In Italia ci sono 160 fari principali, 670 fanali, 25 nautofoni, 19
risponditori radar affidati alle cure dell’Ufficio Tecnico dei Fari della
Marina Militare. Un lavoro importante, svolto con passione dove passato,
presente e futuro si fondono con il ruolo operativo.
Incontriamo il direttore Ivano Baschieri.
L’ufficio del Capitano di Vascello Ivano Baschieri, 51 anni, nato a Reggio
Emilia, direttore dal 2004 dell’Ufficio Tecnico dei Fari della Marina Militare,
si apre su una darsena dell’Arsenale di La Spezia. Un lungo percorso, dall’
entrata di Porta Ospedale che si affaccia su viale Amendola, un colpo d’occhio
che farebbe la gioia di ogni appassionato, seguendo l’auto del giovane militare
che, esaurite le formalità dei pass, ci precede in auto verso il palazzo dell’
Ufficio Tecnico. Un sommergibile in disarmo della Classe Toti, corvette a secco
nei bacini di carenaggio, fabbricati e magazzini dove ferve l’attività di
manutenzione delle unità da guerra. Una città nella città , che sfila verso
Portovenere, tra viali di platani secolari.
«L’ufficio nasce a Napoli il 5 marzo 1914 - precisa il Comandante Baschieri -
Dal 1927 opera nella sede in cui ci troviamo ora. L’organizzazione del Servizio
Fari è articolata su tre livelli: l’Ispettorato per il Supporto Logistico e dei
Fari (4° Reparto) con sede a Roma, organo direttivo centrale che studia,
pianifica, dirige e controlla nell’ambito delle sue funzioni di natura
tecnico-logistica, l’Ufficio Tecnico dei Fari che opera alle dirette dipendenze
dell’Ispettorato e i Comandi Zone Fari, distribuiti sul territorio nelle sedi
di La Spezia, Venezia, Taranto (da cui dipende una sezione distaccata a
Napoli), La Maddalena e Messina con il compito dell’efficienza operativa dei
segnalamenti nell’ambito delle aree di rispettiva giurisdizione. Da ogni
Comando di Zona dipendono le Reggenze formate da personale civile, tra cui i
faristi, i cui compiti sono la condotta e la manutenzione dei fari e dei
segnalamenti».