04 September 2018

Dream Boats, il numero di autunno è in edicola!

In edicola in tutto il mondo Dream Boats (Barche da Sogno), il periodico della casa editrice Edisport Editoriale dedicato al mondo dello yachting di lusso, pubblicato in inglese/italiano

Contenuti

In questo numero i vari e gli yacht più attesi della stagione. Si comincia dalla protagonista della copertina: lo Swan 95S Lot. Uno yacht a vela per girare il mondo e divertirsi anche in regata.

Il nuovo Benetti Seasense di 67 metri di lunghezza, full custom, scafo in acciaio e sovrastruttura in alluminio, ha linee eleganti “griffate” dal designer Cor D. Rover, alla sua prima (incantevole) con il brand. Il layout prevede sei super suite per dodici ospiti.

Per chi ama lo yacht “tagliato su misura”, la proposta è il nuovo dislocante a tre ponti Mangusta Oceano 43 Unasola, progettato da Alberto Mancini. In acciaio e alluminio, ha linee potenti e dinamiche ispirate all’automotive.

Cinquanta metri di eleganza senza tempo con prua verticale per ottimizzare gli spazi e ricoverare tender e moto d’acqua. È il nuovo Tankoa S501 Vertige. Firma exterior ed interior design Francesco Paszkowski.

Per la vela ecco Baltic 175 Pink Gin VI Lungo 53,90 metri, è il più grande sloop realizzato interamente in carbonio. Stravangante e lussuoso, racconta la personalità del suo armatore tra passato e futuro.

Rivelazione dell’anno al suo debutto al Cannes Yachting Festival 2017, CCN 50 Elsea è il primo esempio di Fuoriserie prodotto da Cerri Cantieri Navali. Un cinquanta metri in alluminio in tutto e per tutto custom

Non a caso si chiama Unique il nuovo Amer 110, il più grande yacht al mondo dotato di quattro Volvo Penta ips 1200. Negli interni ispirati all’art déco, una suite armatoriale e due cabine Vip.

Per gli amanti della vela il nuovo Southern Wind 105, disegnato da Farr e Nauta Design, è uno yacht per la crociera performante. Ha due pale del timone, chiglia telescopica e ponte di coperta su un solo livello.

Isa Sport 120 Clorinda. Sportivo ed elegante, vivibile tanto negli spazi all’aperto quanto in quelli al chiuso, il primo trentasette metri della nuova era di Isa è un concentrato di tecnologia e prestazioni al top.

Heesen 50 m Home, primo yacht dislocante veloce con propulsione ibrida, è un cinquanta metri in alluminio con un’autonomia di 3.750 miglia a dodici nodi. Omega Architects e Cristiano Gatto firmano, rispettivamente, esterni ed interni.

Editoriale

LE FORME DELLA CULTURA
Negli anni Sessanta l’incontro con un Super Polaris dei Cantieri di Pisa si traduceva in un’emozione. Un sogno riservato a pochi che si poteva ammirare soltanto nei marina più esclusivi del Mediterraneo. Un motoryacht di tredici metri fuori tutto, firmato dall’architetto Pierluigi Spadolini, due motori da 250 cavalli l’uno (quasi esagerati per l’epoca), traspirava il lusso riservato a una élite: per l’armatore era il segno del successo, sociale e finanziario. Oggi è uno scafo tra gli entry level di qualsiasi cantiere e attribuirgli il simbolo del lusso potrebbe far sorridere. Eppure un Cantieri di Pisa ormeggiato in banchina ti costringe ad ammirarlo e a rimanerne affascinati anche se, a fianco, c’è il confronto con uno yacht più recente: più grande e costoso, più lucido e più veloce. Anche se il design contemporaneo sperimenta e innova, spesso si ispira a forme che hanno creato uno stile senza tempo. A volte vuole superare l’orizzonte del possibile, ma l’avanguardia è tutt’altro che facile. Sicuramente nel futuro già esiste un nuovo modello “eterno”, un’icona da capire a prima vista. Oppure dovremo attendere che la patina del tempo la renda comprensibile e immortale? Perché gli oggetti, in cui il design si compenetra con un messaggio permanente, prodotto da un processo culturale più che dall’adesione a uno stile, hanno una valenza perenne. E la barca si identifica con il lavoro intellettuale del designer e la personalità dell’armatore. Per il progettista il compito di non cedere al segno identitario, alla ricerca della riconoscibilità ad ogni costo evitando di farsi travolgere da stravaganze; per l’armatore, invece, la coscienza che la barca parlerà di lui senza solo incentrare la sua attenzione su décor, colori e superfici. E sapendo che quella barca rappresenta un messaggio con la loro firma.

Marta Gasparini

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