Lunga sosta ad Asilah
Una volta a terra un gran numero di bimbi ci corse incontro urlandoci “hallo-
hallo” e chiedendoci qualche spicciolo.
Il corteo ci seguì per qualche tempo e poi si diradò lasciandoci liberi di
camminare tra le strade polverose, talvolta abbellite da alberi. La medina era
tranquilla rispetto a quella di Tangeri, e le case più ordinate. Alcuni murales
dai colori accesi ricoprivano le facciate. Mentre rientravamo notammo alcuni
grossi pescherecci affiancarsi alla banchina.
Gli passammo a fianco ai pescherecci e ossuti uomini dalla pelle scura
scaricavano pesci di grandi dimensioni e tonni. Alcuni marinai da bordo ci
salutarono sorridenti così approfittai per chiedere se potevano venderci un
pesce. L’uomo al quale mi rivolsi si girò verso il capitano, il quale fece un
cenno con il capo. Questi sparì nella stiva e risalì con un grosso dorado. Me
lo porse stringendolo per la coda e lo afferrai. Pesava almeno cinque chili.
Gli chiesi quanto volesse e disse in un italiano stentato “regalo”.
Dopo Asilah andammo a Mohammedia e poi a Casablanca. Fummo sempre ben accolti e
il “pesce regalo” fu una costante. Conoscemmo persone gentili e giovani che
cercavano di guadagnarsi da vivere facendo assistenza agli yacht di passaggio,
come piccoli lavori di manutenzione o riparazioni.
Allo Yacht Club di Casablanca un francese aveva il motore in panne. Non aveva
pezzi di ricambio e non sarebbe stato facile farseli spedire. Un ragazzo
robusto, contattato dal direttore dello Yacht Club, visionò il motore del
francese e dopo pochi giorni lo fece ripartire con il motore in ordine. Aveva
riparato alcuni pezzi che da noi si sarebbero gettati perché costa meno
sostituirli che aggiustarli.
Durante la nostra permanenza ci accadde di osservare lavori eseguiti da
artigiani dalle mani d’oro che riparavano oggetti ridotti in condizioni
pietose. Abbiamo visto meccanici entrare in angusti vani motore di barche a
vela e lavorare con disinvoltura in posizioni impossibili. Parlando con varie
persone nei porti abbiamo avuto la sensazione delle grandi aspettative della
gente riguardo allo sviluppo del turismo nautico lungo le loro coste.
L’arrivo di barche straniere è visto come un’opportunità di lavoro e le
imbarcazioni che giungono nei porti lungo la costa atlantica sono benvenute e
le formalità burocratiche d’ingresso e d’uscita non sono più macchinose, ma
semplici e veloci e costituiscono l’occasione per conoscere persone locali ed
entrare in sintonia con il luogo.
segui Velaemotore.it su: