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Olimpiadi di Londra, seguile con Vela e Motore

Inizia il nostro viaggio olimpico con la classe RS:X. Il windsurf ci ha regalato le più grandi soddisfazioni con Alessandra Sensini. Londra sarà la sua sesta Olimpiade. Un record difficilmente raggiungibile...

Olimpiadi di Londra, seguile con Vela e Motore

Iniziamo questa rassegna sulle classi olimpiche con quella che, nelle ultime stagioni, ci ha regalato le maggiori soddisfazioni: le tavole a vela, per anni decisamente snobbate dai puristi e ora fiore all’occhiello della Federazione Italiana Vela grazie  alla “capitana” Alessandra Sensini: dopo tre prove di selezione tiratissime, è riuscita nelle acque di Riva del Garda a  conquistare i punti necessari per superare la giovane e tenace rivale Laura Linares, e staccare un biglietto per la sua sesta olimpiade, ennesimo record nel ricchissimo palmares della grossetana.

L’RS:X è una delle classi più recenti, è stata introdotta lo scorso quadriennio in vista dei giochi di Pechino 2008, sostituendo il Mistral che aveva rappresentato il windsurf dal 1996 al 2004.

La nuova tavola, prodotta da Neilpryde, rappresenta un deciso salto in avanti rispetto alle vecchie tavole lunghe e strette, più facili di bolina e con aria leggera (le così dette longboard): molto più simile alle moderne “Formula”, permette velocità maggiori soprattutto nelle andature portanti e con aria sostenuta, dal momento che la maggior superficie della tavola permette di partire prima in planata. Ha due formati di vela, una da 9,5 mq per gli uomini e una da 8,5 mq per le donne.

Alessandra Sensini è l'atleta più medagliata della storia della Fiv, il suo palmares vanta un oro (Sydney 2000), un argento (Pechino 2008) e due bronzi (Atlanta 1996 e Atene 2004), tre campionati del mondo e tre europei, solo per citare i più importanti.

La concorrenza sarà però agguerrita: in casa spagnola la lotta alla qualificazione è ancora aperta tra Blanca Manchon e Marina Alabau. Anche le francesi combattono duramente, con quattro atlete che possono puntare alla qualificazione olimpica: Pauline Perrin, Charline Piccon, Eugénie Ricard e Marine Rambaud. Chi invece guarda ai Giochi già con determinazione è l’inglese Bryony Shaw, medaglia di bronzo a Pechino.

Anche in campo maschile, le tavole hanno regalato emozioni per la qualificazione italiana: tra i tre giovanissimi contendenti (Riccardo Belli dell’Isca, Fabian Heidegger e Federico Esposito), gli ultimi due si sono contesi il posto in squadra fino all’ultima e decisiva tappa a Riva Del Garda, quando il napoletano Esposito è riuscito a prevalere sul più esperto (e olimpionico a Pechino) Heidegger.

Per Federico sarà la sua prima esperienza olimpica, e avrà bisogno di tutta la sua tenacia per riuscire a emergere in mezzo ai veterani della classe.

Favorito indiscusso è il polacco Piotr Myszka, a  ruota seguono i due israeliani Nimrod Mashich e Shahar Zubari, bronzo olimpico a Pechino. Curiosa la storia della tradizione surfistica israeliana, iniziata da Gal Fridman, che è stato bronzo ad Atlanta, e otto anni dopo ad Atene si è fregiato dell’onore di essere il primo israeliano di sempre a vincere il metallo più prezioso ai Giochi Olimpici. Da tenere sotto osservazione anche il neozelandese Tom Ashley e il francese Julien Bontemps, rispettivamente oro e argento a Pechino.

Curioso come dopo le scorse olimpiadi gli atleti cinesi siano usciti dai primi posti delle regate internazionali, nonostante a Quindao la leggerissima  Yin Jian abbia negato l’oro alla nostra Alessandra e Aichen Wang abbia concluso settimo la classifica maschile.

In campo femminile l’Italia si è presentata con 3 atlete in grado di conquistare la qualificazione. Sensini a parte, parliamo della giovane marsalese Laura Linares, classe 1990, in forze alla Marina Militare, mattatrice dei mondiali giovanili Isaf dove ha vinto due bronzi e due ori (il primo nel 2004 a soli 14 anni), ha fatto il suo ingresso in squadra olimpica a soli 18 anni e quest’anno ha sfiorato la sua prima olimpiade.

Terza e “schiacciata” dall’alto e dal basso, la romana Flavia Tartaglini, che ormai da anni regata ad alti livelli all’ombra della Sensini senza però riuscire a trovare lo spunto per sfondare. E come se non bastasse, giovani leve stanno crescendo ancora, con ben tre atlete classe 1994 già in squadra C: tra loro Veronica Fanciulli, recente Campionessa del Mondo Isaf quest’estate in Croazia.

In campo maschile la situazione è diversa, perché in tre ragazzi più o meno coetanei da anni sgomitano per la leadership italiana, parliamo di Federico Esposito, Riccardo Belli dell’Isca e Fabian Heidegger. Le medaglie delle ragazze però sono ancora lontane, ma siamo sicuri che la competizione serrata tra questi atleti che si alternano alla guida della squadra li porterà lontano.

E il futuro della tavola olimpica? Questo è il tema più incerto, perché la presenza ai Giochi di Rio 2016 è minacciata dall’arrivo del Kitesurf, proposto per aumentare la spettacolarizzazione della vela e il suo appeal televisivo, che ormai ha surclassato il windsurf sulle spiagge di tutto il mondo oltre che tutti i record di velocità su acqua. Questo costringerebbe i windsurfisti a una conversione forzata. Nei prossimi mesi l’Isaf comincerà con i trials, e a maggio si sapranno i risultati. Sarà Weymouth l’ultima olimpiade per le tavole a vela? Non ci resta che attendere, e incrociare le dita per i nostri ragazzi.

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