Prima Classe
Grandi chef, servizio raffinato, sontuosità in ogni dettaglio. Nell’epopea dei
transatlantici l’arte culinaria è declinata alla sua più alta espressione e i
ristoranti della first class sono luoghi unici. Per una crociera irripetibile.
Gloria Swanson, ne “Il viale del tramonto” diretto da Billy Wilder, guardando
sè stessa in un vecchio film muto, maledice l’avvento del sonoro che ha
distrutto tanti miti della settima arte, da Rodolfo Valentino a John Gilbert:
«Io sono sempre grande. E' il cinema che è diventato piccolo».
Il mito si alimenta di fatti realmente accaduti e di leggende.
La grande epopea dei transatlantici che solcavano l’oceano ospitando i
passeggeri della “first class” (o “class cabine”) in un mondo a parte, anche di
questo si è nutrita e non è un gioco di parole: l’arte culinaria declinata alla
sua più alta espressione.
Ben altra “cosa”, sono ora, le navi da crociera e i menù dei loro ristoranti.
Non se ne abbiano gli armatori dei colossi che incrociano nelle acque
caraibiche, il confronto è impossibile perché altri e affatto diversi sono i
parametri dell’intendere “l’art de vivre” a bordo di una nave.
I cuochi dell’Aquitania davanti alla torta a forma della nave
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