Paolo Borgio, come sarà il Versilia Yachting Rendez-vous 2018

19 January 2018
Paolo Borgio, come sarà il Versilia Yachting Rendez-vous 2018
A circa 100 giorni dall’apertura del Versilia Yachting Rendez-vous (VYR), a Viareggio dal 10 al 13 maggio 2018, abbiamo incontrato Paolo Borgio, manager di Fiera Milano e responsabile dell’organizzazione del VYR per avere un quadro di ciò che si sta preparando per operatori e pubblico, quali sono le novità che caratterizzeranno la seconda edizione della rassegna
Paolo Borgio, come sarà il Versilia Yachting Rendez-vous 2018

La macchina organizzativa di Fiera Milano che ha sviluppato il concept dell’evento per Nautica Italiana ha ripreso a marciare a ritmo sostenuto. L’obiettivo è portare all’attenzione di addetti ai lavori e del pubblico di appassionati, una seconda edizione della kermesse dedicata allo yachting, capace di confermare il VYR come vetrina diversa, ideale per l’industria, i servizi e i territori legati alla nautica, e al contempo imprescindibile per l’appassionato o il neofita che cerca il meglio in tema di barche. Un boat show in un’accezione insolita e di spessore, una rassegna spettacolare per l’importanza dell’offerta dei prodotti esposti, caratterizzata dalla location, Viareggio, nel suo genere unica al mondo, crogiuolo per yacht e superyacht, sede di alcuni dei più importanti cantieri nautici e navali al mondo.
Vista l’importanza del personaggio, la specificità del suo ruolo che lo porta a essere in pratica il deus ex machina dell’evento viareggino, abbiamo posto a Paolo Borgio alcune domande per avere un quadro di come sta venendo su la seconda edizione.

