di Paola Bertelli - 20 gennaio 2020

Baltic 112 Liara, la crociera globale

Uno sloop fll carbon di 34 metri di lunghezza nato per la crociera a lungo raggio e la regata. Veloce e facile da gestire attraverserà l’Atlantico per partecipare alla RORC Caribbean 600 e alla St Barths Bucket. Firma gli interni Adam Lav

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È una vetrata spettacolare quella che fa da trait-d’union tra il pozzetto e il salone del superyacht Liara, il Baltic 112 presentato allo scorso salone di Monaco 2019. Una vetrata che, oltre a stupire per dimensioni e forme futuristiche, risolve bene ciò di cui spesso si sente la mancanza su una barca a vela, per grande che sia: la connessione tra interni ed esterni. Inoltre, affiancata da una serie di finestrature importanti ai lati della sovrastruttura, a scafo e a soffitto, regala quella sensazione unica, quando si è nel salone, di essere avvolti e allo stesso tempo protetti dall’ambiente naturale circostante. Un po’ come essere in una bolla trasparente galleggiante.

Ma se la vetrata è il “wow factor” a bordo dell’ultima novità lanciata dal cantiere finlandese, va sottolineato che tutto il progetto è molto interessante sia da un punto di vista tecnologico sia del design.

Liara è uno yacht con ambiziosi programmi di viaggio che la porteranno nel 2021 in Nuova Zelanda per assistere alla Coppa America, e lungo la strada non si farà mancare la partecipazione alle regate che incroceranno la sua rotta.

È stata progettata e costruita con un’attenzione particolare al risparmio di peso, senza compromettere comfort e stile.

Il risultato è uno yacht di 88 tonnellate con scafo, coperta, sovrastrutture, paratie, albero e boma in carbonio. E in carbonio sono anche tutta una serie di dettagli e componenti mentre candelieri, pulpiti

e bitte sono in titanio e i mobili sottocoperta in sandwich rivestiti da una lamina in rovere che caratterizza il design interno.

Lo studio Malcolm McKeon Yacht Design ha pensato uno scafo easy sailing con sezioni di poppa potenti e ha lavorato spalla a spalla con i tecnici di Southern Spars e North Sails - e la loro galleria del vento virtuale - per sviluppare un rig e un piano velico performanti, con randa square top e una serie di code e asimmetrici.

Una notevole sfida tecnologica ha riguardato le appendici, oltre alla chiglia telescopica, Liara monta l’RPS (Retractable Propulsion, System) montato per la prima volta da Baltic su My Song e ora su Liara): a vela l’elica scompare nello scafo e quando è in uso può ruotare e lavorare come uno stern thruster. Lo studio e l’ingegnerizzazione della loro giustapposizione e delle soluzioni individuate per “ammorbidire i gradini” della chiglia telescopica e rendere la sezione più idrodinamica possibile, hanno richiesto otto mesi. Solo una la pala del timone, scelta voluta per limitare il trascinamento e il peso.

Pulitissima la coperta, rivestita in teak sintetico, con il pozzetto per gli ospiti riparato da un bimini fisso che va a integrarsi con la sovrastruttura bassa e filante. L’attrezzatura appena possibile scompare alla vista, i carrelli del fiocco sono stati eliminati a favore di un sistema con tre barber che permette regolazioni millimetriche grazie a tre cilindri idraulici posti sotto il ponte di prua che si aggiungono ai due che gestiscono la flessione dell’albero. I cinque winch Harken, dedicati al controllo di tutte le manovre, sono alle spalle del timoniere

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Gli interni

Firmati da Adam Lav gli ambienti sottocoperta sono stati concepiti secondo precise richieste dell’armatore (un velista esperto), che ha voluto uno yacht pratico, funzionale, con spazi “intelligenti” dedicati allo stivaggio (come un sistema di contenitori su carrelli usato per raggiungere posti altrimenti sottoutilizzati) e un décor ispirato alla natura e all’ambiente tipico delle isole della Manica di cui è originario.

Uno stile contemporaneo e accogliente, caratterizzato da una grande uniformità e finiture in rovere sbiancato. Agli accessori e alle opere di Valerie Traver, artista di Guernsey, il compito di arricchire gli ambienti con lampi di colore.

La zona giorno si articola su due livelli: il salone rialzato con zona pranzo e divani, luminosissimo e scenografico, è separato da quattro gradini dalla media room. Quattro le cabine ospiti: a prua l’armatoriale e subito prima la Vip e a centro barca altre due doppie. L’equipaggio è a poppa e con accesso separato. Sotto al salone lo spazio per una sala macchine ampia e dove, eccetto per l’accesso compatto, si lavora molto bene su tutti gli impianti. Qui un banco di batterie al litio permette a Liara di operare in modalità silenziosa per otto ore con tutti i sistemi di hotellery in funzione.

I dati

Lunghezza f.t. m 34,14

Larghezza m 7,90

Pescaggio m 6,15/3,91

Ballast t 31

Dislocamento a vuoto t 88

Serbatoio carburante lt 7050

Serbatoio acqua lt 2000

Motore Caterpillar C7.1 317 kW

Progetto Malcolm McKeon Yacht Design

Interni Adam Lay Studio

INDIRIZZI

Baltic Yachts, Finlandia, tel. 00358 67819200

www.balticyachts.fi

COSTRUZIONE

Scafo e coperta sono in sandwich di carbonio

prepreg. Carbonio anche per le paratie strutturali

e i pannelli interni.

PIANO VELICO E STANDARD

Liara è armato a sloop, la randa square top è di 437 mq e il triangolo a prua di 301 mq. Albero, con 4 ordini di crocette, boma a V e rig sono in carbonio.

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