23 ottobre 2018

Autunno, tempo di patente

Dopo le visita ai saloni di settembre, è tempo di patente nautica per arrivare pronti alla prossima stagione. Davanti a voi calcoli, deviazioni magnetiche, navigazioni su una carta nautica, punti nave da raggiungere, correnti da calcolare, accostate in banchina, virate e recupero dell’uomo a mare. Ma non spaventatevi, dopo tutto è solo un esame! La soddisfazione sarà enorme

1 di 12
È la prima domanda, e forse la più importante e doverosa, che si pone chi ha deciso di diventare armatore o crocierista estivo. «La patente serve per navigare oltre le 6 miglia dalla costa - ci spiega Roberto Nada della scuola RivieraVento di Torino - e quando a bordo dell’unità è installato un motore con potenza superiore ai 40,8 cavalli o 30 kW (di cilindrata superiore a 750 cc se a carburazione o iniezione a due tempi, o a 1.000 cc se a carburazione o a iniezione a quattro tempi fuori bordo, o a 1.300 cc se a carburazione o a iniezione a quattro tempi entro bordo, o a 2.000 cc se a ciclo diesel non sovralimentato, o a 1.300 cc se a ciclo diesel sovralimentato). In realtà è sempre consigliata se si ha intenzione di noleggiare un cabinato anche se ha un motore inferiore ai 40 cavalli».

«Bisogna esserne in possesso - così Marco Morana della Nesw di Milano - anche solo per noleggiare una moto d’acqua. In Italia è necessaria la patente entro le 12 miglia e all’allievo, a fine corso la facciamo anche provare grazie a una convenzione con un’associazione di piloti d’acqua scooter affinché possa imparare a condurla e in sicurezza».
La normativa è chiara. Per essere ammessi agli esami gli interessati devono aver compiuto il diciottesimo anno di età. È necessario che il candidato riceva il giudizio di idoneità dall’ufficio dell’Asl, da un medico dei servizi di base del Distretto sanitario o appartenente al ruolo dei medici del Ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali o da un ispettore medico delle Ferrovie dello Stato o ancora da un medico militare in servizio permanente effettivo, Polizia di Stato o Vigili del Fuoco. «Il certificato medico - racconta Luca Ricordi della Scuola Nautica Blu Oltremare di Milano - non può essere, infatti, più effettuato in sede come accadeva in passato».
Non possono ottenere la patente coloro che sono stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, coloro che sono o sono stati sottoposti a misure di sicurezza o di prevenzione previste dalla legge 27 dicembre 1956, n. 1423 nonché i condannati a una pena detentiva non inferiore a tre anni, salvo che non siano intervenuti provvedimenti di riabilitazione.

La patente non è rilasciata né convalidata ai soggetti in stato di dipendenza da alcool, stupefacenti o sostanze psicotrope, né a persone che comunque consumino, anche in modo saltuario, sostanze capaci di compromettere la loro idoneità al comando e alla condotta dell’unità.
«Le patenti nautiche in Italia - ci spiega Luca Ricordi della Blu Oltremare di Milano - sono suddivise in tre categorie: A, B e C. La categoria A abilita al comando e alla condotta di imbarcazioni da diporto fino a 24 metri di lunghezza e moto d’acqua. Questa è suddivisa in entro le 12 miglia e senza limiti dalla costa, solo motore o vela e motore. La B abilita al comando e alla condotta delle navi da diporto, quelle cioè superiori a 24 metri di lunghezza. La patente di categoria C alla direzione di natanti e imbarcazioni da diporto per le persone portatrici di alcune patologie. Non è comando, ma direzione nautica perché a bordo il possessore deve essere affiancato da una persona maggiorenne che esegua gli ordini materialmente».
«Con il nuovo Codice della Nautica, emanato il 3 novembre 2017 n. 229 - già pubblicato in Gazzetta Ufficiale - è stata introdotta la nuova patente di categoria D, un’abilitazione speciale al comando di natanti e imbarcazioni da diporto. Per questa tipologia si è in attesa dei regolamenti attuativi, vi possono essere limitazioni relative alle caratteristiche dello scafo, alla potenza dei motori installati, ai limiti di navigazione, anche entro specifiche distanze dalla costa, e alle condizioni meteomarine. Nelle stesse vi possono essere prescrizioni relative alla durata della validità, anche conseguenti all'esito degli accertamenti medici di idoneità psichica e fisica in sede di rilascio o di convalida delle stesse, nonché all'utilizzo di specifici adattamenti. Tali limitazioni e prescrizioni saranno riportate sulla patente.

