Basta abbassare le manette che danno gas ai due Yamaha F 300 per essere
proiettati verso i 40 nodi. Facile, si potrebbe pensare, considerando che 600
cavalli sulla poppa sono abbastanza per prestazioni ragguardevoli. Troppo
facile se non fosse che il Tempest 1000 quella velocità la raggiunge nel tempo
di un respiro profondo e, soprattutto, con la tranquillizzante sensazione di
sicurezza e potenza. Il giorno della prova c’era un’onda lunga non certo
preoccupante ma senz’altro in grado di mettere in crisi scafi poco dotati. Per
l’ultimo “giocattolo” dei cantieri Capelli non è stato così: l’onda viene
aggredita con nonchalance, il Tempest non si scompone, neppure con il mare al
traverso. Anche in velocità la profonda V di prua e di poppa regala una
gradevole qualità della vita a bordo: sempre dolce e senza scuotimenti,
permette di non mettere a dura prova le vertebre degli ospiti. E non è soltanto
la velocità assoluta a impressionare (53 nodi sono in grado di colpire anche il
più smaliziato dei gommonauti) ma soprattutto la rapidità con cui si
raggiungono questi numeri: basti pensare che, per entrare in planata, sono
sufficienti 2,6 secondi a soli 9,5 nodi e al regime di 1.900 giri dei due
motori. Bene la carena ma anche della coppia dei due fuoribordo Yamaha che,
con 600 cavalli, rappresentano la potenza massima applicabile e appaiono come l’
attrezzatura più opportuna per sfruttare al massimo questo dieci metri.
A 2.000 giri si viaggia già oltre i 28 nodi mentre il regime di crociera si
attesta tra i 3.500 – 4.000 giri dei due V8 che si traduce in un range tra i 30
e 35 nodi. Una prestazione più che interessante a conferma del carattere
sportivo dello scafo e, soprattutto, delle qualità marine. Il Tempest 1000
arriva al limite dei 53 nodi. Tanto basta per accontentarsi e ritirare le
manette con una saggia e prudenziale decisione con la convinzione che, in caso
di necessità, si può contare su quella che si potrebbe eufemisticamente
definire rapidità.
segui Velaemotore.it su: