degli 80 cavalli con due modelli: il D2-75 e il D3-110. Il primo è un quattro cilindri turbo da 2,2 litri che eroga 75 cavalli a 3.000 giri. È un motore industriale Perkins (serie 400) realizzato in Giappone negli stabilimenti Shibaura. Un’unità particolarmente performante che negli anni si è imposta per alti contenuti tecnici e per le prestazioni specifiche di alto profilo. Il blocco e testa cilindri sono in ghisa speciale con monoblocco a tunnel rigido. L’albero motore, in acciaio al cromo molibdeno, è bilanciato staticamente con contrappesi integrali. Al top i pistoni, realizzati in lega d’alluminio ad alto tenore di silicio con due fasce elastiche al cromo e un anello raschiaolio. Le sedi delle valvole sono sostituibili mentre l’accoppiamento al volano avviene mediate giunto elastico. L’iniezione è affidata, invece, alla classica (per il Giappone) pompa in linea flangiata al motore con pompanti azionati da camme. Particolare attenzione è stata posta al collettore di scarico che è raffreddato ad acqua dolce con gomito raffreddato ad acqua di mare. Il 2,2 litri di casa Volvo Penta si fregia della turbina a geometria fissa e della valvola wastegate che ha il merito di gonfiare la curva di coppia a bassi regimi. Tutta un’altra storia il D3-110. Oltre ad avere 5 cilindri lo Svedese ostenta le quattro valvole comandate dal doppio albero a camme in testa. Soluzioni, quest’ultima, che consente di ottenere valori di coppia sostanzialmente più alti rispetto alle classiche aste e bilancieri. Il sistema d’iniezione è il common rail, mentre una sofisticata centralina elettronica elabora i principali parametri rilevati dal motore per ottenere il miglior funzionamento. Particolare attenzione è stata posta allo studio e alla realizzazione dell’impianto di aspirazione e di scarico. Il filtro dell’aria, infatti, presenta l’inserto sostituibile, mentre la ventilazione del monoblocco è collegata all’impianto di aspirazione con separatore del tipo ciclone. Il sistema di sovralimentazione è costituito da un turbosoffiante a geometria variabile. Si tratta di una tecnologia ampiamente collaudata che si compone di un compressore centrifugo collegato direttamente ad una turbina (dotata di una serie di palette mobili) che, modificando l’area della sezione di passaggio dei gas di scarico ne regolano la velocità. Con questo sistema si ottiene una riduzione sostanziale dei consumi specifici rispetto a un equivalente motore aspirato. La riduzione di consumo risulta assai più consistente se il confronto viene fatto a parità di potenza erogata. In tal caso essa può raggiungere il 30 per cento. Il quattro cilindri in salsa Volo Penta eroga 110 cavalli a 3.000 giri (pme di 13,7 bar) per una coppia nominale di 257 Newtonmetro.

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