23 novembre 2019

La diva e il mito

Da Anita Ekberg, a Brigitte Bardot, da Elisabeth Taylor a Silvana Mangano e poi Jane Fonda. L’elenco delle divine stregate dal fascino dei Riva d’epoca è davvero lungo, tanto che anche Sophia Loren non seppe resistere al richiamo di un Tritone e non solo

di Piero Gibellini

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Sophia Loren, ultima grande diva con la coetanea Brigitte Bardot, a settembre ha compiuto 85 anni. Mentre la Bardot si è ritirata da tempo nella sua villa di St. Tropez “la Mandrague” per dedicarsi alla salvaguardia degli animali, Sophia non ha mai smesso di recitare. Nata a Roma da Romilda Villani, originaria di Pozzuoli, e Riccardo Scicolone, giovanissima per la bellezza precoce è spinta dalla madre a partecipare ai concorsi di bellezza e, a sedici anni, viene eletta Miss Eleganza a Miss Italia del 1950.

Sulla spinta del concorso, nello stesso anno, inizia la sua carriera cinematografica con una piccola parte in “Cuori sul mare”. Nel 1951 il produttore cinematografico Carlo Ponti la mette sotto contratto per sette anni, per poi sposarla nel 1957.

Nel 1953 il film trampolino per la fama nazionale è “Due notti con Cleopatra”, in cui interpreta la regina accanto ad Alberto Sordi e per la regia di Mario Mattioli.

Il suo successo mondiale sarà costruito attraverso circa 80 pellicole e 8 film per la televisione, che le hanno fatto attribuire molti riconoscimenti, tra cui una Coppa Volpi nel 1958 per “Orchidea Nera”, mentre per “La Ciociara” ottiene nel 1960 il premio quale miglior attrice a Cannes e il BAFTA (British Academy of Film and Television Arts), oltre all’Oscar nel 1962.

In anni più recenti seguono la “Legion d’Onore” francese nel 1991, l’Accademy Honorary Award nel 1991, l’Orso d’Oro alla carriera a Berlino nel 1994, il Golden Globe Cecil B. DeMille Award nel 1995, il “Leone d’Oro” alla carriera a Venezia nel 1998 e, dal 2017, ha una Stella nell’Almeria Walk of Fame in Spagna.

Ancora sulle scene, recentemente è stata diretta dal figlio Edoardo Ponti ne “La vita davanti a se”.

Come Brigitte Bardot, anche lei sarà da annoverare tra le attrici ammiratrici e dal 1963 armatrice, delle barche di Carlo Riva, ma la sua immagine con i Riva sui rotocalchi è legata soprattutto ad uno precedente, di proprietà della casa di produzioni Titanus di Goffredo Lombardo, che viene utilizzato nel 1961, quando la Cosmopolitan Film di Carlo Ponti rileva gli stabilimenti cinematografici Pisorno di Tirrenia.

Grazie alla pianificazione del litorale tra marina di Pisa e il porto di Livorno da parte dell’Ente Autonomo Tirrenia, nel 1933 il Pisorno (tra Pisa e Livorno) era nato dal progetto degli stabilimenti Tirrenia Film, voluto dal drammaturgo e produttore Giovacchino Forzano, grazie anche alla grande amicizia con Benito Mussolini. L’architetto e scenografo Antonio Valente è il progettista degli studios in stile razionalista, che sono inaugurati nel 1934, in cui saranno girati alcuni film prima della guerra e si formeranno e specializzeranno molti scenografi, tecnici del suono, delle luci, costumisti e truccatori, proprio quegli artisti e quelle maestranze che contribuiranno allo sviluppo di Cinecittà nel dopoguerra.

A Tirrenia, Sophia nel 1954 è l’interprete principale del film “Pellegrini d’amore” prodotto da Giovacchino Forzano con la Pisorno Film, diretto da Andrea Forzano e tornerà al Pisorno nel 1961, ora di Ponti, ancora come protagonista in “Madame Sans-Gene”, affiancata da Robert Hossein, un film diretto dal regista Christian-Jaque.

