Il ritorno delle vele quadre

Che sia in atto un revival dei velieri l’avevamo capito. Ma nulla ci aveva preparati all’incredibile spettacolo delle Tall Ships a Genova... Evento voluto da Sail Training Internationalattiva da mezzo secolo nel mettere in mare giovani di tutto il mondo. Dopo diversi anni i maestosi velieri, che vengono indicati in tutto il mondo con il termine tall ships, sono tornati a Genova. Città che li aveva già ospitati in diverse occasioni e in particolare alle Colombiadi....

Che sia in atto un revival dei velieri l’avevamo capito. Ma nulla ci aveva preparati all’incredibile spettacolo delle Tall Ships a Genova... Evento voluto da Sail Training Internationalattiva da mezzo secolo nel mettere in mare giovani di tutto il mondo. Dopo diversi anni i maestosi velieri, che vengono indicati in tutto il mondo con il termine tall ships, sono tornati a Genova. Città che li aveva già ospitati in diverse occasioni e in particolare alle Colombiadi. Il nome inglese di queste unità significa “navi alte”, e il perché appare evidente quando queste straordinarie navi possono essere ammirate da vicino. L’occasione per chi si sia trovato a Genova alla fine di luglio è stata data dalla decisione di scegliere il capoluogo ligure quale porto finale delle Tall Ships Races. La prima di queste regate si corse nel lontano 1956, a quel tempo potevano partecipare a queste regate particolari solo le grandi navi scuola delle diverse Marine. Lo scopo formale di queste manifestazioni è dare un tributo all’ era della navigazione a vela, quello reale è permettere a giovani provenienti da tutto il mondo di partecipare a un grande evento velico. La formula iniziale è stata mantenuta fino a oggi. Grazie a un successo crescente, queste regate sono diventate una manifestazione di grande richiamo. Il successo di pubblico ha fatto sì che anche negli Stati Uniti, in un periodo simile a quello stabilito in Europa, si organizzi una regata simile battezzata Tall Ships Challenge. La lungimiranza di aprire la manifestazione, anno dopo anno, ad altre categorie, non solo velieri di enormi dimensioni ma anche unità storiche che mantengano quale tratto distintivo un fascino particolare, ha reso questo evento più popolare. Il regolamento di oggi, in seguito alla liberalizzazione dei requisiti per partecipare alla regata, richiede solo l’ utilizzo di un piano velico “desueto”. Significa solo un armo fatto di alberi e vele che nella navigazione commerciale e militare sono stati abbandonati nel corso della storia. Allo stesso tempo queste navi rappresentano il patrimonio storico mondiale della navigazione a vela. Il risultato dell’apertura verso velieri eterogenei ha portato alla creazione di una flotta differenziata per quanto riguarda dimensioni, forme, colori, creando un insieme affascinante e che raccoglie le simpatie anche dei meno esperti. L’obiettivo principale, però, resta quello di permettere a tanti ragazzi di assaporare un’esperienza di vita sul mare particolare e in molti casi irripetibile. Le regate prevedono due trasferimenti agonistici e una tappa considerata una crociera in compagnia, a porre l’accento lo spirito amichevole e non agonistico tra i partecipanti. Nell’edizione 2007 le regate prevedevano una prima prova tra Alicante e Barcellona, seguita dal trasferimento alla volta di Tolone e la seconda prova in direzione di Genova. In ogni porto visitato dalla flotta multiforme e dai loro giovani equipaggi, sono organizzati giorni di feste, eventi e manifestazioni sportive. Il premio principale al termine della manifestazione è il Sail Training International Friendship Trophy, che premia la nave che secondo l’equipaggio, ha avuto il maggior successo nel divulgare l’amicizia e gli altri valori della STI durante l’evento. Quest’associazione, che opera a livello internazionale (e nel nostro Paese con la filiale STA Italia) è la principale responsabile dell’ organizzazione delle regate.

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