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La Storia di Vela e Motore

“Passano gli anni, ma ottanta son lunghi / però quel ragazzo ne ha fatta di strada…“ Questi due versi di una celebre canzone di Adriano Celentano potrebbero riassumere splendidamente la storia e la vita della nostra rivista. Vela e Motore infatti nasce nel luglio del 1923 come bollettino dello Yacht Club Adriaco di Trieste. La città giuliana, italiana solo da pochi anni, possedeva già dal 1903 uno yacht club forte e vitale, l’Adriaco appunto, che da tempo si propon...

La Storia di Vela e Motore
“Passano gli anni, ma ottanta son lunghi / però quel ragazzo ne ha fatta di strada…“ Questi due versi di una celebre canzone di Adriano Celentano potrebbero riassumere splendidamente la storia e la vita della nostra rivista. Vela e Motore infatti nasce nel luglio del 1923 come bollettino dello Yacht Club Adriaco di Trieste. La città giuliana, italiana solo da pochi anni, possedeva già dal 1903 uno yacht club forte e vitale, l’Adriaco appunto, che da tempo si proponeva come uno dei centri di aggregazione del movimento nautico (soprattutto velico, ma non solo) italiano. Ad avere l’idea di fondare una rivista per tenere aggiornati non solo i soci del club ma anche tutti gli sportivi delle attività che si svolgono in Adriatico sono un impiegato di una compagnia di assicurazioni, Carlo Strena, e un giovane avvocato, Bruno Pangrazi. Entrambi sono attivi e abili velisti: Pangrazi in particolare è famoso per la sua lunga serie di imbarcazioni, tutte battezzate col nome di Falena, con cui gareggiava nel golfo di Trieste. Il titolo del bollettino che finalmente vede la luce è “La vela e il motore”, anche se all’epoca di motori in mare non se ne vedevano molti! Le prime copertine vengono disegnate dall’ingegner Artù Chioggiato di Venezia, un altro nome importante nella storia del vela da diporto italiana di quegli anni. La rivista viene stampata a Milano. Gli inizi sono avventurosi: Strena e Pangrazi devono fare un po’ tutto e inventarsi cronisti, fotografi, redattori, correttori di bozze e impaginatori. Tuttavia il loro lavoro piace e la rivista nel giro di un anno diventa l’organo ufficiale anche dei circoli velici del golfo di Napoli dove, come nel mar Ligure, si stava sviluppando una vera tradizione nautica e diportistica. Nel 1925, quindi ad appena due anni dalla sua nascita, si fa promotrice della Federazione Adriatica dello Yachting, uno degli embrioni da cui sarebbe poi nata la Federazione nazionale.

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