14 dicembre 2018

Disastro Rapallo, il nemico ora è la burocrazia

I tragici segni della mareggiata del 30 ottobre scorso sono ancora evidenti. Anche se già 220 barche delle 400 affondate sono state estratte dall’acqua del porto Carlo Riva la situazione non è ancora tornata alla normalità e le lungaggini relative alla burocrazia rallentano il ritorno alla normalità. Parla il sindaco Carlo Bagnasco
La situazione è tale che il sindaco Carlo Bagnasco giorni fa, fascia tricolore e stivali di gomma, è salito sopra uno dei tanti motoryacht spiaggiato sotto l’Antico Castello per invocare poteri eccezionali da conferire alla sua carica. Eccezionali quanto sono stati gli eventi che hanno disastrato il porto. «Abbiamo subito una tempesta di scirocco – racconta il sindaco – che, arrivata a 180 chilometri all’ora e con onde superiori ai 10 metri, ha distrutto la diga foranea del porto e affondato centinaia di barche». In sintesi la “fotografia” di quanto è successo e di cui ci saranno anche conseguenze legali. «Al momento esistono denunce contro ignoti – afferma Bagnascoed anche la magistratura ha aperto un fascicolo». Ma adesso è il momento di riportare il bacino e la cittadina alla normale situazione. «Qui c’è soltanto la volontà di ricostruire insieme ai miei concittadini e di ritornare alla normalità: non posso essere bloccato da pratiche che rimbalzano da un ufficio a un altro e non poter dare risposte a chi viene a chiedere aiuto in Comune». Il nemico ora è la burocrazia. «Il porto e il fronte mare devono essere liberati dalle barche affondate – afferma – E per questo ho la necessità di avere deroghe speciali per poter dare risposte immediate e mettere in atto le procedure utili a far tornare vivibile Rapallo e il suo porto». (T.G.)
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