La foresta delle scimmie è un’altra meta da non mancare per fare conoscenza con
questi simpatici quanto dispettosi animaletti. I giorni tra feste di
premiazioni presso la sede dello Yacht club di Bali e le escursioni nell’isola,
alternate dai soliti lavori di manutenzione su Jancris passarono velocissimi e
il momento della partenza arrivò come al solito troppo presto. La targa ricordo
consegnataci dal presidente dello Yachting club per il nostro terzo posto in
classifica generale durante la tappa precedente faceva ancora bella mostra di
sé sul tavolo della dinette e Nicoletta a malincuore la stivò in un gavone ben
protetto insieme agli altri oggetti fino ad allora ricevuti. Li avremmo rivisti
solo sei mesi più tardi e settemila miglia più avanti, dopo il nostro arrivo a
Roma.
Il rischio pirati
In questa puntata del nostro giro del mondo, la descrizione riguardante la
navigazione viene un po’ ristretta a causa della particolarità dell’area in cui
ci troviamo. Area del nostro pianeta in cui i venti sono molto deboli e
variabili, inoltre negli ultimi anni sono stati segnalati il maggior numero di
atti di pirateria rivolti a imbarcazioni, soprattutto commerciali.
Questa tappa che prevedeva una navigazione in una zona considerata ad alto
rischio di pirateria fu dichiarata non competitiva dall’organizzatore Jimmy
Cornell. Questa decisione fu presa a causa dei numerosi attacchi avvenuti nell’
area circostante lo stretto di Malacca e nel mar di Giava. La rotta degli yacht
partecipanti alla Millennium Odyssey doveva passare proprio nella zona più a
rischio per giungere da Bali a Singapore, così Jimmy Cornell decise di farci
navigare in flottiglia. L’arma migliore contro la pirateria, ci disse Jimmy, è
quella di navigare in gruppo, almeno quattro imbarcazioni per gruppo che
abbiano più o meno le medesime medie di velocità.
500 miglia di navigazione non sempre facile, alla scoperta di nuove isole,
ancoraggi e popoli. Lasciata a malincuore l’affascinante e organizzata città di
Singapore, Jancris riprende a navigare verso nord, nord-ovest.
Presso il Republic of Singapore yacht club marina, dove la flotta della
Millennium Odyssey era ormeggiata, è possibile effettuare qualsiasi tipo di
intervento sulla propria imbarcazione, i pontili del moderno marina sono dotati
di tutti i servizi. Piscina, palestra e ristorante sono a disposizione all’
interno della struttura. Un bel posto quindi dove fermarsi per fare lavori
sulla barca o solo per visitare l’incredibile metropoli.
Lo stretto di Malacca con il suo traffico di navi stile “autostrada” non ci ha
regalato una piacevole veleggiata, vento sempre in faccia e corrente contraria
hanno ridotto le medie di percorrenza giornaliere a centoventi miglia nelle
ventiquattro ore. A bordo la concentrazione durante il periodo di guardia era
sempre alta visto il traffico veramente intenso di navi che correvano a oltre
venti nodi l’ora. Temporali e trombe d’aria erano all’ordine del giorno il quel
periodo, era il 12 novembre il giorno in cui salpammo dal marina.
Una volta scapolato capo Kelang, in Malesia, Jancris puntò la prua verso nord,
lasciando a sud l’isola di Malacca, in questo modo la corrente contraria
diminuì e anche il traffico marittimo che seguiva altre rotte. Il vento divenne
più favorevole e il cielo di giorno in giorno diventava sempre più azzurro,
lasciando a poppa i temporali e l’ umidità tipica della zona equatoriale. Una
navigazione con vento al traverso largo prese il posto della bolina e le medie
giornaliere
aumentarono, come il comfort a bordo. La trinchetta venne ammainata lasciando
il posto alla randa di mezzana che su Jancris viene issata quando si naviga con
un angolo col vento da 50 gradi in su.
I testi indicano come periodo favorevole i mesi compresi tra novembre e marzo,
periodo in cui il clima è più secco e il monsone regala vento costante intorno
ai quindici nodi, escludendo l’area limitrofa alle isole di Phuket dove la
vicinanza alla terra ferma influenza i venti costanti rendendoli instabili e
leggeri. In quest’area non esiste pericolo di incappare in tempeste tropicali,
però durante il periodo estivo forti venti accompagnati da violenti scrosci d’
acqua possono durare ininterrottamente per intere settimane. L’arcipelago delle
isole Langkawi, porto franco della Malesia, sono oltre a un paradiso fiscale,
anche un paradiso per la navigazione costiera regalando splendidi ancoraggi in
baie suggestive.
La mitica Phuket
Centoventi miglia verso nord ed ecco Phuket con le sue splendide isole. Le
semplici formalità d’ingresso in Thailandia possono essere espletate presso
tutti i porti d’entrata dell’isola. Un paio di ottimi marina si trovano nell’
isola, il Boat Lagoon e lo Yacht Haven. Presso questi marina è possibile
effettuare qualsiasi lavoro di manutenzione ordinaria e straordinaria.
Personale qualificato e a costo inferiore rispetto alla media europea. Teak
della Birmania a prezzi vantaggiosi e ottimi carpentieri. Possibilità di alare
yacht fino a cento tonnellate di peso. Insomma, tutto quello che serve per
rimettere a nuovo la propria barca.
Di difficile reperibilità, invece, portolani e carte nautiche. Da comperare,
invece, pezzi di ricambio da stivare in previsione delle navigazioni nel Mar
Rosso dove non si trova nulla. In queste tiepide acque a bordo di Jancris
abbiamo veleggiato per più di un mese perdendoci tra isole incantate abitate da
genti ospitali e amichevoli. La Millennium Odyssey sarebbe ripartita il 5
gennaio 2000 per lo Sri Lanka, oltre mille miglia di navigazione attraversando
il golfo del Bengala sperando di trovare il monsone favorevole.
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