E in effetti i vantaggi in termini di pulizia del flusso d’acqua in cui le
eliche lavorano (così importante al fine del rendimento) si sentono. Inoltre il
piede poppiero è orientabile, sia lateralmente, con lo sterzo, che
verticalmente con i trim, consentendo al timoniere di posizionare il flusso
delle eliche in perfetta armonia con l’assetto dello scafo e con la direzione
da seguire.
Questa architettura (insieme a Ips e Zeus) consente l’utilizzo di doppie eliche
controrotanti, che aumentano la capacità del propulsore di scaricare la potenza
in acqua. Lo scotto da pagare però non va dimenticato: maggior complessità
meccanica (con conseguenti costi di manutenzione) e capacità di sopportare
potenze limitate: allo stato attuale, infatti, i piedi poppieri reggono “solo”
potenze dell’ordine dei 350-370 cavalli per i motori diesel e circa 420 cavalli
del grosso 8,1 litri a benzina.
Al timone Ottima manovrabilità, prontezza di risposta alle manette del gas e
notevole velocità: queste sono le sensazioni che subito colpiscono chi si mette
al timone di una barca con piedi poppieri. La manovrabilità è dovuta la fatto
che le eliche spingono proprio nelle direzione in cui si vuole andare e che l’
angolo di sterzata non dipende tanto da quanto è aperto il gas in quel momento
ma semplicemente dall’angolo di barra: una bella differenza rispetto alla linea
d’asse. Certo: oggi quasi tutte le barche sono dotate di eliche di prua, ma
manovrare in certe condizioni di vento e di spazio ristretto con i piedi
poppieri è la scelta più razionale.
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