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Toscana isole vicine

Capraia La prima tappa, più settentrionale, è Capraia. Avvicinandosi, l’isola appare massiccia e con alte scogliere. Giunti sotto costa ci si rende conto di come il litorale sia frastagliato e offra numerosi ridossi, praticabili però solo con tempo buono. Il porticciolo, unico punto ben ridossato, è un piacevole paesino colorato e vivace. Come ci capita spesso di vedere nelle isole mediterranee, l’ abitato storico sorge in posizione protetta ed elevata. Qui domina da so...

Capraia La prima tappa, più settentrionale, è Capraia. Avvicinandosi, l’isola appare massiccia e con alte scogliere. Giunti sotto costa ci si rende conto di come il litorale sia frastagliato e offra numerosi ridossi, praticabili però solo con tempo buono. Il porticciolo, unico punto ben ridossato, è un piacevole paesino colorato e vivace. Come ci capita spesso di vedere nelle isole mediterranee, l’ abitato storico sorge in posizione protetta ed elevata. Qui domina da sopra la scogliera di Punta Ferraione, dove sorgono le imponenti mura del Forte San Giorgio. A dispetto del nome, l’Ansa Il Morto, sulla punta meridionale dell’ isola, è una rada affascinante, perché circondata da scogli vulcanici scuri e gremita di gabbiani e cormorani. Elba – Marciana Da Capraia facciamo rotta per 140° circa, verso la punta occidentale dell’Elba. Marciana Marina, il porto che incontriamo sulla costa settentrionale dell’ isola, è un centro balneare cresciuto attorno a un piccolo borgo di pescatori. Il luogo è sicuro e protetto da un lungo molo. Se in porto non ci fosse posto, situazione assai frequente in agosto, ci si può spingere un miglio più a est, dove tre golfi offrono numerosi ormeggi, il Golfo di Viticcio, quello della Biodola e quello di Procchio. Viticcio è considerata la spiaggia più bella e, con tempo buono, l’ormeggio è piacevole, su un fondo di sabbia chiara, proprio sotto al promontorio di Capo d’Enfola. Il Golfo della Biodola, orlato anch’esso da una spiaggia frequentata, ha un buon ancoraggio nel calanco che chiude il golfo, bisogna però fare attenzione a una secca. Infine il Golfo di Procchio, che come i precedenti ha una spiaggia rinomata, d’estate ha numerosi gavitelli per le barche dei proprietari delle case attorno. L’ormeggio più carino è “dietro” all’Isola Paolina, ma bisogna avere un po’ di dimestichezza, perché gli spazi sono limitati. La nostra rotta riprende verso ovest e verso sud; non appena doppiato il capo c’è Fetovaia: una bellissima rada ben ridossata dove l’ ormeggio è sicuro. Per la bellezza della costa, la spiaggia e il fondo buon tenitore, è spesso affollata, bisogna quindi arrivare abbastanza presto. Dopo una notte in rada, soli con il mare e le stelle, possiamo avere voglia di una serata mondana a terra. L’ideale in questo caso è Marina di Campo, la capitale della movida elbana. I posti in banchina sono pochi, nella rada però ci sono molti gavitelli o si può dar àncora davanti alla spiaggia, dove il fondo è buon tenitore. Il paese è vivace e divertente, affollato di ragazzi e turisti di ogni età, ma anche dei giovani elbani. I ristoranti sono numerosi e, dopo cena, i numerosi locali dell’entroterra si affollano fino alle prime luci dell’alba. Giglio Ritorniamo a volgere la prua a sud-ovest e affrontiamo le 35 miglia che ci separano dall’Isola del Giglio con le brezze diurne al traverso, lasciando a dritta Pianosa e Montecristo. Arrivando da nord, quando avvistiamo terra si tratta di Punta del Fenaio che, per chi è fresco di esame della patente nautica, è un incubo visti il numero di problemi di carteggio che partono proprio da qui. Il porticciolo di Giglio Marina, con le case strette e colorate, accoglie le barche con le due dighe che chiudono la bella insenatura. Il paese è piccolo, ma piacevole. Non bisogna perdersi una gita a Giglio Castello, il villaggio antico che sorge sulla montagna, al riparo delle fortificazioni del XIII secolo. Arrivarci a piedi è gita adatta per i più allenati. Dal porto però ci sono collegamenti in bus ogni mezz’ora. Dall’alto si gode una vista magnifica sulla costa ovest dell’isola. Tra le viuzze lastricate si trovano ottime trattorie e ristorantini dove mangiare ottimamente, anche se i prezzi non sono sempre economici. Giannutri Solo 8 miglia più a sud arriviamo a Giannutri, l’isola più piccola dell’ arcipelago. Qui non vi è alcun porto, ma il golfo e la cala degli Spalmatoi offrono ridossi sicuri. L’insenatura è affascinante, orlata di scogliere, il fondo non è buon tenitore, l’ormeggio quindi può presentare qualche difficoltà, la soluzione migliore è data dall’angolo sud ovest, magari con una cima a terra. La cala Spalmatoi, che offrirebbe un ormeggio migliore, in estate è gremita di gavitelli per le barche delle ville circostanti, ma con un po’ d’ esperienza è possibile ormeggiarsi all’imboccatura dell’ansa. Argentario Essendo a sole 10 miglia dal promontorio dell’Argentario ci concediamo una serata “chic” a Porto Ercole. L’antico borgo di pescatori, sormontato da due fortezze spagnole, è un porto perfettamente ridossato e un centro turistico di prima grandezza. Non è sempre facile trovare posto, ma ne vale davvero la pena, quindi si può provare a prenotare. Di nuovo verso nord Tornando verso nord, facciamo una sosta nel pittoresco paesino di Castiglione della Pescaia, dove l’ormeggio è lungo la foce del fiume Bruna. Prima di concludere la vacanza torniamo a passare dall’Isola d’Elba. Dirigiamo questa volta verso Porto Azzurro, un paesino colorato, sulla costa ovest dell’ isola. L’ingresso al tramonto per noi è uno spettacolo, con il cielo che si tinge di rosso dietro alle colline che orlano il golfo. I pontili galleggianti sono perfettamente attrezzati, ma se non vi fosse posto, il fondo in rada è ottimo tenitore, anche se a volte la risacca può essere fastidiosa. La sera le vie del paese si animano di visitatori e di bancarelle, in un’atmosfera allegra e rilassata. Un consiglio gastronomico è una cena al ristorante Il Delfino. Posto su palafitte nel porto, l’ambiente è informale, ma la cucina tipica è saporita e di ottima qualità. La mattina il paese è inondato di luce e le colline circostanti friniscono di cicale, è quasi un peccato dover salpare. Portoferraio Ultima tappa del viaggio è Portoferraio, lo scalo più grande dell’Elba. La darsena medicea è sempre affollatissima, quasi impossibile trovare posto, si può provare ai cantieri Esaom Cesa o lasciare la barca nella vasta rada, dove il fondo è ottimo tenitore. Il paese con le case intonacate con i colori della terra risale al XVIII secolo ed è piacevole da girare a piedi, ma una passeggiata da non perdere è quella alla cittadella del XVI secolo. Qui l’ atmosfera è così magica da portare Rod Heikell, autore di uno dei più autorevoli portolani, a scrivere: “Non riesco proprio a capire perché Napoleone abbia voluto andarsene.” Ed infatti è qui che l’Imperatore fu esiliato tra l’ aprile 1814 e il marzo 1815, come testimoniano la Palazzina dei Mulini e Villa San Martino, sue residenze e le numerose infrastrutture (miniere, strade e difese) che egli fece costruire. Attraversiamo ancora una volta il Canale di Piombino che ci separa dalla terra ferma e ci prepariamo a lasciare la barca al Marina di Salivoli. Un altro consiglio culinario: prima di chiudere la vacanza concediamoci una cena finale al ristorante Lo Scoglio d’Orlando, all’interno del Marina. Qui l’atmosfera è cordiale e i piatti ottimi (da non perdere l’ ouverture con 5 antipasti).

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