31/07/2009

Navigare con Ulisse
Cinquanta miglia di storia, natura e miti. Nel Cilento, da Agropoli fino a
Scario, alla scoperta di un mare che ancora oggi riserva il fascino della
leggenda.
Narra la leggenda che le sirene dell’Odissea di Omero abitassero in una
bellissima isola del Cilento. Il canto di queste creature malefiche faceva
impazzire i marinai di passaggio, portandoli a schiantarsi con le imbarcazioni
sugli scogli. L’isoletta è quella di fronte a Punta Licosa, a sud nei pressi di
Castellabate. In questo mare Ulisse si fece legare all’albero di maestra della
sua nave per non cedere a quell’ingannevole canto.
Il Cilento da millenni ha ispirato poeti e cantori, la ragione è semplice la
bellezza del luogo è tale da solleticare fantasie e racconti. Nel mondo infatti
vi sono molte coste attraenti e selvagge bagnate da un mare cristallino, molte
meno però sono quelle che ospitano anche siti archeologici di straordinaria
bellezza. Ben più raro è navigare lungo un litorale frastagliato ricoperto da
profumata macchia mediterranea che protegge piccole spiagge abbaglianti e
deserte. La costa del parco nazionale campano del Cilento e vallo di Diano, ha
il potere di stupire chi ha la fortuna di navigare in questo tratto di mare
grazie alle sue peculiarità, e regalare emozioni quando si sbarca per scoprire
i borghi di pescatori circondati da ulivi secolari. L’itinerario che abbiamo
percorso si snoda tra mare e montagna dove è possibile trascorrere giornate
piene di sole, boschi, mare e camminate, senza dimenticare la cucina cilentana
che corona una crociera perfetta.
Agropoli
Il porto di Agropoli (40°21’,30 N 14°59’,00 E) è la nostra base di partenza
provenendo da nord. Vi sono circa 900 posti barca, lunghezza massima 40 metri
con profondità in banchina che variano tra 0,20 e 4 metri. Entrando conviene
tenersi a dritta rispetto il centro del canale per navigare in acque più
profonde e sicure (5-6 metri). La velocità all’interno del porto non deve
superare i 3 nodi come in tutti gli altri porti descritti. Teniamo a
sottolineare questo limite perché molti diportisti, inconsciamente o
volontariamente, entrano a velocità più sostenute rispetto al limite massimo,
creando turbolenze e onde all’interno del porto creando disturbo e a volte
danni alle imbarcazioni attraccate. I venti prevalenti estivi sono il ponente,
maestrale, grecale e scirocco. Con vento forte di tramontana si crea una
risacca che può essere pericolosa per le imbarcazioni attraccate.
Giungendo di notte i fanali d’entrata possono risultare con luci invertite a
causa di un effetto ottico causato dal recente prolungamento della diga.
Il porto è per buona parte occupato da piccole barche di pescatori locali, una
nota di forte colore rispetto alle bianche imbarcazioni da diporto lungo i
pontili. A terra vi sono pochi servizi e alcuni minimarket per rimpinguare la
cambusa. Da non perdere è la passeggiata fino al paesino e alla chiesetta che
da nord domina il porto e dalla quale si gode un panorama unico che ripaga
della fatica per arrivarci. Tra le strette viuzze si trovano un paio di
pizzerie e taverne, tutte offrono cibo genuino a prezzi modici.
Agropoli è anche una buona base di partenza per andare a vedere il sito
archeologico di Paestum. Nelle vicinanze, se le condizioni meteo sono buone, si
può andare a gettare l’àncora per nuotare nella baia di Licina e in quella di
Trentova. Una barca a vela in transito di circa 15 metri paga per una notte
circa 100 euro.
Scario
Prima di puntare sulla nostra ultima tappa: Scario, una visita alla baia degli
Infreschi è doverosa. Alcuni corpi morti permettono di evitare l’ancoraggio tra
le insidiose rocce. Con il tender si può andare a vedere la grotta e scendere a
terra sulla spiaggia molto affollata in piena stagione. Se il meteo è clemente
si può anche trascorrere una notte diventando i padroni della baia. Il
porticciolo di Scario (40°03’,10 N 15°29’,90 E ), di recente ampliato, può
ospitare più imbarcazioni, segno di un crescente interesse verso il turismo
nautico di questo tranquillo borgo di pescatori. Le case tinta pastello
abbracciano il lungomare e numerosi locali hanno i tavolini che guardano lo
specchio interno del porto. Tra questi segnaliamo il ristorante Tipiteca (tel.
0974 986448) dov’è possibile gustare la cucina cilentana in un ambiente
accogliente. Il porticciolo ha profondità che variano dai 6 metri all’ingresso
e fino a 2 lungo il molo interno. Una catenaria con robusti corpi morti
permette l’attracco a imbarcazioni fino a 30 m. A terra le colonnine dell’acqua
dolce sono numerose mentre l’erogazione di energia dovrebbe entrare in funzione
a breve. Possibilità di rimpinguare la cambusa grazie a un minimarket sul
porto. Il costo per una barca a vela di circa 15 m è di 50 euro al giorno.
Acciaroli
A poco più di sette miglia si trova punta Licosa con le sue insidiose secche.
Una volta doppiata, con una navigazione di circa otto miglia, le imbarcazioni
di lunghezza fino a 15 metri possono provare ad attraccare nell’affascinante
porticciolo di Acciaroli (40°10’,98 N 15°01’,92 E) che offre in banchina
energia elettrica e acqua, uno scivolo e una piccola gru per alare imbarcazioni
medio piccole. Un travel-lift da 40 ton è disponibile per scafi più grandi.
