22 giugno 2019

A bordo del Christina O

Simbolo e potenza del bel mondo. Inizia proprio a bordo della nave di Aristotele Onassis la corsa alla barca per apparire, conquistare e sentirsi potenti

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Adesso questa vecchia nave militare canadese, comprata e trasformata da “Ari” Aristotelis Socratis Onassis in panfilo, con le sue linee morbide e antiche fa tenerezza. Eppure è la nave che ha insegnato al mondo che in barca le cose “succedono”. La prima su cui sono stati puntati gli obiettivi dei settimanali alla caccia del pettegolezzo, dell’avventura.

Ari era nato in Turchia il 20 gennaio 1906 da famiglia greca, scampato alla rivoluzione di Ataturk a ventidue anni era in Argentina dove diventa console greco. Durante la Grande Depressione, tutti vendono in preda alla crisi lui (a 29 anni) compra navi mercantili a prezzi ridicoli e diventa armatore iniziando la sua inarrestabile scalata che lo porterà a essere uno degli uomini più ricchi del mondo. Si prende il lusso anche di fondare nel ’57 la Olympic Airways.

Nei rutilanti anni Sessanta è a Montecarlo, è un reuccio e la principessa Grace, che non ne subisce il fascino, lotta contro di lui perché l’economia del principato non sia legata a doppio filo alle sue fortune. Onassis “controlla ”controllare da vicino l’economia e le scelte del Principato di Monaco.

Il Christina O è già lì, una nave vera in mezzo a delle barche, ai legni, alle golette. A bordo salgono i potenti e le donne più belle del mondo. Lui aspetta tutti nella irraggiungibile libreria, dove il caminetto di lapislazzuli illumina e riscalda un ambiente dove qualche volta si decidono le sorti del mondo.

Maria Callas, la divina

Lui è padrone assoluto non solo della barca, ma anche delle atmosfere che crea, come ogni skipper è l’uomo da battere, la calamita per tutti gli sguardi. Quando Maria Anna Sophie Kalogeropoulos e Giovanni Battista Meneghini salgono a bordo, lei è il soprano più famoso del mondo, nata in America da genitori greci.

Ma quando scende è trasformata: è la “divina” Maria Callas, i vizi sono diventati vezzi, è amica di Churchill, di re e principi. Meneghini che ha perso una moglie amatissima sostenuta e scoperta protesta «quella barca maledetta» racconta alla stampa. Eh sì, le barche possono essere maledette. La Callas è con Ari, si intendono.

Ma a bordo sale un’altra americana: Jacqueline Lee Bouvier, è con il marito John Kennedy, anche loro sono tra gli amici intimi. Il presidente regala all’armatore un singolare arredo per il bar di bordo con gli sgabelli rivestiti in pelle di balena.

Sale a bordo Kackie

Dopo la tragedia di Dallas Jackie sale di nuovo a bordo. Anche lei scenderà trasformata: Jackie O’ e basta. Il cognome un diminutivo, lei un personaggio come da first lady del mondo non era riuscita ad essere. Il suo nome diventa quello di rose e discoteche. Potenza della nave? Potenza degli obiettivi che hanno capito che sulle barche le cose succedono.

Comincia lì la grande illusione, la corsa all’oro. Decine di uomini vogliono la barca per conquistare, apparire, addirittura essere. Essere in barca non è come essere a terra, avere gli amici con la barca è un’altra storia.
Comprare la barca è pagare un pedaggio per entrare nel mondo dove le cose succedono. Per anni anche chi della barca prende solo il buono, la libertà, il mare, dovrà pagare il peso della fama di Ari, della Divina e Jackie O’ e di chi dopo di loro userà lo yacht come un rifugio.


La lista dei fotografati nudi o con i loro amori è lunga, da Gianni Agnelli a Lady D. Guardarli è come sfogliare un libro di fiabe, imitarli significa sognare. Plotoni di benestanti, parrucchieri, macellai, palazzinari quando salgono in barca si sentono completi, piccoli “armatori”, piccoli Aristotele con il loro mondo ai loro piedi. A loro importa il mostrare e l’apparire. Ma la differenza resta: sul Christina le cose succedevano davvero.

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