Qual è il senso di questa esposizione?
«È racchiuso nel nome. Versilia è una regione conosciuta nel mondo per due aspetti fondamentali: la nautica e l’offerta turistica. Se parliamo di barche, circa un quinto delle navi da diporto costruite ogni anno nel mondo vengono da qui. Parliamo di un quinto di 370 superyacht, tanti ne sono stati venduti nel 2016, e dunque anche una fetta cospicua dei 3,4 miliardi di euro che queste unità hanno rappresentato globalmente in termini di fatturato. La ricezione alberghiera e la ristorazione della regione spaziano fino a raggiungere livelli d’eccellenza, interpretando diverse sfumature di esclusività che possono accontentare una clientela seleziona, attratta dal territorio con la sua storia, la sua arte… le sue barche.
Yachting è una parola inglese che ha un’interpretazione caleidoscopica, vuol dire nautica, vuol dire passione per le barche, ma anche uno stile di vita diverso, a contatto con la natura, il mare, vissuto attraverso prodotti d’eccellenza come gli yacht. Yachting vuol dire vivere bene sul mare, ma anche stare bene grazie alla propria barca.
Rendez-vous significa che tutto ciò di cui ho parlato fino adesso, abbiamo voluto comporlo e metterlo in un contenitore che non è un salone nautico classico. Il Rendez-vous è un appuntamento fra operatori di nautica, un incontro fra appassionati, un raduno di persone che amano le cose belle, una festa per chi vive uno stile di vita ispirato dalla nautica, ma anche un momento di confronto fra tecnici che vogliono far crescere lo yachting in tutti i suoi significati, quindi, anche con spazi dedicati. Non abbiamo voluto fare un nuovo salone nautico, piuttosto creare un momento di aggregazione nel salotto buono di una città. Il VYR può divenire per Viareggio, per la Versilia e per l’Italia un ulteriore emblema e con esso quello della nautica italiana, intesa come movimento che comprende tutti e non solo come Associazione».
Lo scorso anno siete riusciti a organizzare il Versilia Yachting Rendez-Vous (VYR) in soli tre mesi: come è stato possibile?
«Con tenacia e impegno di tutto lo staff di Fiera Milano ma, soprattutto, grazie alla profonda intesa con i nostri partner. Da Nautica Italiana a Navigo Toscana, fino ad arrivare alle autorità territoriali della Regione e di Viareggio: tutti hanno mostrato grande interesse a creare una nuova manifestazione che raccogliesse sotto lo stesso tetto le eccellenze della nautica italiana e internazionale».
Il VYR è un evento fuori dalle strutture della Fiera di Milano e per una categoria merceologica, la nautica, finora lontana da quelle con cui vi relazionate: come avete approcciato il VYR di Viareggio?
«Non abbiamo fatto altro che esportare il nostro know how tra le darsene di Viareggio. E la formula del VYR si è rivelata vincente. Non dimentichiamo che Fiera Milano ospita circa una sessantina di manifestazioni l’anno. Queste manifestazioni sono per le aziende delle piattaforme di business e dei momenti d’internazionalizzazione insostituibili, ideali per raggiungere con investimenti contenuti target profilati e mercati che altrimenti richiederebbero onerose attività commerciali. Mi lasci dire che Fiera Milano ha superato brillantemente la prima prova, smentendo tutti coloro che mostravano diffidenza nella riuscita della prima edizione. Adesso lo scetticismo ha lasciato spazio alla voglia di lavorare in un clima sereno e alla possibilità di poter fare ancora meglio. E Fiera Milano s’impegnerà a fornire tutto il supporto necessario alla manifestazione, sia da un punto di vista economico che di risorse dislocate sul territorio».
Cosa rappresenta il VYR per Fiera Milano?
«La nautica non poteva mancare nel nostro portafoglio di manifestazioni. Fiera Milano presidia numerosi comparti produttivi. Moda, editoria, arredamento, sistema casa, meccanica strumentale, turismo, ospitalità professionale, alimentare, impiantistica e energia, edilizia, arte e tanti altri. Con l’aggiunta della Nautica abbiamo davvero una visione a 360 gradi sui principali comparti produttivi del Paese».
Perché esporre al VYR? Qual è il cantiere, l’azienda o il professionista tipo al quale rivolgete la vostra proposta espositiva?
«Perché offriamo servizi unici e qualitativamente elevati. E poi perché crediamo che ogni settore di eccellenza debba avere una corrispondente manifestazione di eccellenza che possa di conseguenza aiutare non solo noi ma l’intero Sistema Paese. Ci sono poi comparti nei quali, pur avendo l’Italia un’eccellenza produttiva, non abbiamo quella fieristica. La nostra ambizione è colmare questo gap perché avere un evento espositivo importante in Italia significa dare la possibilità di internazionalizzarsi alle nostre imprese che nella maggioranza sono medio-piccole».
Qualcuno pensa che svolgendosi a Viareggio, il VYR sia una manifestazione dedicata solo ai cantieri viareggini e quelli della Versilia. È realmente così?
«No. Voglio ricordare che dei tanti visitatori che hanno pacificamente “invaso” Viareggio lo scorso anno, il 9% arrivava da paesi Europei (Spagna, Francia, Germania, Inghilterra e Olanda) e quasi il 3% da paesi extra-Ue (con forte presenza di USA, Russia, EAU, Cina e Sudamerica). Direi, quindi, che abbiamo ulteriori margini per intercettare quei buyer esteri che continuano a mostrare forte interesse nei confronti del “bello e ben fatto” tipico del made in Italy. E la cantieristica e le eccellenze del settore nautico presenti al nostro evento ne sono massima espressione».
Che cambiamenti sono previsti per l’edizione 2018 del VYR?
«Sono tantissime, a partire dal nuovo layout espositivo composto da aree più ampie e funzionali, dotate anche di copertura wi-fi, che faciliteranno l’interazione tra i buyer ed espositori, e un’evoluzione concettuale degli stand, ancora più eleganti e versatili rispetto all’edizione precedente. Poi abbiamo individuato una nuova posizione anche per le biglietterie: non ci sarà più il desk in via Coppino ma una postazione collocata sul lungomare di Viareggio, a ridosso del molo e prima dell’accesso al porto. Due gli ingressi, invece, collocati strategicamente a Nord delle darsene sul Lungo Canale Palombari dell’Artiglio, per rendere il percorso del visitatore integrale e omogeneo lungo tutto il perimetro di mostra. Infine avremo la nuova lounge “Partner Exclusive Court”, uno spazio in via Coppino riservato agli sponsor e dedicato ai prodotti e ai servizi luxury».
Su cosa punterete per attrarre visitatori anche dall’estero?
«Sulla qualità e sull’offerta espositiva - sia in mare sia a terra - che rappresenta il top della cantieristica italiana. E poi perché la nostra manifestazione si snoda nel cuore del distretto nautico più grande del mondo. Viareggio è una città in cui progettualità, tecnologia e alta qualità artigianale si coniugano in un territorio riconosciuto nel mondo per la bellezza, l’arte, l’accoglienza e l’italian lifestyle».
Quali saranno le leve per attrarre nuovi potenziali clienti per i vostri espositori?
«Avremo in mostra il meglio della nautica dell’alto di gamma, massima espressione del made in Italy nel mondo».
Per il VYR 2018 prevista anche una sezione tecnica, per i professionisti del settore?
«Anche per quest’anno ci saranno seminari, tavole rotonde e di approfondimento sui temi più disparati. Il programma è in via di definizione e non posso rivelare nulla in anteprima. Le confermo però che gli addetti ai lavori che parteciperanno alla seconda edizione del VYR non resteranno delusi dall’offerta formativa e informativa che avremo a disposizione».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Sposta