L30 One Design: la nostra prova

9 maggio 2018
Un racer one design per veloci regate con chiglia retrattile e due timoni appesi sullo specchio. È carrellabile e tra gli optional spicca il motore elettrico Oceanvolt sail drive

Un 30 piedi a vela piccolo, ma ricco di contenuti, frutto dell’idea del campione ucraino Rodion Luka e dell’abilità di Andrej Justin che l’ha disegnato. Questo piccolo yacht vanta tutti gli stilemi che contraddistinguono i nuovi racer di dimensioni maggiori, ma gode anche delle funzionalità necessarie affinché i suoi 9,6 metri possano essere semplicemente carrellabili e facilmente gestibili da due sole persone.

Pur trattandosi di un vero e proprio racer puro con stazza one design, l’L30 ha interni vivibili e un bel bagno separato. Le sue forme essenziali sono originali: è stretto a sufficienza per essere trasportato su un carrello stradale, ha uno scafo a spigolo con murate verticali, prua e cavallino rovesci e un bompresso telescopico che si estende per oltre 1,7 metri dalla prua. La chiglia retrattile, che si solleva tramite un paranco governato dai due winch ai lati del tambuccio, è costituita da una lunga e sottile torpedine appesa a una lama di deriva dotata di un trim tab sul bordo d’uscita.

Completa il quadro tecnico il propulsore elettrico Oceanvolt con sail drive ed elica a pale abbattibili che, in navigazione a vela, può essere utilizzato come idrogeneratore per ricaricare le batterie. Si può navigare a motore a oltre 8 nodi di velocità, mentre a 4,5 nodi si possono percorrere fino a 21 miglia.

Il piano di coperta si distingue per la tuga dalle finestrature affilate e per il pozzetto di dimensioni tanto generose da poter ospitare comodamente sei persone e una timoneria a doppia ruota. Si apprezzano molti dettagli e la qualità dell’attrezzatura, ma anche diverse soluzioni come, per esempio, le rotaie trasversali del fiocco con regolazione longitudinale su anello.
L’abbiamo provata nelle acque calme di Portorose, in Slovenia, con una bava di vento e mare piatto. Siamo rimasti colpiti tanto dalle prestazioni, quanto dalla facilità di conduzione e di gestione, merito di un centraggio delle superfici riuscito e di linee di carena efficienti.

La risposta alle accelerazioni del vento è immediata e, sotto gennaker, anche insistendo nel risalire il vento, la tendenza a straorzare è contenuta. La doppia ruota del timone regala un feedback eccellente e una posizione di comando perfetta, tanto che anche i regatanti puri non rimpiangeranno una tradizionale barra.

La prova copmpleta è nel numero di Maggio 2018!

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Sposta