03 August 2018

La prova del Nautitech Open 40

Materiali migliori e soluzioni più confortevoli. Il “nuovo” Nautitech Open 40 di Bavaria Catamarans, disegnato da Marc Lombard,
resta uno dei cat più veloci del segmento
La prova del Nautitech Open 40

Dopo anni di onorato servizio, il Nautitech 40 Open è stato rinfrescato nel disegno generale, introducendo piccole, ma sostanziali migliorie che lo rendono ancora più attuale di quanto non lo fosse già nella versione precedente. Frutto del lavoro di Marc Lombard per linee d’acqua e piano velico, è un catamarano dall’eccellente compromesso fra comfort, spazi vivibili e piacere di navigazione. Si distingue grazie a prestazioni veliche interessanti, anche con poco vento, unite a un’efficace disposizione delle manovre e a rinnovate stazioni di pilotaggio comode e dotate di una consolle completa.

Le linee d’acqua filanti e le robuste derive fisse sono la chiave di un’efficienza velica rara su barche da crociera di questo tipo, mentre i larghi redan che si estendono sopra al piano di galleggiamento aiutano a creare adeguati volumi interni.
Fra le novità più evidenti ci sono interni con finiture più curate, unite a uno stile che si mantiene minimale, più elegante e con una più alta attenzione alla qualità dei materiali impiegati.

Rimane una forte connessione fra ambienti interni ed esterni, che si manifesta principalmente nell’area compresa fra dinette e pozzetto: l’area di navigazione condivide sedute e tavolo con il quadrato interno, mentre la vera e propria zona conviviale è ricavata nel pozzetto che, coperto dal tetto rigido, può essere chiuso.
Questo layout premia la cucina che occupa metà dello spazio chiuso della deck house, con ampi piani di lavoro e volumi di stivaggio sufficienti anche a lunghe permanenze a bordo.

Due gli allestimenti proposti: da tre cabine con uno dei due scafi riservato all’armatore, fino alla configurazione con quattro cabine e due bagni (più due cuccette a estrema prua di entrambi gli scafi). Sempre buone le altezze in tutti gli ambienti e ampia la possibilità di stivaggio. A caratterizzare questo 40 piedi sono alcune soluzioni estetiche riuscite, come le due prue dalla caduta prodiera reclinata verso poppa e la sovrastruttura filante che si allunga verso poppa con un top rigido che va a coprire il pozzetto.
Dalle timonerie si ha una buona visuale sulla prua e sulle vele pur mantenendo una diretta comunicazione con il pozzetto e con la zona conviviale, si è sufficientemente protetti da vento e mare e le manovre sono a portata di mano, anche se ci sembra doveroso investire su un secondo winch a sinistra del trasto di randa.

Abbiamo apprezzato le gruette sulla traversa di poppa per sollevare il tender, semplici e funzionali e le plance ricavate alle estremità dei due scafi che permettono una comoda e sicura discesa a mare. A prua rimane un’area prendisole e sulla parte frontale della traversa centrale sono ricavati due gavoni in cui sono stivabili tutti i parabordi.

La prova del Nautitech Open 40

Agile e sensibile al timone

Abbiamo navigato con una bava di vento che via via si è trasformata in una brezza fra gli 8 e i 10 nodi apprezzando le qualità veliche di questo catamarano che, con l’aiuto di un gennaker e di un Code 0, ha dimostrato un’agilità insospettabile confermandosi uno dei migliori veleggiatori della categoria. Nonostante un beccheggio poco frenato nell’andatura a motore, basta issare le vele per stabilizzare la navigazione e prendere un passo morbido e sufficientemente potente.

Al timoniere rimane una sensibilità sulla ruota e una capacità di rispondere ai comandi insolita per la categoria. Abbiamo risalito il vento stringendo angoli al reale di 45° mantenendo velocità sempre interessanti, nonostante le due derive fisse non siano particolarmente allungate. Ad andature comprese tra i 60 e i 90° abbiamo navigato tra 5,4 e 6,8 nodi, toccando 7,1 a 120°. Piccoli incrementi di vento si traducono rapidamente in aumenti di velocità anche sensibili, le virate si compiono semplicemente grazie al fiocco autovirante e senza decadere troppo nel vento.

La prova del Nautitech Open 40

La situazione di Bavaria Catamarans

Ci sembra doveroso concludere provando a fare luce sulla situazione di Bavaria Catamarans a seguito dell’entrata in amministrazione controllata di Bavaria Yachtbau alla fine del mese di aprile scorso. Riportando le parole diffuse il 23 aprile scorso da Gildas Le Masson, direttore generale di Bavaria Catamarans e citiamo letteralmente dal comunicato stampa diffuso dal cantiere: “le due compagnie, Bavaria Yachtbau GmbH e Bavaria Catamarans SAS, sono due entità legali separate, con il risultato che le difficoltà incontrate da una non hanno un impatto diretto sull’altra. Nei primi otto mesi dell’anno fiscale 2017-2018 Bavaria Catamarans ha conosciuto una crescita veloce e continua riportando un fatturato di 13,4 milioni di euro, che equivalgono a un +24,1 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I nuovi modelli, l’Open 40 e il Powercat 47 supportano la crescita del cantiere e rinforzano la sua presenza internazionale con il 79 per cento di vendite all’estero. La domanda è forte, sia nel settore del charter, che copre il 28 per cento delle vendite sia il segmento degli armatori privati. Al salone dei multiscafi di La Grande Motte, in Francia, Bavaria Catamarans ha chiuso con un forte order book che permetterà di portare il fatturato dell’anno fiscale 2017-2018 a 28 milioni di euro, con una crescita del 42 per cento sull’anno precedente. L’order book per il prossimo anno fiscale si sta avvicinando ai 18 milioni di euro. Questi e altri elementi dovrebbero rassicurare circa la capacità di Bavaria Catamarans di rispettare le consegne delle imbarcazioni in accordo con gli impegni contrattuali”.

La prova del Nautitech Open 40
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