La prova del Bali 4.0 Lounge

5 gennaio 2018
La prova del Bali 4.0 Lounge
Terzo modello della gamma Bali, il 4.0 Lounge ha vinto il premio barca dell'Anno di Vela e Motore. Si distingue per la prua abitabile, il portellone che unisce il salone agli esterni e per la plancetta che espande il pozzetto. Sottocoperta versioni a tre o quattro cabine e due, tre o quattro bagni

Non si vede ma il Dna si sente appena presa la ruota del timone. Il Bali 4.0, vincitore del Premio Barca dell’Anno, è, infatti, un brand di Catana. E della sua matrice conserva tutti gli elementi più peculiari della gamma del cantiere francese. Si nasconde bene sotto una “copertura” da crociera che, poi, non è altro che l’obiettivo per cui è stato creato e finalizzato, oltre a quello di conquistare numeri importanti tra i catamarani di grande serie.

Esistono elementi e comportamenti crocieristici che convivono con alcuni di stampo sportivo che però non disturbano il diportista più accanito. Caratteristiche che si notano soprattutto nelle leggere ariette mediterranee come quelle incontrate nel Golfo di Genova durante la nostra prova. Non ci sono quelle dotazioni – vedasi, ad esempio, le daggerboard (derive retrattili) e la rete a prua che è stata sostituita da un secondo pozzetto molto sfruttabile anche da chi vuole un po’ di privacy rispetto al resto dell’equipaggio.



INTERNI

La dinette a livello coperta è un ambiente inondato di luce, semplice e lineare negli arredi. Anche le vetrate che la dividono dall’area poppiera contribuiscono ad aumentare la luminosità che, oltretutto, appare ribadita dal legno chiaro degli arredi. Proprio la vetrata è uno degli elementi che differenziano il Bali 4.0 dai concorrenti: con un veloce movimento scompare a soffitto trasformando pozzetto e salone in un unico grande open space.



Entrando a sinistra è posizionato il tavolo in grado di accogliere almeno sei persone che, sul lato sinistro, possono accomodarsi su un lungo divano; verso prua, appoggiato alla fiancata destra un frigorifero a colonna con il freezer in basso e sulla parete frontale del salone il blocco cucina con tre fuochi a gas e il lavello con due vasche: sembra creato appositamente per preparare pranzi e cene nella suggestione del panorama del mare. Nell’area frontale destra, invece, la zona carteggio con gli strumenti di navigazione. Proprio ai lati sono localizzate le discese per la zona notte che, nella versione provata, prevedono tre cabine e due bagni. 



A destra, quattro gradini portano all’area destinata agli ospiti con la possibilità di essere separata da una porta scorrevole: due cabine matrimoniali, con un’altezza adeguata, illuminate quella a prua da due oblò e quella a poppa da tre, tutti apribili. Le cabine hanno una sufficiente dotazione di volumi di stivaggio e possono fruire di un solo bagno in comune o di due bagni più piccoli ma separati (come nel pianetto a destra). Nello scafo di sinistra, invece, altri quattro gradini conducono all’area armatoriale che, verso poppa, è arredata con letto matrimoniale e verso prua dispone di un enorme locale toilette con vano doccia separato.

IN NAVIGAZIONE
A motore il “battito” dei due Volvo è molto attutito e consente una  buona velocità di crociera (7,5 nodi a 2.300 giri), più che adeguata al carattere della barca e soprattutto con il consumo che si attesta a 15 litri/ora. A vela, ovviamente, regna il silenzio e la facilità della conduzione. Da notare, prima di tutto che, a differenza di altri modelli, al timone dell’unica ruota del Bali 4.0 c’è un’adeguata visibilità: la randa si può controllare facilmente grazie al tetto trasparente (quando è montato l’hard top); il fiocco, invece, è visibile completamente. Una caratteristica che rende facile la navigazione a vela con una regolazione che può essere pronta e immediata.



Nell’andatura di bolina, anche con un levantino che ha qualche sporadica punta a 8 nodi, la barca reagisce bene al timone pur senza esagerata prontezza e sviluppa una velocità di 3,7 nodi. La virata non è tipica dei multiscafi: il Bali vira senza incertezze e non si pianta controvento. Nelle andature portanti le prestazioni, senza un gennaker o un Code 0 da murare sul corto bompresso, naturalmente scendono ma, comunque, non si rimpiange l’utilizzo del propulsore. Una larga plancetta centrale a ribalta, che si aggiunge a quelle sui due scafi, permette l’alaggio e il varo del tender. Le fiancate sono speculari: con tre gradini si sale dal pozzetto alla coperta e poi con altri tre si arriva alla timoneria. A prua l’eliminazione della rete ha permesso di ricavare due prendisole, un divano con tavolini e un gavone con una grande apertura che nasconde il ricovero della catena e dell’àncora.

PREMIO BARCA DELL'ANNO: LA MOTIVAZIONE

Tutti i dati di mercato presentati da diversi studi stanno confermando che la crescita del settore dei multiscafi sia ormai una realtà interessata da un progressivo affinamento progettuale. Complice di questo processo, il progressivo apprezzamento dimostrato dal charter per tale tipologia che, sempre più, contribuisce ad avvicinare al mare e alla crociera nuovi utenti. In questo segmento si sono confrontate sperimentazioni ai limiti della categoria della nave da diporto e imbarcazioni dalle dimensioni estremamente contenute.

La scelta della giuria ha voluto privilegiare quest’ultima, proprio in ragione del grande potenziale di diffusione che possiede. In questa, il progetto del Bali 4.0 propone un layout che si basa su un’intima relazione tra spazi interni ed esterni ottenuta grazie alla realizzazione di un sistema di apertura basculante che scompare a filo cielino.

Tale soluzione, tecnicamente realizzata mediante un cinematismo tanto semplice quanto efficace e affidabile, crea un livello di abitabilità della zona giorno che non ha eguali nemmeno in categorie dimensionali maggiori. Ulteriore elemento distintivo per la categoria è costituito dalla presenza di una seconda zona living nell’area di prua, sfruttabile sia in navigazione che in banchina nel momento in cui sia richiesto un maggior livello di privacy.

Coerente l’organizzazione del piano di coperta e l’accessibilità alle manovre, così come la visibilità sia in navigazione a vela che a motore. Buono il rapporto complessivo qualitàprezzo, ma decisamente migliorabile lo standard delle finiture.

Porf. Andrea Ratti

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