a cura della redazione - 05 November 2018

Partita la Route du Rhum-Destination Guadeloupe con gli italiani Andrea Fantini e Andrea Mura

Domenica 4 novembre ha preso il via la 40° edizione della ​Route du Rhum-Destination Guadeloupe, 124 barche iscritte per oltre 3.500 miglia da Saint-Malo a Pointe-à-Pitre, in Guadeloupe. In regata anche gli italiani Andrea Fantini e Andrea Mura. Il record da battere è 7 giorni, 15 ore, 8 minuti e 32 secondi

La Route du Rhum-Destination Guadeloupe per tradizione è una regata a partecipazione prevalentemente francese, anche se la prima edizione è stata vinta dal canadese Mike Birch, ma il 40° anniversario dell'evento vedrà la presenza del più numeroso contingente internazionale di velisti mai avuto nella sua storia, con 23 skipper non francesi.

Andrea Fantini sul Class40 Enel Green Power

Sono due gli skipper che navigheranno con la bandiera italiana in questa edizione del 40° anniversario. Andrea Fantini, 35 anni, alla sua prima Route du Rhum-Destination Guadeloupe a bordo del Class40 Enel Green Power, la barca che ha partecipato all’ultima Transat Jacques Vabre ma che ha dovuto ritirarsi a Lisbona dopo aver danneggiato il timone. Fantini, ex equipaggio di Maserati con Giovanni Soldini, ha commentato "adoro essere in contatto con le forze della natura che non puoi cambiare, non puoi controllare. Devi sfruttare questi elementi nel miglior modo possibile per realizzare il tuo obiettivo nel modo più rapido e migliore possibile".

Noi lo abbiamo sentito al telefono e, mentre faceva la spesa al supermercato, ci ha raccontato che "la regata sarà molto dura e credo che, a causa, del meteo, si inizierà a regatare veramente a metà oceano. Ci aspettano infatti tre depressioni molto violente che ci daranno grandi mazzate. Le prime 10/12 ore saranno tranquille, poi già nel corso della notte entreremo nel regime della prima depressione con una situazione molto dura. Noi ce la caveremo in qualche modo, ma ci sono diverse barche vecchie nelle altre classi e per loro sarà ancora più difficile. Appena usciti dalla prima depressione avremo qualche ora di pausa e poi entreremo nella seconda e subito dopo nella terza. Gli alisei ancora non ci sono e non ci sono scappatoie, almeno che il meteo non cambi nelle prossime ore e si apra una strada verso sud. Nella mia classe, quella dei Class 40, ci sono 53 imbarcazioni e la mia è la terza barca più vecchia delle flotta (un progetto di Verdier del 2007, n.d.r.), è una buona barca e mi piacerebbe riuscire a terminare la regata e sarei contento di classificarmi entro la prima metà della flotta, le altre sono talmente più nuove e veloci che ci saranno due regate diverse. Qui è uno spettacolo incredibile, paragonabile a un evento calcistico da noi, le aziende investono in questi progetti e hanno un ritorno incredibile. La barca è a punto, ho navigato a lungo e mi sento pronto. Per il futuro non voglio fare troppe previsioni, il ritiro dello scorso anno alla Transat Jacques Vabre per la rottura di un timone dopo una collisione è stato molto duro, ora penso prima arrivare e solo dopo a cosa farò in futuro. Il problema, per noi, è sempre la ricerca degli sponsor, è sempre una grande incognita. Mi piacerebbe andare avanti, vedremo. Il problema degli oggetti semi sommersi sta diventando sempre più serio e pericoloso, negli ultimi Vendée Globe circa metà della flotta si è ritirata a causa di questo problema, è pazzesco. Il mare si sta riempiendo di cose che non dovrebbe finire lì, ed è sempre più grave, la situazione peggiora e ognuno dovrebbe fare una riflessione su questo.
Per quanto riguarda gli equipaggiamenti di sicurezza, oltre alla zattera, abbiamo un Epirb grande e un Plb personale da tenere sempre addosso, l'Ais fisso di bordo e quello personale. In solitario se cadi in mare la vedo difficile, bisogna sempre essere legati anche se questo a volte può non accadere.