Imbarcazioni fino a 30 m di lunghezza possono trovare posto sui pontili più
esterni, gestiti da privati; il prezzo per una barca a vela in transito si
aggira intorno ai 100 euro al giorno. All’ingresso del porto il fondale arriva
a 2,60 m, ma una volta nel porto si attesta oltre i 4 metri. A terra si possono
effettuare riparazioni a motori e impiantistica. Rifornimento di carburante in
banchina e nessun servizio igienico a terra. Con forte vento di scirocco l’
ormeggio diventa impraticabile.
Il paesino ordinato e gradevole si sviluppa attorno al porticciolo e le
costruzioni prevalentemente in pietra conferiscono un aspetto medioevale che
alla sera viene accentuato dalle luci ambrate che illuminano i palazzi.
Marina di Pisciotta
Una decina di miglia separano Acciaroli da Marina di Pisciotta e quindici
miglia da capo Palinuro. Nel porticciolo di Marina di Pisciotta, che è ancora
in corso di completamento, possono trovare posto un centinaio di imbarcazioni,
sebbene in piena stagione estiva, questo porto come quello di Acciaroli, sono
congestionati da diportisti e barche da pesca che a volte rendono problematiche
persino le manovre. Le barche possono essere ospitate lungo la diga e il
pontile interno lungo circa 80 m. La lunghezza massima per uno yacht è di 20
metri, ma consigliamo di non entrare a chi comanda un’unità superiore ai 15. Il
paesino di Pisciotta domina dall’alto di uno sperone roccioso il porto ed è una
visita imperdibile. Il nucleo storico dista 4 chilometri dal porto e se si
vuole trascorrere una serata indimenticabile tra gli uliveti e le antiche mura
di pietra dei palazzi, si può coronare la gita con una cena presso il
ristorante pizzeria “Il tramonto” (tel. 3336321417).
Capo Palinuro
E’ una meta turistica nota da molti anni per la bellezza del litorale e le
numerose grotte che vi si affacciano. La spiaggia che degrada verso le acque
del porticciolo è invitante e invoglia a lasciare la barca ormeggiata per
andare a fare una bella nuotata tra le acque di un azzurro cristallino. La
cooperativa Palinuro porto (www.palinurocoop.com) dispone di vari servizi tra
cui l’ormeggio e la custodia. Una tozza diga lunga 200 metri prolunga il
naturale ridosso dalle onde. Nel bacino interno che offre una discreta
protezione dai venti di scirocco e grecale, vi sono due possibilità d’ormeggio,
su corpo morto, oppure al molo dove si trovano colonnine dell’acqua dolce ed
energia elettrica. Il fondale di sabbia e alghe varia da 2 a 5 metri. I posti
barca dichiarati sono 160. Uno yacht di 15 m di lunghezza paga per una notte
100 euro. Per gli appassionati di immersioni questa zona è speciale.
Chi ama la privacy e la libertà dell’ancoraggio, se la meteo lo consente
suggeriamo la vicina baia del Buon Dormire a sud est di capo Palinuro e per
mangiare “La taverna del porto” ristorante pizzeria, tel. 0974 931278
Marina di Camerota
Una volta doppiato il possente capo Palinuro, la lunga spiaggia del Mingardo
accompagna per qualche tempo la navigazione che, in circa cinque miglia, porta
al porto di Marina di Camerota, segnalato da una grande diga lunga circa 450
metri che offre un buon ridosso dai venti occidentali. Il centro abitato è poco
attraente visto dal mare e fa a pugni con la bellezza del paesaggio
circostante. Il bacino interno è ampio e permette di prepararsi bene per l’
ormeggio che può avvenire in uno dei tre pontili o lungo la diga che
solitamente è intasata di barche di pescatori locali. La profondità all’interno
del porto si aggira intorno ai 2,3 m. Solitamente le imbarcazioni da diporto di
misura non superiore ai 20 metri vengono ormeggiate ai pontili galleggianti
dati in concessione al Comune di Camerota, che possono ospitare fino a 200
imbarcazioni. Possibilità di rifornimento carburante in banchina. A terra
colonnine di energia elettrica e acqua con un poco pratico sistema di tessere
prepagate che vincola il diportista e a volte non funziona. Per alare una barca
un grande travel-lift staziona in una zona dal porto, inoltre vi sono due
scivoli. Il cantiere navale Martuscelli offre vari servizi che possono
interessare chi naviga da queste parti. Bagni e docce si trovano poco lontano
dai pontili e sono riservati ai diportisti a pagamento. Anche l’energia
elettrica non è inclusa nei 100 euro al giorno richiesti per una barca in
transito di 15 metri di lunghezza. Avendo tempo, gli appassionati di trekking
possono fare delle escursioni nella macchia che lambisce spiaggette di sassi
bianchi degradanti nel mare pulito e dai colori incredibili. Inoltre i panorami
che si godono dalle alture circostanti sono unici. La crociera continua e, una
volta lasciato il porto di Marina di Camerota, bisogna fare attenzione all’
allevamento di tonni le cui strutture ben segnalate si trovano al largo della
torre Zancale. Un paio di miglia e si arriva a punta Iscoletti. Prima di
doppiarla, se il tempo è buono, una sosta per una nuotata a cala Bianca e
Pozzallo è consigliata. A Pozzallo, nascosto tra gli alberi in una cornice
naturale strepitosa, sul limitare della spiaggia si trova il ‘Ristoro spiaggia
Pozzallo’. Provate il fritto misto o le friselle, indimenticabili. (tel. 0974
936126)