Con il regolamento di attuazione del codice saranno stabiliti i requisiti psico-fisici per il conseguimento e il rinnovo delle patenti nautiche A, B, C e D. Con lo stesso regolamento saranno stabiliti i requisiti psico-fisici per il rilascio e il rinnovo delle patenti nautiche A, B e C anche a persone con disabilità motoria e sensoriale».
Dipende da quali mari vogliamo solcare e se abbiamo intenzione di navigare spinti da un potente motore o dal silenzio delle vele. La patente si divide in entro le 12 miglia dalla costa o senza limiti. È possibile avere per entrambe l’abilitazione solo a motore o quella vela e motore. Un po’ di numeri per capire dove e come naviga il marinaio italiano. «La tendenza - ci spiega Roberto Nada di Riviera Vento - è di prendere prima la patente entro le 12 miglia e poi l’estensione. Questo è quello che suggeriamo perché il programma ministeriale per la patente senza limiti è complesso e comporta molto studio e chi ha impegni rischia di non riuscire a conseguirla. A pensarci bene già l’abilitazione entro le 12 miglia - in Italia - consente di navigare quasi ovunque. Dall’isola d’Elba alla Capraia, dalla Capraia fino anche in Corsica, almeno che non si voglia partire da Genova e andare diretti alle Baleari e allora occorre la patente senza limiti. Riscontriamo - continua Nada - una prevalenza di richiesta di patenti, il 90 per cento dei casi, entro le 12 miglia e visto che la parte di teoria, la più pesante, è quasi identica, l’unica cosa che cambia è la pratica, il 75 per cento dei candidati fa vela e motore anche se non sono interessati alla vela. L’idea generale è di approfittare del momento per ottenere entrambe le abilitazioni».
Il mercato offre un numero adeguato di soluzioni per cercare di soddisfare le esigenze degli utenti. «Una premessa risulta fondamentale - spiega Roberto Nada di Riviera Vento - per legge i corsi devono essere tenuti presso la sede della scuola autorizzata. Quindi sono fuorilegge tutti quelli multimediali e non si possono seguire corsi a distanza. Molte scuole forniscono dei supporti multimediali, app, chat dedicati a chi segue i corsi in aula, ma sono solo un ausilio alla didattica».

Il corso più conosciuto avviene in aula per la patente senza limiti in virtù della complessità del programma. I corsi possono essere organizzati con incontri settimanali, bisettimanali, a fasce orarie (mattina, pausa pranzo, sera) con calendario flessibile (giorni prefissati in cui si svolge sempre la stessa lezione) con un monte orario che può variare tra le 20 e le 50 ore in aula. Attenzione al “timing”, i corsi non sono “on demand”, le scuole di solito organizzano al massimo cinque sessioni all’anno. Discorso diverso, invece, per la patente entro le 12 miglia. È sempre possibile scegliere la modalità standard con un monte orario ridotto, per un totale di almeno 12 ore.

