La tecnologia mette a disposizione una miriade di apparecchi di comunicazione ,
tra i quali non sempre è così facile orientarsi.
Le sigle, le marche, gli acronimi sono tanti, in grado di disorientare anche un
utente preparato: Blu, Inmarsat, Globalstar, Iridium, HF, Orbocom, Standard C,
Mini M, AIS, Thuraya, Elsacom...
Ogni mezzo di comunicazione ha una particolare fruizione che spesso è
indipendente dai contenuti trasmessi, gli apparecchi possono infatti essere
destinati alla sicurezza, agli utilizzi professionali, a quelli personali e a
tutte le possibili combinazioni di questi fattori.
A dettare le condizioni ci sono anche dei limiti fisici: con i VHF e i telefoni
cellulari si possono coprire solo le poche miglia e sono adatti alle
navigazioni costiere o alle piccole traversate. Quando ci si allontana dalla
costa si deve ricorrere alle comunicazioni in onde corte o ancora meglio a
quelle satellitari, disponibili su quasi tutto il globo. In molte zone, lontane
dalle coste e dalle rotte abituali solo il sistema satellitare Iridium assicura
la copertura e diventa quindi una scelta obbligata.
Sistemi non satellitari
Il Vhf
Sicuramente è insieme al cellulare lo strumento di comunicazione più diffuso e
versatile tanto che di recente la sua presenza a bordo (fisso o portatile non
importa) è diventata obbligatoria. La sua tecnologia garantisce la massima
affidabilità e l’utilizzo è semplificato dal fatto di non richiedere
particolari nozioni tecniche per essere usato in modo proficuo. I canali
marittimi internazionali sono preimpostati e selezionabili con facilità. L’
accesso al canale di emergenza 16 è rapido. E’ possibile ascoltare i bollettini
meteo, effettuare conversazioni con stazioni costiere o con altre imbarcazioni,
collegarsi con la rete telefonica terrestre.
I terminali, che hanno ormai un’ottima marinizzazione, si distinguono in fissi
e portatili. I fissi sono alimentati dalle batterie della barca, possiedono un’
antenna esterna con un discreto guadagno e raggiungono una potenza massima di
25 W. Anche se sono usati prevalentemente sotto coperta sono in grado di
resistere agli spruzzi. I modelli più recenti sono diventati, grazie all’
integrazione con un modulo DSC, apparecchi capaci di lanciare, con una semplice
attivazione, un segnale di soccorso automatico, sul canale di emergenza 70, che
comprende l’identificativo dell’imbarcazione e la posizione rilevata dal gps di
bordo e l’ora. I VHF portatili sono strumenti in grado di resistere a
condizioni severissime (quelli a norma GMDSS anche all’immersione e alla caduta
dall’altezza di un metro) e a shock termici o meccanici molto forti. Le
batterie moderne hanno ormai tempi di durata che superano, anche grazie a
funzioni software che minimizzano il consumo, le 12 ore di un utilizzo
considerato normale (80% in stand-by, 10% in ricezione e 10% in trasmissione).
Ovviamente l’antenna dei portatili non ha la stessa resa di quelle fisse e la
portata, più che dalla minor potenza di emissione (max 5W), è proprio
condizionata da questo fattore. Le frequenze usate dagli apparati hanno un
comportamento, per quanto riguarda la propagazione, che si avvicina
notevolmente a quello delle onde luminose. Nelle migliori condizioni possibili,
non può superare le 40-50 miglia. Poi entra in gioco la curvatura terrestre che
impedisce una maggior propagazione. Mediamente si viaggia su portate ben più
limitate: una quindicina di miglia per i fissi e meno di 10 per i portatili. E’
inservibile, se non per le comunicazioni barca-barca, per chi naviga lontano
dalle coste.
Vantaggi: costi di acquisto e gestione, praticità di utilizzo, diffusione.
Svantaggi: portata limitata.
Cellulari GSM
Sono divenuti lo strumento principe per comunicare a bordo a patto di entrare
nelle zone di copertura. Hanno anche incrementato la sicurezza di chi naviga e
contribuito a decongestionare il traffico Vhf. Lungo le coste italiane
componendo il 1530 con un telefono cellulare si entra in contatto diretto con
la Centrale Operativa del Comando Generale delle Capitanerie di Porto - Guardia
Costiera, che attiva le eventuali operazioni di soccorso. I telefonini di nuova
generazione, che navigano direttamente su internet, garantiscono anche l’
acquisizione di servizi aggiuntivi quali le previsioni meteo. Collegati ad un
pc consentono l’accesso all’enorme mole di dati e servizi disponibile su
internet. I nuovi sistemi mobili Umts prevedono una maggior larghezza di banda,
supportando oltre che internet ad alta velocità, la trasmissione di filmati e
foto.
Vantaggi: economico, di facile utilizzo, poco ingombrante. Svantaggi:
propagazione ridotta a poche decine di miglia.
HF, BLU o SSB
Si tratta di apparecchiature multibanda in grado di trasmettere e ricevere su
frequenze che generalmente vanno dai 1605 ai 23.000 kHz. A differenza delle
comunicazioni in Vhf che hanno una portata limitata a poche miglia, le
trasmissioni in SSB possono, grazie al fenomeno della rifrazione e riflessione
sugli strati alti della atmosfera terrestre, coprire distanze considerevoli
superando la barriera della curvatura terrestre. Diventa così possibile
comunicare anche a grande distanza dalle coste e persino nelle zone (oltre i
70° di latitudine) interdette a molti sistemi di comunicazione satellitare.
Il canale internazionale di soccorso con frequenza di 2182 kHz svolge le stesse
funzioni del canale 16 in VHF. L’uso di queste apparecchiature è piuttosto
complesso ed è richiesta una competenza specifica oltre che un’abilitazione all’
uso. Le apparecchiature marine, dotate di accordatore automatico d’antenna e
componentistica resistente agli agenti atmosferici sono notevolmente più
costose di quelle radioamatoriali, ma anche più semplici da usare. I
ricetrasmettitori in onde corte, collegati con un pc, tramite appositi
programmi che guidano notevolmente l’utilizzo, sono in grado di visualizzare le
carte del tempo di tipo meteofax e le foto provenienti dai satelliti
meteorologici o i messaggi Navtex.
Vantaggi: funziona dappertutto, anche sopra i 70° di latitudine. Svantaggi:
richiede una certa dimestichezza per essere usato in maniera appropriata, costo
elevato.
I sistemi satellitari
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