Vincenzo Poerio, coordinare un grande evento

24 gennaio 2018
Vincenzo Poerio, coordinare un grande evento
Vincenzo Poerio è amministratore delegato e presidente del Distretto della Nautica e della Portualità Toscana, partner di Fiera Milano, ente che organizza il Versilia Yachting Rendez-vous. È la persona che ha saputo coordinare e accordare tutte le realtà coinvolte, le aziende, le istituzioni territoriali per trasformare in realtà l’idea originaria di Nautica Italiana: un grande appuntamento dedicato alla nautica dell’alto di gamma

«Il Versilia Yachting Rendez-vous è un esempio di successo del sistema imprenditoriale italiano. Organizzare un’esposizione con i megayacht in acqua nelle darsene di Viareggio, significa riportare queste creazioni, frutto dell’ingegno e della capacità produttiva italiana, esattamente nel luogo dove prendono forma e sostanza», illustra Poerio.
La via Coppino, cuore di un distretto industriale famoso nel mondo e le strade parallele della Darsena di Viareggio ospitano 700 imprese legate al settore superyacht (produzione, fornitura, servizi). Nel corso degli anni, i cantieri navali hanno costruito veri e propri gioielli e leggende del mare che sono appartenuti o appartengono a importanti imprenditori, figure e personaggi famosi al mondo, ma di casa in città.

«Chi desidera possedere un megayacht si affida al cantiere navale e alle sue professionalità come nella scelta di realizzare la propria abitazione dei sogni», chiarisce il presidente. «Non si tratta semplicemente della costruzione dell’imbarcazione da diporto, ma grazie al nostro supporto, l’armatore sceglie le varie figure professionali coinvolte: a partire dal cantiere navale, dal progettista e dal designer d’interni. Poi, il project manager che dovrà seguire la realizzazione, sceglierà le aziende o le persone responsabili degli aspetti più tecnici, ma sarà sempre una decisione personale».

Dunque un mercato molto differente da quello delle imbarcazioni sotto i 24 metri, in cui l’intero pacchetto è offerto dal cantiere così com’è o comunque con meno possibilità di personalizzazione?
«La Darsena di Viareggio e le vie limitrofe che formano il distretto hanno il potenziale per diventare una grande via dello shopping nautico di altissima gamma, ma con i plus di essere integrata nella trama produttiva. Trama che non si esaurisce con i cantieri navali e le imprese del territorio, ma raggiunge altri regioni in Italia e all’estero.
C’è un’osmosi continua tra i vari distretti nautici italiani e ci auguriamo che ce ne sia sempre di più. Aziende e cantieri della Versilia si confrontano e operano con imprese marchigiane e romagnole. Azimut Benetti, il cantiere che dirigo, realizza gli stampi in vetroresina per i superyacht sull’Adriatico, ma gli allestimenti sono realizzati nei cantieri di Viareggio. Il Versilia Yachting Rendez-vous punta a mettere in mostra i punti di forza di un sistema produttivo italiano di successo, riproducibile anche negli altri distretti nautici del nostro Paese».

Perché un evento come il Versilia Yachting Rendez-vous nasce proprio a Viareggio?
«Alla base c’è tutto quanto ho già esposto: la possibilità di assistere a una sfilata di moda nella sartoria in funzione, un evento dedicato a una delle massime espressioni dell’artigianalità, della creatività, ma anche dell’industria italiana con protagonisti di rilievo come Nautica Italiana e Fiera Milano. A tutto ciò si è poi affiancata la disponibilità delle varie istituzioni del territorio: dal Comune di Viareggio alla Regione Toscana passando per Autorità Portuale Regionale e Capitaneria di Porto di Viareggio. Non ultimo, il fatto che questo distretto, unico al mondo, sia inserito in uno meraviglioso contesto dal punto di vista ambientale, turistico, culturale: la Versilia. Poter offrire agli armatori, a chi le barche decide di farsele fare come si è visto sopra, Forte dei Marmi, le gallerie d’arte di Pietrasanta, le eccellenze mondiali di
qualsiasi tipo, paesaggistiche, storiche, ambientali, artistiche, enogastronomiche della Toscana è un vantaggio che vale la pena sfruttare. Non per promuovere la nautica viareggina, ma per promuovere la nautica italiana: se realizzo una borsa a Napoli, o anche se produco in Valdarno la pelle che sarà poi utilizzata da quello stilista napoletano per la sua borsa, sono ben felice che il frutto del mio lavoro sia esposto in via Montenapoleone a Milano, lo stesso vale per una barca e le sue molte componenti».