Riscontrano il favore del pubblico i corsi “full immersion” in genere organizzati su due week end meglio non consecutivi per consentire all’allievo di dedicare le settimane tra i due fine settimana di corso allo studio, al carteggio e al ripasso. Con il nuovo esame a quiz a risposta multipla questa tipologia è sostenibile anche da un allievo alle prime armi. La legge prevede che il corso entro le 12 miglia si sviluppi almeno su tre giornate così il mercato ha “sfornato” corsi che consentono di ottenere la patente in appena un weekend lungo. Questa tipologia potrebbe essere indicata per chi dispone già di un bagaglio di esperienze e conoscenze adeguate e che per scelta non vuole presentarsi all’esame da privatista. Si tratta di una formula molto intensiva e spesso poco produttiva in fatto di promozioni ed è sconsigliata ai neofiti. Agli antipodi l'“extra full immersion” con corsi personalizzati, pensati per un’utenza che vuole gestire in modo autonomo giorni e orari delle proprie lezioni concordati direttamente con l’insegnante.
Quanto costa?
Un campanello d’allarme dovrebbe scattare davanti a un corso dal prezzo molto basso. Per la patente entro le 12 miglia - indipendentemente se solo motore o vela e motore - non può costare meno di 600 euro anche se in super offerta; così come quella senza limiti meno di 850/900 euro.
Per evitare le fregature è bene prestare attenzione alle voci del preventivo, verificare cosa è incluso nel prezzo e gli extra.
Oltre al prezzo ci sono tutti i costi amministrativi che comprendono versamenti, bolli, materiale didattico.... Alcune scuole propongono un “pacchetto esame” che costa circa 250 euro. Restano fuori il certificato medico, che può variare tra i 45 e i 70 euro e le foto tessere. Un’altra voce da verificare è legata alle uscite di pratica, non sempre le scuole includono quelle obbligatorie previste per legge: tre uscite da tre ore ciascuna per la vela e due ore a motore. Il costo di ogni lezione pratica a motore di un’ora può variare da 50 a 60 euro, mentre la giornata di pratica a vela 80/100 euro.
Molte scuole offrono anche pacchetti weekend che consentono agli allievi di pernottare a bordo con costi compresi da 150 a 180 euro. Interessante la soluzione di alcune scuole - in verità non molte (tra queste la Nesw di Milano) - che offrono sicuri della propria didattica, una formula di garanzia “Promosso o ripreparato” fino al superamento dell’esame.
Per iscriversi occorre presentare un documento valido, il codice fiscale e il certificato medico rilasciato dalle Asl o dai presidi medici autorizzati. Devono trascorrere almeno 31 giorni - presentato il certificato medico e protocollata l’istanza – prima di poter sostenere l’esame in una delle sessioni in calendario e non possono trascorrere più di sei mesi per sostenere la prova pratica finale. A questo punto inizia il percorso didattico fatto di ore di studio in aula, ripassi a casa e calcoli per esercitarsi al carteggio.

Quali sono gli argomenti trattati? Una prima parte è uguale per tutti i tipi di patente. I programmi ministeriali sono online sul sito della Capitaneria di Porto. Gli argomenti spaziano dalla teoria della nave, con tutta la nomenclatura passando dal funzionamento dei motori a scoppio e diesel con le relative avarie e calcoli di autonomia per arrivare ai regolamenti di sicurezza e per evitare gli abbordi in mare, oltre a tutta la parte di normativa vigente. Per la patente senza limiti è previsto un programma integrativo che interessa in particolare la parte di carteggio.

L’esame si svolge in un’unica giornata per quello in Capitaneria di Porto, e in due giornate per quello in Motorizzazione Civile (solo per la patente entro le 12 miglia).
L’esame teorico prevede un esercizio di “calcolo” di carteggio per la patente entro le 12 miglia da svolgere in 15 minuti. Il candidato deve essere in grado di identificare due punti su una carta nautica, senza dover tracciare una rotta, misurare la distanza tra i due punti, leggere le coordinate e poi, in base a distanza e velocità, calcolare il tempo di percorrenza e l’autonomia di carburante.
Ben più complessa la prova di carteggio per la patente senza limiti: sono tre esercizi da svolgere in 60 minuti con rotte di intercettazione, corrente e scarroccio. La prova di carteggio è lo scoglio più difficile da affrontare, per il quale è richiesta molta pratica e studio.

