21 aprile 2019

Nanni Acquarone oltre il Circolo Polare Artico

Ottomila miglia attraverso lo Stretto di Bering, oltre il Circolo Polare Artico e, prima spedizione italiana, a navigare nel passaggio a nord est. A capo dell’impresa Nanni Acquarone, ingegnere imperiese, appassionato velista e comandante di “Best explorer”, un cutter in acciaio di circa 60’
A concepire e guidare quell’impresa ai confini del mondo, che ha anche importanti risvolti scientifici, è Nanni Acquarone, un ingegnere imperiese per anni alla Ibm e da pensionato appassionato velista e comandante di “Best explorer”, un cutter in acciaio di circa 60 piedi, con cui ha già navigato per 50 mila miglia in Mediterraneo e in Atlantico negli anni scorsi.

Con questa barca, attualmente all’ormeggio nel porto giapponese di Osaka, e con altri cinque connazionali, Acquarone si appresta a salpare il prossimo 15 maggio per una rotta tra i ghiacci del Polo Nord per una navigazione pericolosa, difficile e complicata anche da problemi logistici.

A terra rimarrà l’unico componente della spedizione che sarà lontano dai suoi compagni. Filippo Mannoni, infatti, è il responsabile dello shore team e dovrà occuparsi di risolvere tutti gli eventuali problemi. «Abbiamo soprattutto sete di avventura – ammette Mannoni – e il passaggio a nord est è un’area quasi inesplorata ma saremo impegnati anche in importanti rilievi scientifici».

Con il supporto dell’Enea, delle Università di Siena e della Tuscia i sei compagni di avventura effettueranno ricerche sulle microplastiche presenti in quelle acque e la campionatura della biologia marina e del plancton. «Avremo una finestra di soli 30 giorni per evitare i ghiacci, da metà luglio a fine agosto – spiega – e dovremo affrontare una navigazione difficile per le possibili tempeste e i problemi legati ai rifornimenti di gasolio per il motore».

Soltanto nella prima parte della rotta il cutter potrà navigare a vela, poi, nelle quattromila miglia oltre il Circolo Polare Artico, i ghiacci e i bassi fondali impongono di utilizzare il motore che, con un’autonomia di 2 mila e 500 miglia, avrà necessità dei rifornimenti promessi dai russi. Saranno, insomma, cinque mesi avventurosi e difficili, il ritorno alla “civiltà” è previsto per la prima parte di ottobre.
Tommasino Gazo
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