28 December 2020

OID entra nella Realtà Virtuale e progetta le barche del futuro

Con un visore di ultima generazione i designer dello studio di Bergamo modellano le linee delle nuove imbarcazioni Riva. Senza trascurare il lato artistico ed emozionale del progetto.

Officina Italiana Design, lo studio di progettazione con base a Bergamo legato in esclusiva al marchio d’imbarcazioni Riva, si rinnova e, proseguendo nella ricerca di nuove linee sempre nel solco della leggendaria tradizione del cantiere di Sarnico, introduce la realtà virtuale come momento determinante della fase progettuale di nuovi modelli. Un investimento importante per Officina Italiana Design, soprattutto alla luce delle oggettive difficoltà causate dalla pandemia che la comunità internazionale sta affrontando ai vari livelli, con sfide sempre più impegnative e diverse.

“Era da tempo che la realtà virtuale stava catturando la nostra attenzione e, approfittando delle competenze e delle inclinazioni delle nostre giovani risorse creative interne, abbiamo cercato di approfondire l’argomento per trovare la soluzione più adatta al nostro studio. A inizio 2020 abbiamo così deciso di investire in questa nuova tecnologia che è stata ben accolta all’interno del team progettuale di Officina Italiana Design. A fine anno stiamo già raccogliendone i frutti”, dice Sergio Beretta Ad di Officina Italiana Design e co-fondatore insieme a Mauro Micheli.

Officina Italiana Design è quindi tra i primi studi di yacht design a introdurre la realtà Virtuale per affinare le linee e i volumi di una barca. La realtà virtuale immersiva è uno strumento già noto nel settore nautico ma limitato alla sfera commerciale/marketing, per mostrare a potenziali armatori spazi e ambienti in modo interattivo. Officina Italiana Design la introduce invece nella fase progettuale, veicolando le proprie risorse all’acquisto di computer, software VRed di Autodesk e nella formazione del team progettuale.

“Io e i miei colleghi, Andrea Catucci e Laura Avogadri, abbiamo partecipato a un corso full time di formazione di 10 giorni piuttosto impegnativo. In modo abbastanza naturale

la realtà virtuale è entrata a far parte del nostro iter tecnico e progettuale. Noi lavoriamo sempre in team, ci confrontiamo spesso in modo che ci sia sempre armonia tra linee degli esterni e interni e questo processo ci aiuta moltissimo ad affinare ancora di più dettagli ed equilibri. Certamente la realtà virtuale non va a sostituire e a scardinare la filosofia sulla quale si basa lo stile di OID; semplicemente è un processo di progettazione implementare”, racconta Vincenzo Dallacqua, exterior designer di Officina Italiana Design.

Il VRed di Autodesk è un software che offre moltissime possibilità, particolarmente raffinato, utilizzato moltissimo da case automobilistiche importanti come Ferrari e Fiat, che investono molto in ricerca e tecnologia. Del resto il car design è l’altra fonte d’ispirazione per uno studio sempre al passo con i tempi dove la contemporaneità e le tendenze di mercato sono miscelate perfettamente con la tradizione Riva.

“Come operiamo? Una volta che abbiamo sviluppato le linee esterne e gli interni con i consueti software di modellazione, e dopo esserci consultati per armonizzare i due aspetti, carichiamo nel software di realtà virtuale i rispettivi file con le geometrie di interni ed esterni (inserendo anche i materiali degli elementi che impiegheremo. Un visore ci permette poi di visualizzare la barca in scala 1:1 e muoverci a bordo per verificare linee ed equilibri. In questo modo otteniamo un aumento della qualità dei prototipi, una visualizzazione in tempo reale di eventuali modifiche per creare progetti competitivi”, spiega più precisamente Vincenzo Dallacqua.

Una tecnologia quindi che non si va a sostituire di fatto alla metodologia progettuale di di OID ma permette di raggiungere nuovi livelli di attenzione sui dettagli e configurazioni. L’arte contemporanea e classica rimane la fonte di ispirazione per trovare la purezza delle linee e l’equilibrio dei volumi che caratterizzano le imbarcazioni di Officina Italiana Design.

Questa metodologia è stata già impiegata su vari modelli d’imbarcazioni in fase di sviluppo.

“Seppure amante del disegno a mano libera, la tecnologia e le nuove frontiere mi interessano molto: mi permettono nuove sfide per raggiungere nuovi traguardi”, sottolinea Mauro Micheli, Chief Designer e co-fondatore di OID

Tutta la produzione Riva è frutto di Officina Italiana Design sia per quanto riguarda le linee esterne sia per il design degli interni. Linee pulite, cura dei dettagli, equilibrio dei volumi, scelta di materiali e colori sono i punti forza degli yacht disegnati da Officina Italiana Design e principi fondamentali nonché componenti determinanti per la realizzazione di imbarcazioni da sempre sinonimo di eleganza, status e perfezione.

Tra le ultimissime realizzazioni di Officina Italiana Design il Riva 88’ Folgore e Dolceriva, che hanno aperto una nuova strada del design Riva con nuovi stilemi. Mentre ricordiamo che lo studio di Bergamo è entrato definitivamente nel mondo dei superyacht con: Riva 50 metri Race (a marzo 2019 Riva 90’ Argo e Riva 110’ Dolcevita). A questi si aggiungono il 52 Steel Seven Sins (design d’interni ed esterni, varato nel 2017), e il 64 metri Attila 64Steel costruiti dal cantiere Sanlorenzo (linee esterne, varato nel 2019) ed entrambi inclusi in un contratto di collaborazione siglato con il cantiere ligure, conclusosi nel 2017.

www.italianadesign.it


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