Porti turistici: Italia troppo lenta

«Non possiamo competere con l’est europeo e asiatico», la colpa è di politica e burocrazia. Questo il parere di Pizzardi di Sistema Walcon…

Porti turistici: Italia troppo lenta

Il mondo della nautica è col fiato sospeso in attesa dei saloni nautici internazionali di Cannes, Genova e Montecarlo che sono la cartina di tornasole della salute del settore.

 

In questo clima di incertezza economica, pubblichiamo il parere di Pietro Pizzardi, presidente di Sistema Walcon, un`impresa ravennate di costruzioni di opere marittime specializzata nel settore dei porti turistici, come uno spunto di riflessione interessante: «Nel nostro Paese quasi tutte le iniziative sono in stand-by in attesa che quest’area depressionaria lasci l’Europa. Oggi stiamo tutti soffrendo la concorrenza dei Paesi non solo dell’Est Europa, ma anche di quelli dell’Oriente Asiatico, Paesi che sanno produrre in qualità ma prezzi di mercato decisamente inferiori. Combattere questa guerra è tempo perso… ma proprio per superare la crisi, in altri Paesi del Mediterraneo come Spagna, Turchia, Grecia e perfino in Libano, si è già deciso con piano a breve e a medio termine  di aumentare l’ offerta  turistica costruendo infrastrutture per il tempo libero, soprattutto per il golf e il diporto nautico…

 

...in questi Paesi si è capito che questo settore rappresenta un importante motore di sviluppo economico… contribuendo così a elevare il livello economico e culturale del territorio, mentre in Italia la carenza di posti barca è purtroppo una malattia endemica. Ogni anno si costruiscono più barche che posti barca e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: i prezzi dei posti barca sono elevati, la gente non compra la barca perché non sa dove “parcheggiarla”, i cantieri non vendono, chi produce accessori altrettanto, il settore è in asfissia! Tutto ciò mentre i Paesi intorno a noi si muovono velocemente… mentre noi siamo sempre fermi ai progetti e alle buone intenzioni. Dal Salone Nautico Internazionale di Genova ci attendiamo che negli interventi politici di rito si passi finalmente dalle parole ai fatti».

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