Come dire, in una logica che ricalca il pensiero di McLuhan: il luogo è il messaggio. Viareggio e la sua darsena come castoni simbolici della pietra preziosa che è la nautica.
«Alla fine del viaggio attraverso questo evento si scopre qualcosa che altrimenti rimane segreto: come si costruisce una barca. Quindi da una parte l’aspetto glamour della nautica, il più facilmente spendibile e comprensibile, dall’altra quello tecnico, più ostico per il grande pubblico, ma fondamentale per garantire la qualità dell’oggetto finale».

Come si dà evidenza a questa necessaria complessità e come si mette in mostra l’aspetto meno luccicante?
«La possibilità di creare un salotto nautico esteso, che comprende anche eventi collaterali non solo a Viareggio, dentro una fabbrica aperta è il modo migliore per mostrare a che livello di integrazione, innovazione e sviluppo tecnologico sono arrivati i professionisti e le aziende che lavorano qui. Oggi la figura del fornitore è evoluta. Non si parla quasi più di prodotti, ma di progetti integrati. Non si forniscono le lampadine, ma un servizio di illuminotecnica che si coordina con progettisti, arredatori, impiantisti e con chi si occupa di domotica, ad esempio. Oggi essere artigiani di successo significa essere aggiornati con ciò che offre la tecnologia. Significa tracciare elettronicamente un pezzo installato in un impianto per monitorarne la vita e poter intervenire in modo puntuale nel caso in cui sia necessario. Qui riusciamo a mostrare che l’attenzione personale dell’artigiano verso il suo lavoro passa anche attraverso un linguaggio costituito da bit e database oltre che da creatività e bellezza o, in alternativa, funzione tecnica».

Belle premesse che rendono interessanti i giorni dal 10 al 13 maggio, per chi si fa vedere e per chi visiterà Viareggio, ma per chi a Viareggio ci deve vivere anche gli altri 361 giorni dell’anno quanto pesa questo Versilia Yachting Rendez-vous?
«In senso positivo, ha molto peso per la città. Essendo un distretto industriale vivo con darsene e ormeggi occupati, lo spostamento delle barche normalmente ormeggiate va organizzato in maniera ineccepibile per dare spazio ai 100 super yacht in esposizione. Per le imprese che operano in quell’area le difficoltà maggiori riguardano la mobilità e la viabilità che viene modificata necessariamente per allestimenti e evento, ma in un periodo circoscritto e comunicato per tempo. A fronte di un ritorno, in termini economici, importante quantificato in 6 milioni di euro che il Versilia Yachting Rendez-vous porta alla Versilia (ristoranti, hotel, servizi, shopping, trasporti ecc.). In ultimo, vorrei sottolineare i benefici infrastrutturali che la kermesse ha portato e porterà per la città: pulizia degli specchi acquei, catenarie per gli ormeggi delle darsene, illuminazione pubblica, adeguamento delle colonnine di servizi in banchina, asfaltature e nuovi marciapiedi solo per citare alcune opere legate alla scorsa edizione. Per questa edizione, saranno in programma nuovi interventi. Tutto questo conta. L’abbiamo visto anche dall’entusiasmo con cui Viareggio attende il prossimo Versilia Yachting Rendez-vous».

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