Il ritorno di Tirrenia II

6 June 2018
Il ritorno di Tirrenia II
Tra pochi mesi, al compimento dei 105 anni dal varo e dopo dieci anni di assenza dal circuito di regate dedicate alle vele d’epoca, Tirrenia II tornerà a navigare grazie al restauro tuttora in corso presso il Cantiere Navale Francesco Del Carlo di Viareggio, specializzato da oltre mezzo secolo nel refitting di scafi in legno
Il ritorno di Tirrenia II

Tirrenia II, ex Sappho e ex Dodoni, è un ketch aurico lungo 18,54 metri costruito in fasciame di teak nel 1914 dal cantiere H.R. Stevens di Southampton (UK) su progetto dell’inglese Frederick Sheperd. La barca è una delle poche che possa vantarsi di avere attraversato oltre un secolo di storia dello yachting senza mai rischiare di venire definitivamente abbandonata o, peggio, di essere demolita come già successo in passato a tanti scafi in legno ultracentenari.

Nel 1925 l’armatore Guido Fiorentino ha rinominato il ketch Tirrenia II, associando alla barca una coppa da assegnare ogni anno all’imbarcazione che avesse compiuto la più lunga crociera in Mediterraneo.
Nel corso della sua vita ha subìto la trasformazione dell’armo velico, passato da ketch aurico a bermudiano come testimoniato anche dalle foto del grande fotografo di vela Beken of Cowes, per poi tornare aurico in epoca recente.

Tra il 1981 e il 1989 la barca è appartenuta al norvegese Peter Jespersen, che ha percorso oltre 20.000 miglia di mare svolgendo crociere scuola e charter tra il nord Europa, i Caraibi e il Venezuela. Proprio oltreoceano è stata acquistata da Gianni Loffredo, storico ex presidente dell’AIVE (Associazione Italiana Vele d’Epoca) che, tra il 1991 e il 1992, dopo averla trasferita in Mediterraneo su una nave cargo, ha affidato il restauro integrale al cantiere Pitacco, Luxich e Ferluga di Muggia, vicino a Trieste, sotto la direzione lavori del grande progettista triestino Carlo Sciarrelli. Il fasciame in teak si presentava ancora in buone condizioni e gli interni in radica avevano mantenuto gran parte della loro originalità.

Fino al 2009 Tirrenia II ha partecipato a innumerevoli eventi e regate in tutto il Mediterraneo, tra cui il raduno di vele d’epoca di Imperia e l’Argentario Sailing Week di Porto Santo Stefano.
Tra gli storici ex-skipper anche la navigatrice, scrittrice e architetto Lucia Pozzo, già comandante di scafi importanti come la goletta aurica Zaca del 1928, Stint del 1908 e Emilia del 1930.

Con i nuovi armatori la rinascita di Tirrenia II

Il ritorno di Tirrenia II

Nel 2016, dopo essere sempre stata rimessata presso il cantiere Del Carlo, l’imbarcazione è stata acquistata all’asta da una coppia di armatori lombardo-piemontesi, innamoratisi delle linee d’acqua e dell’eleganza di uno scafo unico nel suo genere.

Il restauro è stato affidato allo stesso Del Carlo, già autore in passato di innumerevoli refitting come quelli di Patience, Anni Venti, Alzavola, Magda XIII, Estella, Ilda, Mopi, Oenone, Capitan Lipari, Barbara e Eilean.
L’esperto consulente di restauri Enrico ‘Chicco’ Zaccagni è stato invece investito del compito di restoration manager. Numerosi i lavori compiuti nel corso degli ultimi due anni. Tra i più importanti lo smantellamento dei torelli di dritta e sinistra (le prime tavole del fasciame partendo dal fondo), lo smontaggio della zavorra in piombo con relativa sostituzione dei prigionieri e la ricostruzione della nuova chiglia lunga 9,25 metri, composta da due tavole di mogano, per uno spessore di 16 centimetri e un peso di circa 250 chilogrammi. Nella nuova chiglia è stata sagomata la battura, ovvero quel ‘gradino’ o incastro che accoglie la prima tavola del fasciame.

Tra gli altri interventi la sverniciatura integrale dello scafo, la messa a dimora di circa 100 metri lineari di tavole dell’opera viva e opera morta, la sostituzione della vecchia viteria di serraggio con altra in bronzo-silicio, la nuova gommatura del ponte in teak. Ricostruito anche un nuovo timone in legno di mogano.

Nei prossimi mesi, una volta completati gli interventi allo scafo, si procederà all’installazione del nuovo propulsore, degli impianti elettrico e idraulico e alla revisione della complessa e sempre affascinante attrezzatura velica, composta da chilometri di cavi e da un set di circa sette vele. Tirrenia II tornerà splendida come un tempo e sicuramente non mancherà di tornare a fare parlare di sé.

I dati

Il ritorno di Tirrenia II

TIRRENIA II, i dati

Anno varo: 1914
Cantiere: H.R. Stevens (Southampton – UK)
Progetto: Frederick Sheperd (UK)
Armo velico: ketch aurico (gaff ketch)
Lunghezza: m 18,54
Lunghezza al galleggiamento: m 13,73
Larghezza: m 3,85
Pescaggio: m 2,20
Dislocamento: t 28
Materiale scafo: legno
Superficie velica: mq 176

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Sposta