In viaggio
Girare in barca è una cosa fantastica: ci sono sempre aree nuove e interessanti
da esplorare, non importa dove si è già stati.
Dopo aver circumnavigato il mondo, girovagato quattro anni nel Mediterraneo per
poi veleggiare nei Caraibi e lungo la costa orientale degli Stati Uniti, nel
2004 abbiamo fatto portare Escapade a Vancouver, British Columbia, per avere
una nuova area di navigazione ed esplorazione.
Quell’anno c’è stato solo il tempo di circumnavigare Vancouver Island, ma in sé
è stata comunque una bellissima esperienza. Abbiamo ripreso il mare nel 2006
nel giorno del decimo compleanno di Escapade decidendo un programma di viaggio
piuttosto ampio, che si sarebbe sviluppato nell’arco di 18 mesi e avrebbe
portato la barca dall’Alaska al Maine, via Canale di Panama, con nuove e
importanti sfide e zone di navigazione lungo il percorso.
La prima parte della nostra avventura è stata quindi il viaggio fino in Alaska
e ritorno. Abbiamo impiegato sei settimane per coprire le 1.500 miglia da
Vancouver. Per scelta, nella stagione migliore e più favorevole dell’anno,
partendo all’inizio di maggio e raggiungendo Juneau a metà giugno, quindi
rientrando a Seattle per metà agosto. La traversata da Seattle a San Francisco
era in programma durante la prima settimana di settembre.
Il nostro obiettivo primario era visitare Glacier Bay e Tracy Arm per vedere e
toccare con mano i ghiacciai.
Obiettivo raggiunto.
E grazie a una notevole fortuna abbiamo anche goduto di una meteo magnifica in
entrambe le occasioni, con sole splendido e cielo terso e azzurro. Nell’insieme
è stata un’esperienza interessante ed eccitante. In Alaska non siamo quasi mai
andati a vela: solo per circa cinque giorni in tre mesi, ovvero nello stretto
di Dixon Entrance e nella Queen Charlotte Sound, accompagnati da bollettini di
allerta per le piccole imbarcazioni e da avvisi di burrasca. Ma come al solito
sono le condizioni che piacciono a Escapade e che divertono noi.
Non si va quindi in Alaska per veleggiare, come si fa nel Mediterraneo, ma per
essere sopraffatti dalla grandiosità, dalle distese deserte, dalla vastità,
dalla desolazione, dagli spazi in cui l’impatto dell’uomo non si è ancora
sentito. Abbiamo visto decine di megattere, orche, delfini, foche, aquile dalla
testa bianca, orsi e fauna varia e trascorso la maggior parte delle notti in
ancoraggi dove non c’era nessun’altra imbarcazione. Perciò, se si cercano
distacco e isolamento, l’Alaska è il posto giusto. Le distanze sono
considerevoli e spesso i punti attrezzati per accogliere le imbarcazioni da
diporto sono pochi.
E’ un tipo di navigazione diversa, ricca di impegno.
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