di Alberto Mariotti - 05 agosto 2019

Hallberg Rassy 57, tutta la prova

Spazio, comfort e prestazioni. A bordo di questo 18 metri svedese da giro del mondo non esistono compromessi. Lo abbiamo provato nello spettacolare arcipelago di Ellös, sede del cantiere. Perché non partire da qui con il vostro nuovo Hallberg-Rassy?

1/15

1 di 6
1/2

Navigare con l’Hallberg-Rassy 57 nelle acque di casa insieme al proprietario del cantiere, Magnus Rassy, è un privilegio raro. È fine agosto e siamo ad Ellös, nell’isola di Orust in Svezia, per le prove dell’European Yacht of the Year 2019: il 57 era candidato nella categoria Luxury Cruiser (poi vinta dal Sunbeam 46.1). Insensibile al vento, alla pioggia e alle temperature fresche dell’estate svedese, Magnus è sempre vestito solo in pantaloni e camicia. Seduto in pozzetto davanti al chartplotter, non schioda gli occhi dallo schermo. Ogni tanto si gira verso il timoniere e chiede di stringere o allargare la rotta di un paio di gradi per sfilare in sicurezza la secca di turno.


L’HR 57 è una barca per la crociera pura senza compromessi: spazio, costruzione, finiture e materiali sono di prima qualità. E lo sono anche le prestazioni, grazie alle nuove linee di carena disegnate da Germán Frers. Da circa tre anni il cantiere ha rotto con la tradizione introducendo prua verticale e doppia pala del timone, elementi che hanno dato anche una decisa rinfrescata al look delle barche.

Oggi sono tre i modelli in gamma con queste caratteristiche: l’HR 340, il 44 e il nuovo 57. Segnaliamo invece la mancanza del tender garage, dotazione ormai presente su barche ben più piccole, un vero peccato per un 18 metri da giro del mondo. Assente anche il trasto di randa, sostituito da un punto fisso con winch centrale. Si guadagna in semplicità, ma si perde in possibilità di gestire la randa con vento forte.

1/3

Navigare con l’Hallberg-Rassy 57 nelle acque di casa insieme al proprietario del cantiere, Magnus Rassy, è un privilegio raro. È fine agosto e siamo ad Ellös, nell’isola di Orust in Svezia, per le prove dell’European Yacht of the Year 2019: il 57 era candidato nella categoria Luxury Cruiser (poi vinta dal Sunbeam 46.1). Insensibile al vento, alla pioggia e alle temperature fresche dell’estate svedese, Magnus è sempre vestito solo in pantaloni e camicia. Seduto in pozzetto davanti al chartplotter, non schioda gli occhi dallo schermo. Ogni tanto si gira verso il timoniere e chiede di stringere o allargare la rotta di un paio di gradi per sfilare in sicurezza la secca di turno.


L’HR 57 è una barca per la crociera pura senza compromessi: spazio, costruzione, finiture e materiali sono di prima qualità. E lo sono anche le prestazioni, grazie alle nuove linee di carena disegnate da Germán Frers. Da circa tre anni il cantiere ha rotto con la tradizione introducendo prua verticale e doppia pala del timone, elementi che hanno dato anche una decisa rinfrescata al look delle barche.

Oggi sono tre i modelli in gamma con queste caratteristiche: l’HR 340, il 44 e il nuovo 57. Segnaliamo invece la mancanza del tender garage, dotazione ormai presente su barche ben più piccole, un vero peccato per un 18 metri da giro del mondo. Assente anche il trasto di randa, sostituito da un punto fisso con winch centrale. Si guadagna in semplicità, ma si perde in possibilità di gestire la randa con vento forte.

1/4

Siamo a bordo dello scafo n° 1, armato fino ai denti e arricchito con diversi optional: la cabina matrimoniale di poppa ha il letto matrimoniale (la standard prevede due letti separati) ed è raggiungibile attraversando la cucina lineare sulle mura di dritta, un altro optional, perché in origine la cucina è a L sulle mura di dritta. A prua c’è la classica cabina Vip (disponibile con letto doppio o singolo) e una ospiti sulla sinistra con letto matrimoniale a murata. In salone è possibile scegliere tra la soluzione con le due poltrone singole, come sul modello in prova, o un divano lineare.


Infine un’occhiata alle finiture, che nella versione standard sono in mogano mentre la nostra sfoggia un inusuale e più moderno rovere chiaro. Gli ambienti interni - come su tutti gli Hallberg-Rassy - sono la parte più conservativa dello scafo e qualcuno potrebbe desiderare una svecchiata. Ma sono belli, ben realizzati e subiscono meno il passare del tempo rispetto a quelli più moderni.

Ellös è anche la sede del cantiere, e il giorno dopo la prova troviamo il tempo per una visita guidata del sito produttivo insieme a Magnus, ancora vestito in pantaloni e camicia. Scafo e coperta sono realizzati da Hallberg-Rassy Marinplast nella città di Kungshamn e poi trasportati a Ellös, dove vengono assemblati. La società che li costruisce è sotto il controllo del cantiere e lavora solo per Hallberg-Rassy. Tutti gli scafi sono laminati a mano, lo strato esterno è in gelcoat mentre la resina è quella vinilestere. L’area intorno alla chiglia è in laminato pieno, mentre il resto è in schiuma di Pvc Divinycell a cellule chiuse per un miglior isolamento contro il caldo e il freddo.