Durante le riprese di questo film risiede a Pisa al Grand Hotel Duomo, albergo che da sempre ospita le troupe dei film girati a Tirrenia e che conserva molte testimonianze autografate, tra cui quelle di Vittorio De Sica, di Vittorio Gassman, di Fred Astaire, oltre alle sue.

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Sul set a bordo del Tritone

Ogni giorno si trasferisce sul set con il Tritone del 1957 n° 76, Leda VI, della Titanus, messo per l’occasione a disposizione di Carlo Ponti, che lo tiene all’ormeggio sull’Arno, al Circolo Canottieri.

Durante la trasferta sul fiume e in mare, Sophia spesso è in posa per il fotografo della produzione, ma Leda IV è anche inseguito da molti altri fotografi, e numerosissime sono le foto “paparazzate” a Sophia, poi apparse sul settimanale “Oggi” e in altri giornali dell’epoca.

Il Tritone n° 76 appartiene a una serie speciale, fuori serie, di solo 9 esemplari chiamati Cadillac, costruiti dal 1956 al 1958, con due motori Cadillac 8 cilindri a V da 250 cv, invece dei Chris-Craft 6 cilindri in linea da 175 cv montati normalmente negli scafi in listino. I Tritone Cadillac hanno lo stesso scafo di quelli di serie, che è lungo m 7,94 e largo m 3,60, ma hanno finiture particolari. Questo esemplare ha l’opera viva rossa con due linee bianche al galleggiamento, i sedili hanno le fasce in vipla color corallo e i campi in resinflex avorio, i burloni perimetrali sono color avorio e i materassini della cabina e prendisole in tela color corallo, la capotte è in tela Olona blu e la tendina della cabina in tela avorio. Di questo Tritone si sono perse le tracce.

Nel 1963 Sophia è poi l’interprete con Marcello Mastroianni di “Ieri Oggi e Domani” diretto da Vittorio De Sica, un film di grande successo, di cui è rimasto memorabile il suo strepitoso striptease e si registra che nello stesso anno possiede un Aquarama tutto suo, l’ultimo modello Riva bimotore evoluzione del Tritone. Infatti diventa l’armatrice dello scafo n° 3, che le viene consegnato alla Cinematografica Champion di Roma dal Riva Boat Center di Fiumicino.

Nella produzione Riva, il primo Aquarama era stato nel 1962 il Tritone n° 214 Lipicar (attualmente ormeggiato a St. Tropez), prototipo della nuova serie, di conseguenza l’elenco degli Aquarama parte dal n° 2. Il n° 3 e il n° 2 sono gli unici scafi ad avere ancora le murate in fasciame, in attesa dell’avvio della produzione delle murate preformate in lamellare marino e sono identici a quelli della serie Tritone del 1963, sono lunghi m 8,02 e larghi m 3,60 e i motori delle due serie sono due Chris-Craft modello 283 con 8 cilindri a V da 185 cavalli.

Su questi due modelli si sperimentano molte innovazioni da introdurre negli scafi successivi. Invece, a partire dal n° 4 verranno definitivamente avvitate alla struttura le murate prestampate, finalmente disponibili in serie, sperimentate sul Lipicar, prodotte dalla Marine Plywood, società di Remo Lodi e Carlo Riva, che vengono preformate con una pressa pneumatica di loro ideazione.

Il n° 3 ha, come gli altri modelli Aquarama della prima serie, fino all’ultimo del 1966, il rivestimento dei sedili con le fasce in vipla nera (resina sintetica per rivestimenti), i profili arancioni, i campi in resinflex color avorio, mentre i materassini sono arancioni.

Il n° 3 della Loren si trova oggi sul lago di Garda, ma con le tappezzerie non più originali. È stato venduto agli attuali proprietari tedeschi negli anni novanta, ignorando il valore aggiunto che avrebbe potuto conferire ad esso la fama della prima armatrice. Dopo le informazioni assunte alla Riva Historical Society, felici della notizia, gli attuali armatori hanno battezzato la barca Sophia.

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