21 gennaio 2019

Dan Lenard, in oceano in solitario

Dan Lenard, fondatore con Carlo Nuvolari dello studio Nuvolari-Lenard, è salpato per la traversata dell’Atlantico da Cadice (Spagna) per arrivare al Boat Show di Miami attorno al 14 febbraio. Sarà solo a bordo di una barca a vela di 33 piedi (dieci metri) senza motore, elettronica, gps, log, bussola o autopilota. Affronta il viaggio con una missione: utilizzare la purezza della vela per evidenziare lo stato del mare

Dan ha iniziato con il Flying Junior per passare al Laser. All’età di 19 anni ha disegnato il suo primo 50 piedi a vela. La barca si chiama Scia, come l’impronta di schiuma che le barche lasciano in acqua ed è un 33 piedi (10 metri) con bompresso. È un natante molto lontano da essere uno yacht nuovo: è stato assemblato mettendo assieme le parti di cinque barche diverse. La carena e la coperta hanno più di dieci anni e sono costruite di carbonio, la tuga è stata ricostruita, timone a albero sono riciclati e l’albero arriva da una barca abbandonata.

Con l’aiuto e l’entusiasmo degli amici del cantiere Prelog, Dan e il suo team di artigiani hanno trovato e assemblato tutti i pezzi come in un taglia e cuci, incollando e costruendo la barca come un pezzo unico e senza l’uso di disegni. Fin dall’inizio l’intenzione era di creare una barca destinata a navigare in purezza con l’obiettivo di traversare l’Atlantico come un riferimento per l’industria del mare. Questo è stato reso possibile anche dall’esperienza maturata in carriera disegnando yacht sofisticati e complessi.

La causa
La vela è una invenzione fatta almeno 5.000 anni fa, se non prima, di cui l’uomo può andare orgoglioso. E’ stato uno degli strumenti con cui la razza umana ha scoperto la terra. Ora ogni navigazione ci fa diventare testimoni di come siano inquinati i mari e le coste.

Talvolta questo non è del tutto chiaro, soprattutto quando si viaggia ma si frequentano ambienti superlusso che sono meticolosamente puliti da una squadra di operatori. Ma fuori da quest’area protetta la situazione è disperata e la plastica non è la sola causa.

La plastica non appare fuori dal suo contesto se non è utilizzata dal genere umano. L’industria dello yachting può aiutare, deve aiutare il processo di cambiamento culturale necessario. Dalla costruzione al possesso delle barche questa è una chiamata alle armi. Possiamo divertirci sul mare o distruggerlo, al momento è la scelta che dobbiamo fare.

La rotta
Su Scia è stato installato un tracker/beacon che durante la traversata segnalerà la posizione di Dan ogni ora. Mentre Dan non può conoscere la sua posizione precisa inviata da questo strumento il pubblico può farlo. Chi lo assiste da terra terrà aggiornati i profili social e il sito web utilizzando i dati del beacon.

Fino al 5 febbraio Dan sarà isolato dal mondo. Una volta raggiunta la zona dei Caraibi, con copertura della rete telefonica sarà in grado di inviare immagini e altro materiale media raccolto durante la navigazione. Da quel momento sarà in grado di comunicare. Per il pubblico sono disponibili due account media, la pagina Vela su Facebook e su Istagram il profilo @vela.code .Sul sito velacode.com sono disponibili altre informazioni sull’impresa con nuove fotografie realizzate in navigazione e ai Caraibi.


Dan Lenard e Carlo Nuvolari hanno fondato Nuvolari – Lenard nel 1992. Lo studio, che ha sede vicino a Venezia, è specializzato nel progetto di yacht, sia per clienti privati che per cantieri compresi i gruppi Ferretti e Bénéteau.

Nuvolari – Lenard hanno anche un dipartimento dedicato all’interior design per gli yacht e al real estate. Lo studio ha realizzato alcuni dei superyacht più iconici e acclamati, vincendo tutti i premi più importanti e diventando molto prolifici e riconosciuti al punto da essere uno degli studi più premiati. In 25 anni di attività Nuvolari – Lenard ha disegnato più di 350 barche, tra cui il ketch di 64 metri costruito da Perini Spirit of the C’s e l’impressionante 106 metri Black Pearl costruito da Oceanco.

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