Andrea Mura, Open 50 Vento di Sardegna

Andrea Mura, 54 anni, portacolori della Sardegna, randista del Moro di Venezia durante l’America’s Cup del 1992, partecipa alla Route du Rhum-Destination Guadeloupe per la terza volta. Vincitore dell'edizione 2010 e poi secondo nell'edizione 2014 nella classe Rhum, vincitore della Ostar nel 2013, Andrea Mura è tornato sul suo Open 50 Vento di Sardegna ottimizzato e punta in alto.
"La Route du Rhum per me rimane l’evento più emozionante nella vela” ha commentato Mura “e questa edizione dell'anniversario promette di essere particolarmente appassionante".

Lo abbiamo sentito poco prima del via e Andrea ci ha raccontato che "ho fatto di tutto per migliorare e alleggerire la barca, che resta comunque vecchia di 20 anni e con barche che hanno meno della metà degli anni c'è poco da fare, ma sappiamo anche che in mare tutto può succedere, quindi vediamo. Ovviamente non sono qui tanto per partecipare e la mia tattica sarà sempre la stessa: attaccare e spingere come un cavallo fin sa subito. Ho una nuova vela di poppa che ho sviluppato e costruito io, ha un design innovativo e ne sono molto fiero, ho modificato e aggiornato tutte le altre vele che hanno oltre 10 mila miglia e sono ancora in condizione perfette. Ho due nuovi timoni disegnati da Felci e costruiti da Lamborghini, hanno un design pi moderno e mi permetteranno di spingere di più in poppa. L'azienda italiana Exit mi ha fatto due tangoni nuovi di 4 metri da usare in poppa, li uso come buttafuori, una soluzione ancora poco conosciuta in Italia ma molto diffusa nella vela oceanica. L'abbinamento vela, timoni e tangoni nuovi dovrebbe permettermi di spingere ancora più forte. Ho aggiunto poi due ballast di poppa da 200 litri per lato e migliorato ulteriormente l'abitacolo in pozzetto che mi protegge con meteo avverso. Ho aggiornato poi l'elettronica Raymarine e tutto il cordame con Armare Ropes, ora più sottile e leggero con calze in Dyneema e ho messo i pulpiti in titanio, ancora più leggeri".

Cinque skipper dalla Gran Bretagna

Il contingente non francese più numeroso proviene dalla Gran Bretagna con cinque skipper nella flotta dei Class40 e due nella divisione IMOCA. Negli IMOCA la sfida britannica è guidata da Alex Thomson, secondo classificato nell'ultima Vendée Globe, che parteciperà per la prima volta alla Route du Rhum-Destination Guadeloupe e Sam Davies, veterana del Vendée Globe, a bordo di Initiatives Coeur.

Nella flotta dei Class40, composta da 53 imbarcazioni, sono presenti tre skipper americani. John Niewenhous, 60 anni, pilota professionista, Michael Hennesy a bordo di Dragon, un progetto di Owen Clarke varato nel 2008, e Donald Alexander, 60 anni, investitore.

Mikael Ryking è l’unico skipper svedese. Il 47enne di Stoccolma, naviga dall’età di sei anni e dopo una carriera di successo nel settore delle telecomunicazioni ha trovato una nuova sfida nella Route du Rhum-Destination Guadeloupe.

Lo skipper finlandese Ari Huusela, pilota di linea della FinnAir, ha già partecipato alla Route du Rhum-Destination Guadeloupe nel 2014 a bordo di un Class40, ma quest’anno navigherà nella classe IMOCA con l’obiettivo di partecipare alla prossima Vendée Globe.
Hiroshi Kitada, 54 anni, rappresenterà il Giappone. È un veterano della Rolex Fastnet Race, della Transat Quebec-St Malo e della Transat Bakerly.

Due skipper tedeschi

Due sono gli skipper provenienti dalla Germania, entrambi nella flotta IMOCA. Isabelle Joschke, 41 anni, a bordo di Monin e Boris Herrmann, 37 anni, di Amburgo. Herrmann ha all’attivo due giri del mondo e una vittoria nella Global Ocean Race nei Class40. Questa sarà la sua prima grande prova in solitario nella flotta IMOCA.

La concorrenza internazionale è numerosa in questa edizione della Route du Rhum-Destination Guadeloupe, e chissà, potrebbe essere proprio un velista non francese a conquistare la vittoria nei Class40 o negli IMOCA.

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