x

Sempre in contatto con la tua passione?

Iscriviti alla newsletter

Lagoon 42, la nostra prova

13 marzo 2017
Lagoon 42, la nostra prova
Abbiamo navigato con il nuovo 12 metri francese, uno scafo che premia volumi e comfort senza penalizzare le prestazioni. Lo abbiamo provato nelle acqua di Palma di Majorca, in Spagna, dove con 11 nodi di vento e Code 0 sfioriamo gli 8 nodi

Progetto e interni
Avvicinare armatore e ospiti alla natura, e quindi al mare: è la missione del 42 di Lagoon. Come? Ingegneri e designer hanno abbassato il ponte principale, che dista due soli gradini (peraltro appena accennati) dalle enormi plancette di poppa. Queste non servono solo per tuffarsi e risalire, diventano due ulteriori ambienti da sfruttare nelle soste in rada.



E ancora, tutte le cabine hanno vetrate più ampie della media, con il risultato che il panorama mantiene intatto il suo fascino anche sottocoperta e non solo negli spazi riservati all’armatore, come di solito accade negli altri tipi di imbarcazioni.

Altro aspetto che distingue il 42 è il comfort degli spostamenti tra i vari ambienti, soprattutto in coperta. Potrebbe sembrare un argomento banale, ma non lo è, soprattutto quando si naviga al completo. Provate a passare quando ci sono persone di mezzo, ostacoli o punti troppo stretti, diventa tutto molto antipatico.

Il posto di guida è esemplare: il sedile ha molto spazio anche verso poppa, dove è possibile appoggiarsi allo schienale per assistere alla navigazione o semplicemente per andare sul passavanti senza incastrarsi con il timoniere. Il Lagoon 42 ha scafi e coperta costruiti in sandwich con anima di balsa e laminazione con infusione che ha permesso di contenere il dislocamento a vuoto a circa 12 tonnellate.



Coperta e navigazione
Anche sul 42 il cantiere ha adottato un piano velico centrale, con l’albero spostato verso poppa. Ne consegue una randa stretta e alta: il boma corto ne migliora la gestione, mentre il maggior sviluppo in altezza aumenta la sua efficienza (il vento in alto è più forte e costante che in basso). Non solo, con una J più lunga (la misura della distanza tra albero e strallo di prua) si possono murare ampie vele di prua; infine lo spazio liberato sulla tuga è sfruttato per la rotaia autovirante del fiocco, che rende le manovre agili e veloci.



Navighiamo a Palma di Maiorca con vento sugli 11 nodi e barca attrezzata con randa a testa quadra (optional consigliato, 471 euro), Code 0 con attrezzatura e bompresso (rispettivamente 9.227 e 5.254 euro) ed elica a 3 pale abbattibili per i motori Yanmar da 57 cavalli (45 cv gli standard). Il vento è costante e ci permette di apprezzare subito le doti marine del Lagoon, che esprime le sue potenzialità migliori al traverso con randa e Code 0 a riva: navighiamo sempre oltre i 7 nodi con punte fino a 7,9.



Quando il vento sale a 12 nodi, allargando leggermente l’andatura a 110° acceleriamo a 8,5 nodi costanti. Lo skipper della barca ci ha raccontato di aver navigato a 16 nodi con spinnaker e 25 nodi di vento. Di bolina le velocità calano intorno ai 5,5 nodi e 50° al vento.

Tutta la scheda tecnica, i dati e le velocità complete nel numero di giugno 2016 di Vela e Motore!

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Sposta