Superata la prova di carteggio, il candidato - sia per la patente entro sia senza limiti - affronterà i quiz: 20 quesiti sorteggiati da un database di 1.058 domande - al momento ancora a risposta multipla (in fase di studio la soluzione vero o falso come avviene per la patente d’auto) - con possibilità di tre errori da svolgere in trenta minuti. Per chi sostiene la prova senza limiti è prevista l’integrazione di altri 13 quiz, estratti da un database composto da 305 quesiti, da svolgere in 20 minuti e per i quali sono consentiti ulteriori due errori. Tutti i quiz sono reperibili sul web.

Mentre la formula d’esame per la prova di teoria è la stessa in tutta Italia ed è unico il database dal quale sono estratti i quesiti e gli esercizi di carteggio, per la pratica esiste un contenuto ministeriale, ma è lasciata alla Capitaneria di Porto/Motorizzazione la gestione della stessa. La prova prevede una parte di nodi per verificare che il candidato ne sappia eseguire almeno un paio tra i più utilizzati, una parte di manovre e una di nomenclatura.
Per la patente solo a motore è richiesto di effettuare un’accostata e il recupero dell’uomo a mare. Per la patente vela e motore oltre a ormeggio e disormeggio - non sempre richiesti - si deve dimostrare di saper condurre l’unità alle diverse andature, effettuare con prontezza e capacità d’azione le manovre necessarie come l’issata e l’ammainata delle vele, il recupero uomo in mare, e quella per fronteggiare il cattivo tempo (la presa di terzaroli) e di saper assumere il comando dell’unità in modo efficace e responsabile.
L’esame è centrato sulla teoria quindi per entrambe le abilitazioni lo scoglio da aggirare sono i quiz per la patente entro e il carteggio per quella senza limiti. In particolare con i quiz lo studio è diventato molto mnemonico e richiede metodo ed esercizio.
Studiare da una lezione all’altra è fondamentale per non dover recuperare alla fine. «Ciò che spaventa l’allievo - commenta Andrea Nasuti di Vele&Vento - sono la mole di studio e il carteggio. La difficoltà maggiore è capire che conseguire la patente nautica richiede impegno. Con le barche che abbiamo a disposizione ci piacerebbe offrire più ore per la pratica, ma non avrebbe alcun senso fare dieci lezioni quando poi la prova d’esame risulta abbastanza basica».
La riforma del Codice della Nautica del 2 novembre 2017 oltre a legittimare in modo esclusivo le scuole nautiche autorizzate quali uniche titolari a preparare i candidati - inasprendo anche le sanzioni in caso di illecito - introduce alcune novità come la patente di categoria D e definisce alcune figure professionali. «Non solo - spiega Marco Morana della Nesw e vicesegretario nautica di Confarca (associazione di categoria) - sarà introdotto anche un archivio unico e telematico delle patenti che consentirà all’utente di poter rinnovare la propria ovunque - non come avviene ancora oggi solo presso la Motorizzazione Civile/Capitaneria di Porto che l’ha rilasciata. La nuova anagrafe telematica dialogherà con il nuovo Registro telematico della Nautica. Tra le altre novità da segnalare anche l’istituzione di una giornata, l’11 aprile, quale “Festa del Mare” con l’intento di promuovere il mare e la cultura legata al mondo del mare».
C’è un ultimo balzello da pagare appena ottenuta la patente: il Certificato Rtf Limitato di radiotelefonista valido per navi di stazza lorda fino alle 150 tonnellate e aventi stazioni di potenza non superiori a 60 watt. Si tratta di un documento da abbinare alla patente necessario per utilizzare l’impianto vhf di bordo e indispensabile anche se si vuole noleggiare la barca in estate. Un nuovo esame? No basta solo fornirsi di un bollo da 16 euro per la domanda, uno da 16 euro da spedire e che verrà applicata sul certificato, effettuare un versamento di 0,52 euro su C/C postale 11026010 intestato alla Tesoreria Provinciale dello Stato di Viterbo (con causale: versamenti per canoni di concessioni radioelettriche ad uso privato - Certificato Limitato RTF). Il totale: 32,52 euro. E inviare un modulo munito di due fototessere autenticate al Ministero dello sviluppo economico – Direzione Generale per le attività territoriali. In 15 giorni arriverà a casa via posta.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Le ultime prove