Con la produzione dislocata in un altro luogo, il sito di Ellös si distingue per le dimensioni del reparto di lavorazione del legno, che è grande quanto quello dedicato all’assemblaggio degli scafi. Il legname per gli interni e il ponte di coperta viene ordinato ogni due anni in grosse quantità da produttori selezionati e stoccato in cantiere per assicurare di avere sempre una costanza di qualità in termini di venature e tonalità del materiale. Il teak per il ponte viene prima assemblato su un modello della coperta per verificarne la perfezione, poi rimosso e incollato sottovuoto sul ponte vero della barca. A seconda della forma e delle dimensioni, l’essenza per gli interni può essere verniciata con tre tecniche diverse: tramite un impianto automatizzato (roller coating machine), una spray machine o manualmente. La qualità è così elevata che in una barca finita è impossibile distinguere con quale sistema siano state verniciate le varie parti.

Ellös è anche la sede del cantiere, e il giorno dopo la prova troviamo il tempo per una visita guidata del sito produttivo insieme a Magnus, ancora vestito in pantaloni e camicia. Scafo e coperta sono realizzati da Hallberg-Rassy Marinplast nella città di Kungshamn e poi trasportati a Ellös, dove vengono assemblati. La società che li costruisce è sotto il controllo del cantiere e lavora solo per Hallberg-Rassy. Tutti gli scafi sono laminati a mano, lo strato esterno è in gelcoat mentre la resina è quella vinilestere. L’area intorno alla chiglia è in laminato pieno, mentre il resto è in schiuma di Pvc Divinycell a cellule chiuse per un miglior isolamento contro il caldo e il freddo.


Con la produzione dislocata in un altro luogo, il sito di Ellös si distingue per le dimensioni del reparto di lavorazione del legno, che è grande quanto quello dedicato all’assemblaggio degli scafi. Il legname per gli interni e il ponte di coperta viene ordinato ogni due anni in grosse quantità da produttori selezionati e stoccato in cantiere per assicurare di avere sempre una costanza di qualità in termini di venature e tonalità del materiale. Il teak per il ponte viene prima assemblato su un modello della coperta per verificarne la perfezione, poi rimosso e incollato sottovuoto sul ponte vero della barca. A seconda della forma e delle dimensioni, l’essenza per gli interni può essere verniciata con tre tecniche diverse: tramite un impianto automatizzato (roller coating machine), una spray machine o manualmente. La qualità è così elevata che in una barca finita è impossibile distinguere con quale sistema siano state verniciate le varie parti.

Proviamo il 57 in un pomeriggio con vento sui 12 nodi e mare leggermente mosso (in alto un momento della nostra prova). A bordo siamo in quattro ed essere al timone di un 18 metri di questa stazza dà una forte sensazione di potenza e invincibilità. La barca fila nelle onde a oltre 8 nodi con randa e fiocco pieni senza mai scomporsi.


Il rumore del mare e del vento contribuiscono a questo feeling e il 57 risponde alla perfezione grazie anche alla doppia pala che lavora bene a scafo sbandato. Con vento medio forte è una barca capace di esaltare il piacere della navigazione a vela grazie anche alle sue dimensioni.
Chi l’ha provato con poco vento ha ovviamente un parere diverso, ma basta leggere le velocità polari fornite dal cantiere per scoprire che con 6 nodi di vento il 57 può bolinare a 4,54 nodi a 40° (TWA, angolo al vento reale) e a 6,17 allargando a 60°, mentre a 90° tocca i 7,14 nodi. Agli stessi angoli con 8 nodi di vento si veleggia rispettivamente a 5,8, 7,5 e 8,53 nodi. A motore invece, con un Volvo Penta D4-180 da 180 cv con trasmissione in linea d’asse, si naviga tranquillamente intorno ai 10 nodi.


Esistono barche più veloci, barche dalle linee più tirate e barche dagli interni più moderni, ma poche sanno rassicurare armatori e amici meno esperti in mezzo a un qualsiasi oceano come questa. E poi c’è la qualità della costruzione, che lascia spazio a poche sorprese. A prua, ad esempio, c’è una pompa di sentina sistemata dopo la paratia, in caso di urto frontale con un oggetto semisommerso. Guardando alla filosofia e al tipo di vita che probabilmente avranno gran parte degli Hallberg-Rassy 57, fatti soprattutto di lunghe permanenze a bordo, navigazioni oceaniche o in mari freddi e tempestosi, crediamo che questo modello rappresenti un ottimo compromesso tra dimensioni, sicurezza e prestazioni.

1/3

Prezzo di listino Euro 1.583.520
Iva esclusa, f.co cantiere con Volvo D4-180 cv.

Lunghezza f.t. m 18,44
Lunghezza scafo m 17,44
Lunghezza al gall. m 16,77
Larghezza m 5,15
Pescaggio m 2,43
Dislocamento a vuo tot 28
Zavorra t 9,9
Superficie velica bolina mq 163
Serbatoio acqua lt 1.030
Serbatoio carburante lt 1.050
Omologazione CE categoria A
Progetto Germán Frers

INDIRIZZI
Hallberg-Rassy, Svezia. In Italia: Marine Lions Yachting SRL, Roma, tel. 06 44237537
www.hallberg-rassy.it
www.dalmaryacht.it

PIANO VELICO
Albero Seldén alluminio con 3 ordini di crocette e avvolgiranda; fiocco avvolgibile con Seldén Furlex TD; vang a gas e paterazzo idraulico.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Le ultime prove