27 ottobre 2018

Alberto Galassi: Investiamo alla velocità della luce

Ferretti, un Gruppo con il turbo. Continua l’irrefrenabile ascesa scandita da importanti investimenti, nuovi modelli e nuovi stabilimenti produttivi. E all’orizzonte si profila l’acquisizione di un marchio icona di design e tecnologia, Wally Yachts di Luca Bassani. Ce ne parla l’a. d. Alberto Galassi

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Una stagione d’oro quella del Gruppo Ferretti che si è presentato al salone di Cannes in grande forma con una flotta di ben 25 yacht. Alle spalle un valore di produzione pari a 420 milioni di euro nei primi 8 mesi del 2018, che rappresenta un +22% rispetto ai primi 8 mesi del 2017. «E se consideriamo che il fatturato dello scorso anno è stato pari a 624 milioni, possiamo dire che certamente il 2018 andrà meglio del 2017 - ha dichiarato l’a.d. Alberto Galassi -. Stiamo investendo alla velocità della luce - ha aggiunto -, perché il mercato della nautica sta cambiando: non è più il pesce grosso a mangiare il pesce piccolo, ma il pesce più veloce a mangiare quello più lento». Il Gruppo ha, infatti, investito dal 2015 al 2018 complessivamente 154 milioni di euro, di cui 91 solo in ricerca e sviluppo. «Questa strategia ha pagato e il 2018 sarà il miglior anno di sempre. Stiamo crescendo e diversificando i mercati».

Sono trenta i nuovi modelli prodotti da Ferretti negli ultimi tre anni con i brand Ferretti Yachts, Pershing, Custom Line e Riva. «Più dell’80 per cento del fatturato deriva dai modelli presentati negli ultimi tre anni».
La strategia del Gruppo non si limita ai confini di “casa”, ma guarda oltre e più esattamente al mondo della vela e a uno dei nomi più esclusivi nel panorama nautico internazionale: Wally Yachts, un marchio molto sinergico con gli altri brand della galassia Ferretti, i cui negoziati per l’acquisto procedono ormai da mesi.
«Entro il 2019 dobbiamo riuscire a perfezionare l’accordo. Sia noi che Luca Bassani (fondatore di Wally, n.d.r.) siamo determinati, ma non dipende né da noi né da lui in quanto la vicenda Wally è molto complessa dal punto di vista giuridico - continua Galassi -, ci tengo a sottolineare che non si tratta di problemi legati ad aspetti finanziari o a strategie non condivise, ma alla complessità dell’assetto societario di Wally».
«Senza dubbio. Bassani dovrà avere un ruolo centrale e la sua presenza sarà fondamentale».

Il Gruppo Ferretti non ha esposto al Salone Nautico di Genova. C’è ancora ruggine con gli organizzatori?
«Durante il boat show di Cannes dello scorso settembre mi sono chiesto più volte cosa potremmo fare nel nostro Paese per attenuare la supremazia dei francesi, ma non è semplice. Dopo Cannes abbiamo partecipato al Monaco Yacht Show perché dobbiamo essere presenti dove sono e comprano i nostri clienti. Genova è un salone in difficoltà anche a causa del posizionamento temporale, troppo a ridosso di Montecarlo e non rappresenta il nostro bacino di utenza. Sono certo che il Nautico esisterà sempre, ma con un taglio diverso. Oggi credo che la dimensione non conti più, ma è la velocità di sapersi reinventare che ha importanza».

Dal suo punto di vista quali potrebbero essere i saloni italiani del futuro?
«Vedo solo due appuntamenti di target diverso: Genova e Venezia. Quest’ultimo da tenersi a maggio o giugno e dove noi saremmo presenti».
A proposito di Venezia, come è andato l’evento che avete organizzato (il Gruppo ha scelto la città lagunare come luogo delle celebrazioni per il 50° anniversario di Ferretti Yachts, in programma tra Piazza San Marco e l’Arsenale dal 22 al 24 giugno) e perché questa location?
«Si è trattato di un grande successo tanto che l’anno prossimo ritorneremo con una tre giorni sempre a Venezia, una città unica, dal forte appeal e nella competizione globale l’unicità è un elemento distintivo. Per non parlare dell'efficienza dei collegamenti e del livello dell’hotellerie in generale. È difficile competere con un’offerta di questo tipo... Ecco le ragioni della scelta, dobbiamo essere dove si vende».

L’evento 2019 sarà organizzato insieme al Comune o sarà targato esclusivamente Ferretti o potrà essere allargato anche ad altri player?
«Sarà aperto a tutti quelli che vorranno esserci».

A questo punto come si inserisce il Versilia Yachting Rendez-Vous?
«Per l'anno prossimo stiamo ancora valutando se presenzieremo a VYR, in ogni caso con una flotta più piccola. Lo scorso maggio non abbiamo venduto praticamente nulla. Inoltre, la lontananza dai nostri siti produttivi (Adriatico n.d.r.) e i costi di trasferimento delle imbarcazioni hanno avuto un peso su questa decisione. Viareggio continuerà, comunque, anche senza di noi».
E se Nautica Italiana con il Versilia Yachting Rendez-Vous migrasse a Venezia?
«Non è una decisione che spetta a noi, ma a N.I.».

Sembra che il rapporto con N.I. scricchioli…
«La vita associativa ci lascia indifferenti. Rimaniamo in Nautica Italiana, ma con un ruolo passivo, senza prendere posizioni».

Ci sarà un avvicinamento tra N.I. e Ucina?
«Me lo auguro. Finiti i vecchi rancori e con due leadership diverse assisteremo a una riconciliazione. Il momento di rottura è stato indispensabile per chiarire due visioni diverse, ci sarà un momento in cui le due anime convivranno all’interno di un’unica associazione. E con due appuntamenti espositivi a Genova e in altra location».

A quel punto le piacerebbe essere al timone?
«Gli impegni in Ferretti sono tali che non avrei il tempo per dedicarmi all’attività associativa. Per questo tipo di missione occorre passione e dedizione, non è un passatempo o un momento di visibilità, è un ruolo di grande importanza».

Quindi chi vedrebbe in questa posizione?
«Giovanna Vitelli di Azimut Benetti o Massimo Perotti di Sanlorenzo. Sono entrambi bravi, hanno esperienza e il physique du rôle necessario. Ritengo che ci voglia una figura di rottura rispetto al passato».
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