di Alberto Mariotti - 05 febbraio 2020

Gran Soleil 42 LC come naviga, pregi e difetti

Marco Lostuzzi e Nauta Design di nuovo insieme per il terzo long cruise di Cantiere del Pardo. Blue water con rollbar, pozzetto enorme e prestazioni raffinate

Rollbar di carbonio, fiocco autovirante, pala del timone singola e carena super veloce disegnata da Marco Lostuzzi. Il 42 LC è il terzo scafo della gamma Long Cruise di Cantiere del Pardo, che si distingue per le sue caratteristiche da vero blue water accompagnate dalle solite ottime performance di tutti i Grand Soleil.

È stato nominato nella categoria Luxury Cruiser dell’European Yacht of the Year 2020. Noi lo abbiamo quindi provato proprio durante i test delle 16 barche in gara a Port Ginesta, in Spagna, insieme alle sue concorrenti, l’Amel 60 e l’Oyster 565.

Della gamma LC fanno parte anche il 46, che vinse il premio proprio nella stessa categoria nell’edizione 2016, e il 52. Tutte e tre sono state disegnate da Marco Lostuzzi e Nauta Design. Il nuovo 42 è anche il più piccolo del gruppo, con una lunghezza scafo di 12,90 metri e una larghezza di 4,16 metri. Il prezzo della versione base è 309.000 euro + Iva con motore Volvo Penta da 50 cavalli.

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Interni a due o tre cabine

Sottocoperta si distingue per le versioni a due o tre cabine, entrambe con una coppia di bagni dotati di box doccia separati. La prima ha la cucina più grande, consente di installare un secondo frigorifero e ha maggiori volumi di stivaggio. Nel layout a tre cabine è possibile avere una delle due ospiti di poppa con letti a V separati. Per il carteggio è stata scelta la soluzione a scomparsa al centro del divano di dritta, una soluzione flessibile e che consente buone dimensioni.

Per Gigi Servidati, azionista di maggioranza insieme a Fabio Planamente di Cantiere del Pardo «il nuovo 42 è per noi un punto di arrivo ed è il culmine della gamma LC. Lo abbiamo disegnato e sviluppato grazie ai preziosi feedback ricevuti dai precedenti 46 e 52 e dal mio punto di vista rasenta la perfezione. Abbiamo lavorato molto anche sull’estetica, con una tuga di soli 2 cm più alta rispetto a quella del vecchio GS 43 (quello disegnato da Maletto, n.d.r.). Il lusso è ovviamente proporzionato ai suoi 42 piedi e tra gli elementi che fanno la differenza c’è anche quello di poter navigare a 9 nodi con il gennaker senza problemi come stiamo facendo ora mentre parliamo tranquillamente. Inoltre la barca ha lo scafo laminato a mano, che per noi rappresenta una caratteristica prestigiosa per il miglior controllo che possiamo esercitare durante il processo di lavorazione e sul laminato finale».

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Con rollbar o versione sport

Un elemento centrale del progetto è il rollbar, che distingue tutta la linea LC: serve ad eliminare la scotta della randa dal pozzetto, facilitando così le manovre e migliorandone il comfort, perché le manovre sono tutte rimandate a poppa e gestibili dal solo timoniere. La barca è infatti impostata per navigare bene con equipaggio ridotto, una necessità sempre più frequente. Il rollbar serve inoltre anche come sostegno per il bimini. Coloro che invece non lo gradiscono, e sono diversi gli armatori che ancora storcono il naso, possono optare per la versione Sport, che non solo lo elimina, ma anche le panche che incorniciano lo specchio di poppa, ha un albero maggiorato di alluminio, randa con punto fisso in pozzetto, sartiame in tondino, tendistrallo idraulico integrato, winch Harken Performa STP 50 e spiaggetta di poppa che da chiusa resta a filo con il fondo del pozzetto. L’albero maggiorato è disponibile anche come accessorio singolo nella versione base (quella con il rollbar, a cui volendo vanno aggiunti, in optional, i winch elettrici).

La carena è stata disegnata per lavorare con una sola pala del timone e una chiglia da 2,25 metri (disponibile la versione optional da 1,80 metri), mentre l’albero di alluminio ha la randa avvolgibile, soluzione scelta dalla maggior parte dei primi armatori della barca.

