di Paolo Portinari - 04 ottobre 2018

Austin Parker 48, la prova della lobster italiana

Costruzione impeccabile e materiali di qualità per il 15 metri del cantiere italiano. Una barca disponibile nelle versioni Sundeck e Sportfly spinta da due Cummins da 600 cv ciascuno e trasmissioni in linea d’asse
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    Con uno stile che è divenuto un riferimento nel mondo della nautica, Austin Parker è sempre stata capace di rinnovarsi mantenendo forti contenuti classici e una grande personalità. La produzione riesce a far convivere estetica con funzionalità, merito anche del contributo dello studio di progettazione di Fulvio De Simoni che ha creato linee affascinanti e dalle interessanti qualità nautiche. Il cantiere toscano porta il proprio contributo ad altissimi livelli, tanto più che ognuno degli otto modelli a listino offre una qualità costruttiva elevata e una cura maniacale nella realizzazione dei dettagli.

    Il nuovo 48, disponibile nelle versioni Sundeck (nella foto) e Sportfly (la barca provata) è uno yacht dalle forme lineari con un cavallino senza flesso, un’unica finestratura di coperta che abbraccia la sovrastruttura da sinistra a destra senza interruzioni e un fly bridge appena accennato, che nella vista generale pare semplicemente la copertura della deck house, ma che invece è ben attrezzato con ampie superfici vivibili.

    Compaiono due grandi finestrature a murata, quasi nascoste negli incassi delle fiancate dello scafo, ma efficaci nel portare luce agli interni. Proprio gli spazi interni sono ben sfruttati, con una cabina armatoriale a centro barca corredata da funzionali spazi di disimpegno, un letto matrimoniale disposto per baglio e una toilette privata con box doccia separato. La cabina Vip a prua non ha nulla da invidiare a quella armatoriale per superfici calpestabili, vivibilità, volumi di stivaggio e illuminazione naturale.
    La grande cucina è a dritta, ai piedi della discesa, mentre sulla murata opposta è prevista una ospiti con due letti a castello.

    Carena e navigazione

    Le forme dello scafo mantengono le geometrie caratteristiche che sono l’emblema delle qualità marine della gamma Austin Parker, sono disegnate per trasmissioni in linea d’asse senza per questo perdere in manovrabilità: lo ha dimostrato l’esemplare in prova che, uscendo da un ormeggio angusto, si è divincolato con poche mosse e la complicità del joystick di manovra.

    In navigazione, anche a bassissima velocità, si apprezza la stabilità al rollio e al beccheggio così da non rendere necessaria l’installazione di un sistema di stabilizzazione; la carena permette di mantenere una navigazione in regime planate già a partire da circa 11,8 nodi, ma anche di correre a oltre 26 nodi di massima. Si naviga alla velocità di crociera veloce a 24 nodi consumando circa 190 litri per ora, un risultato interessante, soprattutto in virtù di uno scafo con V profonda di prua e che garantisce un passo morbido anche con onda formata.

    Il beccheggio è ben frenato e si possono affrontare virate strette senza movimenti bruschi e con una buona stabilità. Sia da seduti sulla poltroncina, sia rimanendo in piedi, dalla plancia si ha una vista libera da ostacoli; lo spazio ricavato per gli strumenti di bordo è sufficiente anche per installare grandi display di controllo.

    Esterni

    La sovrastruttura è disegnata all’insegna di una continuità fra la dinette e il pozzetto, creando ambienti luminosi e accoglienti, uniti da un corridoio che corre dalla seduta della plancia di pilotaggio fino alla plancia di poppa. La finestratura che divide interni da esterni è quasi tutta a scomparsa e mette in comunicazione la dinette interna con quella del pozzetto.

    Sul ponte di coperta i passavanti si allargano procedendo verso prua fino ad aprirsi sulla zona prendisole. A poppa, invece, dalla scala a scomparsa sul soffitto azionata elettricamente, si accede al fly bridge, dotato di una bassa postazione di guida e, soprattutto, di una superficie prendisole che occupa tutto il resto dello spazio. Sia per gli ambienti sottocoperta, sia per quelli ricavati sul ponte, volumi e superfici calpestabili sono ai vertici della categoria così come le altezze interne, sempre di ampio respiro; non mancano adeguati e funzionali volumi di stivaggio un po’ ovunque.

    L’ergonomia e l’ariosità degli ambienti garantiscono soggiorni comodi anche in lunghe navigazioni. Si fanno quindi apprezzare le finiture e tutti i dettagli delle lavorazioni delle parti stampate in vetroresina e dei diversi materiali di finitura quali legno, pelle e tessuti. Eccellente la qualità dell’assemblaggio di tutte le parti.

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