di Giuseppe Orrù - 10 June 2024

A bordo di Nave Morosini, l'unità più tecnologica della Marina Militare italiana

Vela e Motore vi porta a bordo di Nave Francesco Morosini, il PPA, pattugliatore polivalente d'altura, che vanta a bordo tecnologie uniche al mondo. Dalla Centrale Operativa di Combattimento, fino al moderno cockpit in stile aeronautico, scopriamo le dotazioni di questa moderna unità. A spiegarcele è il Comandante, il C.F. Raffaele Martino

In occasione della sua sosta a Venezia durante il Salone Nautico, siamo stati a bordo di Nave Francesco Morosini, il secondo dei sette Pattugliatori Polivalenti d'Altura Multi Purpose Combat Ship (Versione Light) che rientrano nel piano di rinnovamento delle linee operative delle unità navali della Marina Militare.

Grazie alla disponibilità della Marina Militare, vi possiamo mostrare il tour a bordo della nave e le moderne tecnologie, alcune uniche al mondo, utilizzate per la navigazione e in fase di combattimento.

Nave Morosini, infatti, è un'unità ad elevata flessibilità operativa, concepita per svolgere una molteplicità di compiti sia di carattere prettamente militare, quale il pattugliamento, il trasporto logistico e il combattimento, ma anche di protezione civile, grazie alle sue intrinseche capacità duali, rese evidenti dalle peculiari predisposizioni di bordo.

Durante la nostra visita a bordo abbiamo intervistato il Comandante, il C.F. Raffaele Martino, che ci ha presentato le particolarità di questo gioiello tecnologico, costruito da Fincantieri e allestito da Leonardo.

Le sue due zone modulari di poppa permettono, infatti, l'imbarco di container adatti alle diverse esigenze della missione, come container logistici e sanitari, e allo stesso tempo consentono l'imbarco di Forze Speciali o di un comando complesso.

Altri due elementi tecnologici iconici e futuristici sono il Naval Cockpit e il riduttore, il multi-clutch. Il primo permette la condotta della nave e delle operazioni aereo-navali da una sola postazione integrata, gestita da due soli operatori.

Il secondo, permette invece di integrare, ottimizzandone, i numerosi assetti propulsivi e di sfruttare a pieno le capacità di propulsione dell'Unità per ottenere una velocità massima oltre i 32 nodi.

Le nuove tecnologie, accompagnate da una spiccata modularità, la rendono una soluzione ingegneristica di primo livello e un'Unità ad alta flessibilità operativa, capace di condurre operazioni in numerosi contesti.

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