Nonostante le sue dimensioni compatte, il 42 LC ha forme filanti e proporzionate ed è facile cogliere alcune piccole, ma sostanziali differenze con le linee dei suoi predecessori. Ed è proprio Marco Lostuzzi, con cui abbiamo la fortuna di navigare, che ci spiega i punti forti del 42 LC: «vista la filosofia della gamma LC, la crociera comoda e a lungo raggio, uno dei principali obiettivi era dare più spazio possibile all’armatore. Lo abbiamo fatto allargando leggermente le sezioni di prua della carena, con il risultato che la cabina è addirittura più grande di quella del 46 LC. Per bilanciare la carena e ristabilirne la corretta simmetria a barca sbandata abbiamo dovuto allargare anche le sezioni di poppa, mentre quelle immerse sono rimaste simili al 46, più magre per facilitare il passaggio sull’onda. Un altro elemento interessante sono le forme svasate delle murate a poppa, conseguenza della richiesta frequente di avere la larghezza massima del ponte molto arretrata, una preferenza che ha motivi soprattutto estetici, ma capace di “regalare” un pozzetto ampio e con sedute lunghe e comode. La maggior larghezza va però contenuta sui fianchi, per evitare di avere murate troppo voluminose e una superficie bagnata esagerata, da qui le svasature visibili dalla banchina. Riguardo al timone abbiamo preferito la singola pala per facilitare le manovre in porto: è una barca da crociera che deve entrare e uscire spesso dai marina senza complicazioni: le due pale hanno bisogno di più abbrivio prima di rispondere a dovere. Inoltre la nostra pala è profonda e posizionata ben avanti sulla carena, quindi lavora con efficacia anche a barca sbandata. Non solo, a motore ha meno superficie bagnata ed è più leggera e semplice rispetto alle due pale».

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A 10,3 nodi con il code 0

Saltiamo sul 42 LC alla fine di una giornata con vento tra 25 e 18 nodi e onda di circa 1 metro, quando prendiamo il timone la condizioni sono più leggere, ma ancora sufficienti a farci divertire e sorprendere per le prestazioni di questo scafo. La nostra versione è quella base con rollbar, albero standard con randa avvolgibile e sartiame tradizionale, senza winch elettrici e con il teak soltanto in pozzetto e sulle panche; sottocoperta invece il layout è il tre cabine che vedete sopra.

Iniziamo a navigare con randa e Code 0 (lo vedete nella foto grande di apertura del servizio) e un vento tra gli 11 e i 12 nodi. Preciso e stabile di rotta il 42 LC si fissa intorno agli 8/8,5 nodi di velocità con un timone morbido, reattivo e sempre bene in controllo. Nonostante la vela sia un po’ magra e dal range ridotto la barca è sempre facile da portare, basta non esagerare nella ricerca di pressione e velocità andando troppo all’orza. Filiamo che è un piacere e in un paio di occasioni tocchiamo, e superiamo, i 10 nodi di velocità. Anche questo è un lusso: filare via veloci divertendosi, magari in equipaggio ridotto e in tutta facilità. Quando togliamo il Code 0 e mettiamo il fiocco autovirante il vento è risalito a 13 nodi, permettendoci di mantenere ottime velocità sui 8,3/8,5 nodi intorno ai 40° al vento reale. E di bolina il gioco diventa anche più divertente, con virate immediate e che impegnano soltanto il timoniere. Abbiamo il motore standard da 50 cavalli con cui navighiamo a 9 nodi e 2.500 giri/minuto in andatura di crociera veloce.

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I dati

Prezzo di listino Euro 309.000

Iva esclusa, f.co cantiere con Volvo 50 cv SD.

Lunghezza f.t. m 13,85

Lunghezza scafo m 12,90

Lunghezza al gall. m 11,92

Larghezza m 4,16

Pescaggio m 2,25

Dislocamento a vuoto kg 9.600

Zavorra kg 2.900

Serbatoio acqua lt 300

Serbatoio carburante lt 200

Motore Volvo Penta 50 cv

Omologazione CE categoriaA/12

Progetto Marco Lostuzzi

Interni e coperta Nauta Yachts

INDIRIZZI

Cantiere del Pardo, Forlì (FC), tel. 0543 782404

www.grandsoleil.net

COSTRUZIONE

Scafo e coperta laminati da stampo femmina in sandwich con pelli di multiassiali in vetro e resina isoftalica. L’anima dello scafo in PVC ad alta densità a cellula chiusa è incollata sottovuoto, sono previste zone single skin rinforzate in corrispondenza di chiglia, timone, tutte le attrezzature e prese a mare. La giunzione scafo coperta è realizzata mediante collante metacrilico e fissaggio meccanico.

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