22 gennaio 2020

Come eravamo: la prova del 1970 del Clipper 37’’

Questa “casa-barca” veloce e in grado di affrontare anche tempi duri, può permettere splendide vacanze in un’atmosfera di insolita comodità. La prova di questo 11,10 metri del cantiere Crestliner è stata pubblicata nel numero di Vela e Motore di maggio 1970. L’impaginazione a colori negli anni ‘70 non era così frequente e all’interno della rivista solo qualche servizio aveva questo privilegio

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Al momento della sua presentazione il Clipper 37’ ha suscitato uno scalpore come raramente è dato vedere per un’imbarcazione. I quotidiani, le riviste specializzate italiane e straniere hanno parlato soprattutto di lei, “la barca di Bertone”, come ormai generalmente la chiamano; i critici e gli ammiratori hanno trovato subito materia per accanite discussioni; insomma se con questo nuovo modello la Crestliner voleva “fare notizia”, ci è riuscita in pieno.

E la barca, così come si presenta, non può non richiamare immediatamente l’attenzione vuoi per quel suo muso da rana, vuoi per le sue linee crude, aggressive, vuoi per l’aspetto generale da fantascienza, da barca fatta per navigare sui canali di Marte.

Per interderci meglio, diciamo che il suo aspetto provoca lo stesso choc che, a suo tempo, determinò la spigolosa Giulia al suo apparire sul mercato automobilistico.

Il direttore della Crestliner, ingegner Suvero, dice che l’idea base è quella di una “house boat” o casa-barca veloce e navigante, da utilizzare soprattutto all’ormeggio per quanto riguarda l’abitabilità e le comodità, sfruttandone velocità e tenuta di mare per gli spostamenti rapidi dall’uno all’altro porto.

Porti che, immagino, per una barca come questa, saranno soprattutto quelli di Saint Tropez, Rapallo, Porto Santo Stefano, Porto Cervo, Ischia (Capri meno perché è difficile trovare posto).

Vista sotto questo aspetto, direi che la barca ha perfettamente raggiunto il suo scopo: salite a bordo e una musichetta trasmessa da un impianto stereofonico vi accoglie come a bordo degli aerei dei voli transatlantici; arrivate in quella che è chiamata la plancia di comando e c’è tutto, una quantità di strumenti degna di un jet, con tanto di impianto interfonico di comunicazione tra plancia e pozzetto.

Ve lo immaginate che gioia sussurrare: “motore uno pronto, motore due pronto, attenzione, molla a poppa”. E mentre dite questo, sapete che la vostra voce, diffusa dall’altoparlante, verrà udita da tutta la gente in banchina che assiste alla partenza. Poi schiacciate un bottone e tac, l’escondaglio entra in funzione; un altro, e su l’àncora.

Ron, ron, ron, si esce dal porto e voi, e con estrema noncuranza, abbandonate il timone e vi spostate sul divano di prua utilizzando il telecomando.

Credetemi, queste sono grosse soddisfazioni alle quali l’abilissimo progettista deve avere pensato, così come al radiotelefono, all’impianto di condizionamento, al televisore, alla doccia nel pozzetto di poppa, per venire incontro ai desideri della potenziale clientela, che apprezzerà nel giusto valore queste comodità.

Questo è il Clipper 37’ : una barca fatta per le vacanze felici, per i weekend sulla Costa Azzurra, un pezzo della nostra casa, del nostro ufficio, della nostra automobile trasportata sull’acqua.

Navigabilità

I due motori Diesel Aifo erogano una potenza totale di 320 cv. A richiesta, si possono avere quelli sovralimentati che erogano 440 cv. In quest’ultimo caso la velocità di crociera sale a 22 nodi, contro i 18 dei motori ordinari, velocità più che rispettabile.

La barca, al regime massimo dei giri, conserva un assetto molto confortevole e, grazie all’ottima carena di Molinari, si comporta sull’onda in maniera estremamente dolce, senza “battere”, per intenderci meglio.

Malgrado il dislocamento abbastanza rilevante, la guida è semplice e leggera come su un piccolo entrobordo; se si vogliono manovre precise in un fazzoletto d’acqua, basta sapientemente lavorare con i 2 motori. Non ci si sentirà per nulla imbarazzati, provenendo da una barca più piccola.

Abitabilità e attrezzatura

Premetto che il modello che ho provato fa parte della prima serie sperimentale. Il cantiere assicura che i difetti riscontrati sono eliminati sulle barche di costruzione di serie.

Il pozzetto di poppa, molto ampio, sarà la gioia dell’armatore ormeggiato in banchina o in qualche calanchetta per il bagno.

In navigazione a pieno regime e con onda è piuttosto conturbante: ci si sente irresistibilmente attratti dalla potente scia e, purtroppo, non abbiamo nulla a cui afferrarci per evitare il richiamo del mare.

La dinette sembra molto più grande dei suoi 12 metri quadrati grazie alla sapiente disposizione dell’arredamento: si sente la mano dell’architetto che ha giocato molto bene sui volumi. La cucina è abilmente dissimulata dal bar; il tavolo a scomparsa può ospitare sei persone. Si nota che non ci sono troppi spazi, per appendere abiti, accappatoi eccetera, indumenti che si presuppone debbano essere in quantità, dato il genere di persone che vivrà a bordo.

La barca la si gode dal posto di guida. C’è un ampio divano che sarà sempre molto conteso. Della strumentazione è stato detto: c’è tutto, volendo anche il radar. Sarebbe consigliabile aggiungere un contamiglia per agevolare le operazioni di carteggio.

Il navigatore è un po’ sacrificato, nel senso che deve lavorare in piedi senza i libri a portata di mano e senza quelle preziose scanalature nelle quali appoggiare matita e compassi, che si sa, hanno la mania di rotolare per terra.

Durante le belle giornate d’estate, il posto preferito degli ospiti sarà senz’altro il divanetto di prua, un vero belvedere sul mare, molto comodo.

Agli ospiti meno dotati di piede marino penso sarebbe di particolare conforto un pulpito di maggiore altezza, specie lateralmente alla cabina di comando.

Concludendo: il Clipper 37’ rappresenta un modo nuovo di andare per mare. Potrà non soddisfare i romantici della navigazione, quelli che navigano per il piacere di navigare; ma indubbiamente la barca, figlia dei nostri tempi, è destinata a una clientela particolare che ha definite esigenze.

Adoperata secondo il concetto degli ideatori, cioè come house boat rapida e in grado di affrontare tempi anche duri, può permettere splendide vacanze in una atmosfera di comodità quale è difficile riscontrare in scafi di queste dimensioni.

Costa, completa, ventotto milioni di lire.

Giacomo Garioni

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I dati

Lunghezza fuori tutto................. metri 11,10

Larghezza fuori tutto.............................. metri 3,85

Dislocamento a pieno carico.............circa tonn. 7,5

Altezza cabina........................................metri 1,90

Capacità serbatoio combustibile..............litri 1000

Posti letto.......................n 7+1 (alloggio marinaio)

Capacità serbatoi acqua.............................litri 350

Velocità massima........................................nodi 22

Velocità di crociera......................................nodi 18

Potenza complessiva....................................cv 320

Autonomia alla velocità di crociera circa miglia 300

Motorizzazione standard N. 2 motori Diesel AIFO 6 cilindri tipo CP3 M

Motorizzazione a richiesta N. 2 motori Diesel AIFO 6 cilindri tipo CP 3 SM sovralimentato

Potenza complessiva....................................cv 440

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